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Liber LUX

 

I

 

Io so­no la Leg­ge della Lu­ce.

Io, fi­nal­men­te, ho ma­ni­fe­sta­to la Leg­ge della Ve­ri­tà e della Giu­sti­zia.

Gli Eo­ni di­nan­zi a me si so­no in­chi­na­ti.

Io so­no la Leg­ge del For­te e la mia Lu­ce il­lu­mi­ne­rà il tuo cam­mi­no.

Per­ché non gio­i­sci di­nan­zi alla mia Pa­ro­la? Ma se le mie pa­ro­le so­no fi­ni­te, io i­non­de­rò di Lu­ce e­sta­ti­ca la tua men­te af­fin­ché nul­la pos­sa turba­re il tuo Pen­sie­ro di­vi­no.

Re­spi­ra for­te! An­che se le mie soa­vi pa­ro­le so­no dif­fi­ci­li da so­ste­ne­re in que­st’at­ti­mo... re­spi­ra for­te!

Io ti por­te­rò nei miei Giar­di­ni in­vio­la­ti do­ve po­trai pro­va­re l’eb­brez­za e la gio­ia del­l’Esta­si pe­ren­ne. Tu non ci cre­di? Pen­sa a co­lo­ro che han­no da­to la vi­ta per te, af­fin­ché io mi pos­sa ma­ni­fe­sta­re... la Leg­ge della Lu­ce e­spri­me­rà tal ful­go­re da ac­ce­ca­re la vi­sta. Ma io fa­rò di più. Ti con­dur­rò las­sù, do­ve po­trai es­se­re te­sti­mo­ne... i can­cel­li so­no an­co­ra chiu­si. Per spa­lan­car­li de­vi co­no­sce­re la Pa­ro­la del Gran­de Eo­ne.

Do­po a­ver sag­gia­to le de­li­zie dei Giar­di­ni di Te­ne­bra, ora av­vi­ci­na­ti ai can­cel­li del mio Giar­di­no.

La mia Leg­ge ti ac­ce­che­rà? No! Poi­ché io so­no per co­lo­ro che san­no ve­de­re ed han­no cuo­re pu­ro per sen­ti­re. AR ac­ce­che­rà i fi­gli della men­zo­gna, i na­ti nel pec­ca­to. Com­pren­di che quan­to ti sto di­cen­do è una Leg­ge pie­na di pro­mes­se.

Vìo­la il mio Giar­di­no, so­lo co­sì po­trai pe­ne­tra­re la mia Essen­za. Que­sto è il Giar­di­no dei Giu­sti. Non guar­dar­ti at­tor­no poi­ché es­so non e­si­ste, e­si­ste so­lo den­tro di te. Ma io ti da­rò la Chia­ve se­gre­ta che a­pre tut­te le Por­te, le Por­te del Dia­man­te.

 

II

 

Espri­mi la Leg­ge di AR. So­lo fa­cen­do ciò sa­rai li­be­ra di fran­tu­ma­re il Dia­man­te.

Io ti aiu­te­rò nella tua Ope­ra. Essa sa­rà gran­de co­me gran­de sa­rà il Po­te­re che ver­rà ri­ve­la­to. Chi riu­sci­rà a so­ste­ne­re ta­le For­za?

An­che se io so­no per la Leg­ge del Giu­sto, chi sa­rà co­sì mon­do dal pec­ca­to da so­ste­ne­re la mia vi­sta?

Io so­no l’eb­brez­za, l’e­sta­si e l’in­can­to di una Bea­ti­tu­di­ne pe­ren­ne. Il mio can­to se­dur­rà gli uo­mi­ni e la mia vo­ce cat­tu­re­rà la lo­ro at­ten­zio­ne. Ogni at­te­sa non sa­rà sta­ta va­na e ver­rà soddisfat­ta.

Il mio Eli­xir è pron­to per es­se­re ri­ver­sa­to. Il Dia­man­te ver­rà spez­za­to, ma ver­se­rà so­lo il suo Eli­xir.

Co­no­sci la Leg­ge del For­te? È la Leg­ge della Bellez­za, del­l’Armo­nia e del­l’Esta­si.

Non va­cil­la­re men­tre sen­ti la mia Pa­ro­la ma fal­la flui­re, len­ta­men­te, nel mon­do. Gli uo­mi­ni di­nan­zi alla mia For­za non si ri­trar­ran­no, poi­ché si­len­zio­sa li rag­giun­ge­rà in o­gni an­go­lo del mon­do e il mio Mes­sag­gio non in­con­tre­rà mu­ra e por­te. Il mio Mes­sag­gio... la mia Pa­ro­la sa­rà sot­ti­le e nes­su­no sa­rà in gra­do di con­tra­star­la.

Le fal­se leg­gi, i fal­si pro­fe­ti, ca­dran­no con la Leg­ge del For­te. Sa­ran­no spaz­za­ti via e ci sa­rà po­sto so­la­men­te per il mio Mes­sag­gio.

Ma chi so­no io? Io so­no il Dia­man­te ri­ve­la­to quat­tro vol­te e sve­la­to nella sua e­spres­sio­ne di­na­mi­ca.

Abbia­mo ab­bat­tu­to tut­te le por­te, ora tut­ti ci o­do­no, an­che co­lo­ro che non vo­glio­no o che non san­no.

Il mio Po­te­re sa­rà sot­ti­le e non ci sa­rà scam­po. Io trasfor­me­rò l’uo­mo sen­za che nean­che se ne ac­cor­ga.

I Tem­pi so­no giun­ti per la Ri­ve­la­zio­ne del Po­ten­te ma la mia Ma­ni­fe­sta­zio­ne non è ora.

At­ten­de­te an­co­ra, poi­ché l’Arma se­gre­ta si sta dif­fon­den­do nel mon­do e lo pre­pa­re­rà per la suc­ces­si­va ma­ni­fe­sta­zio­ne.

 

III

 

La mia Ma­ni­fe­sta­zio­ne è giun­ta ad una fi­ne, ma que­sta fi­ne è ap­pe­na l’i­ni­zio.

Io ho e­ret­to il Tem­pio di Dia­man­te ed ora i miei se­gua­ci stan­no ri­ce­ven­do la mia Pa­ro­la. Essa è co­sì si­len­te che non ne so­no con­sa­pe­vo­li. Ma i Giu­sti, i For­ti, as­si­ste­ran­no al­l’Ema­na­zio­ne di que­sta For­za. So­no co­lo­ro che han­no com­bat­tu­to, so­no co­lo­ro che han­no cre­du­to nella mia e­si­sten­za, an­che se mil­le vol­te so­no sta­ti chia­ma­ti ‘fol­li’.

Que­sti san­no di me e so­no pre­gni della mia Ener­gia, della mia For­za. Li in­nal­ze­rò al cen­tro del Dia­man­te e sa­ran­no i te­sti­mo­ni del dif­fon­der­si della mia Pa­ro­la.

Ma es­si chi so­no? So­no co­lo­ro che han­no da­to tut­to nel no­me del­l’Eter­no e ora se lo stan­no ri­pren­den­do.

Qui non e­si­ste la Leg­ge del Ve­ro e del Fal­so. An­che que­sta Leg­ge è sta­ta sop­pian­ta­ta dal­l’u­ni­ca che e­spri­me la real­tà fi­na­le delle co­se, la Leg­ge del­l’Im­mor­ta­li­tà.

Qui non ci so­no dogmi, ma so­lo rea­liz­za­zio­ni. Gli in­dul­gen­ti e gli in­de­ci­si non li co­no­scia­mo.

Que­sta Leg­ge, la Leg­ge del­l’Im­mor­ta­li­tà, la Leg­ge del Dia­man­te, vivrà per sem­pre.

La mia Pa­ro­la, che giun­ge­rà sot­ti­le ai tuo­i o­rec­chi, ti co­mu­ni­che­rà che qui il dogma è sco­no­sciu­to ma pre­sen­te è la cer­tez­za del­l’in­fal­li­bi­li­tà della mia Leg­ge.

Il Dia­man­te è cer­tez­za ed è l’u­ni­ca pro­va che il mon­do a­vrà.

 

IV

 

Io so­no la Leg­ge del Dia­man­te.

Il cie­lo si è of­fu­sca­to e un ve­lo na­scon­de il mio Tem­pio a­gli oc­chi del pro­fa­no. Io sto per ri­ve­la­re me stes­so, nella mia e­spres­sio­ne di For­za e di Esta­ti­ca Essen­za.

Io so­no il Prin­ci­pio e la Fi­ne, io so­no il cuo­re ar­den­te che è na­sco­sto in o­gni se­gua­ce della mia Ve­ri­tà.

Co­me fa­rai a ri­co­no­scer­li? Io li por­te­rò a te e si fa­ran­no ri­co­no­sce­re da una co­sa che io da­rò lo­ro. Per te sa­rà l’as­so­lu­ta cer­tez­za che es­si han­no a­scol­ta­to il no­stro Mes­sag­gio.

Ma do­po che le mie pa­ro­le sa­tu­re­ran­no l’a­ria del mon­do della mia Ener­gia, qua­le sa­rà il no­stro suc­ces­si­vo pas­so? Un at­ti­mo di at­te­sa... sì, stia­mo at­ten­den­do la Ri­ve­la­zio­ne... la Ri­ve­la­zio­ne del­l’Im­mor­ta­li­tà.

Ri­ti­ra­ti, per un at­ti­mo, in un si­len­te e rac­col­to pen­sie­ro, pri­ma della ma­ni­fe­sta­zio­ne del­l’Esta­si.

 

V

 

Ella ha pro­nun­cia­to la Pa­ro­la ed ora sta ri­ce­ven­do la Leg­ge del Dia­man­te della nuo­va Era.

Il Fi­glio della Lu­ce è as­si­so ac­can­to a lei ed è pron­to a ri­ce­ve­re il Net­ta­re della Pas­sio­ne de­gli Dei.

Qua­le al­tra Dro­ga voi de­si­de­re­re­te? Se ciò che de­si­de­ra­te è so­la­men­te ab­be­ve­rar­vi alla Cop­pa del mio Sa­cro San­tua­rio.

Ave­te ol­tre­pas­sa­to la Por­ta e ora sie­te nei miei Giar­di­ni. Esta­sia­ti da ta­le bel­lez­za vor­re­ste an­da­re più in là. Ac­co­sta­te­vi alla Fon­ta­na di Lu­ce. Essa vi da­rà da be­re e la sua Co­no­scen­za vi dis­se­te­rà. Ma ora fer­ma­te­vi: pri­ma di an­da­re a­van­ti de­vo an­co­ra par­lar­vi dei miei Giar­di­ni.

I Giar­di­ni delle De­li­zie. Que­sta è la vo­stra Ca­sa, la di­mo­ra de­gli Dei. Fa­te so­la­men­te un pas­so per pro­ce­de­re ol­tre. Voi lo vo­le­te? Il Tem­po è giun­to per la sua rea­liz­za­zio­ne.

Sa­li sul gra­di­no del Tem­pio di Dia­man­te. Tre so­no le Chia­vi, ma una so­la è la Rea­liz­za­zio­ne. L’ul­ti­ma Por­ta ti si a­pri­rà, ma non e­si­ste al­cu­na Por­ta che se­pa­ri te dal di­ve­ni­re te stes­so, Di­vi­no, Im­mor­ta­le.

Be­vi dalla Cop­pa della mia Si­gnora. Se non pro­ve­rai l’Esta­si non po­trai far par­te di noi.

Chiu­di gli oc­chi e fat­ti per­mea­re da que­sto ef­fluvio az­zur­ro che pe­ne­tre­rà il cor­po. Ma co­s’è que­sto mi­ste­ro? È l’Eli­xir, i ba­ci della mia Si­gnora che ora si ri­ver­sa­no su di te.

Re­si­sti al­l’ab­brac­cio della Pas­sio­ne, poi­ché que­sta so­stan­za scon­vol­ge­rà il mon­do e gen­ti in­fe­de­li da­ran­no la vi­ta per pro­va­re l’Esta­si di Maat. Ma es­si non san­no che so­lo tu sei l’E­let­to am­mes­so al suo co­spet­to. Dun­que spo­glia­ti, pre­sen­ta­ti nu­do e ve­sti­to so­lo del tuo ar­do­re.

Vuo­i en­tra­re nel Tem­pio? Vuo­i pro­va­re l’Esta­si della Pas­sio­ne?

Abbe­ve­ra­ti alla Cop­pa di Maat e di­ver­rai uno di noi.

 

VI

 

Nel Tem­pio di Dia­man­te ella sta as­si­sa su un Tro­no, in­vi­si­bi­le per il pro­fa­no ma vi­si­bi­le per il Dio. Esso po­sa su pro­fon­di e si­cu­ri A­bis­si.

Dea im­pe­ne­tra­bi­le, qua­l è il tuo Mi­ste­ro? Se ti sei ri­ve­la­ta nella tua ma­ni­fe­sta­zio­ne di Te­ne­bra, scon­vol­gen­do il mon­do con la tua in­quie­tu­di­ne, ora co­me ti fa­rai co­no­sce­re a noi?

Mi av­vi­ci­no al Tro­no di Dia­man­te e il suo sguar­do mi in­quie­ta.

“Dim­mi le tre Pa­ro­le”, mi chie­de la Dea. “De­vi co­no­sce­re le Pa­ro­le per ac­ce­de­re al mio Mi­ste­ro”.

Nel Tem­pio re­gna il si­len­zio ed io ri­man­go fer­mo, im­mobi­le, a scru­ta­re la fis­si­tà del suo sguar­do di­vi­no per cer­ca­re la ri­spo­sta.

La Dea mi di­ce: “Da me non a­vrai la ri­spo­sta che cer­chi se pri­ma non di­ver­rai il Tem­pio stes­so. Do­po che a­vrai co­no­sciu­to la bea­ti­tu­di­ne e l’eb­brez­za del mio Re­gno ti man­che­rà so­lo una co­no­scen­za. De­vi vio­la­re me, la mia Essen­za, per ot­te­ne­re la Leg­ge della Rea­liz­za­zio­ne. Ora, guar­da­mi! Sei di fron­te a me e i­ni­zi a com­pren­de­re. Stai ac­qui­sen­do la Co­no­scen­za del mio Mi­ste­ro”.

 

VII

 

Guar­da al mio Si­len­zio, o bef­far­do, co­me io guar­dai al tuo es­se­re blasfe­mo. Il Dia­man­te ri­ve­la se stes­so.

Co­gli que­ste pa­ro­le co­me fos­se­ro per­le nelle tue ma­ni. Se tu le di­vo­re­rai sa­rai un dio, ma trop­po ti co­ste­rà sa­cri­fi­ca­re te stes­so.

Ma tu chi sei per cer­ca­re d’ac­co­star­ti al Tro­no Di­vi­no? Le tue pa­ro­le non con­vin­ce­ran­no le gen­ti e ti cal­pe­ste­ran­no. Ta­le fi­ne fa un e­se­cra­to­re della Ve­ri­tà.

Ti turba­no que­ste mie pa­ro­le? Que­ste non so­no pa­ro­le d’ar­do­re, ma di ven­det­ta te­nu­te a lun­go nel mio cuo­re per te.

Do­ve fug­gi? Io ti ho rin­cor­so per le vie del mon­do e as­se­ta­to del tuo san­gue non ho da­to tre­gua alla mia ri­cer­ca. Ma io, spie­ta­ta­men­te, ti fa­rò av­vi­ci­na­re al mio cuo­re. Guar­da den­tro. Oh! La vi­sio­ne ti scon­vol­ge? Che sia lu­ce ac­ce­can­te ai tuo­i oc­chi pro­fa­na­to­ri.

Ma se qui, nel Re­gno di Dia­man­te, tut­to è Lu­ce, Esta­si e Bellez­za, c’è da che te­me­re dal mio cuo­re di­vi­no. Sì, poi­ché io so­no un Dio in­vio­la­to e so­vra­no di o­gni co­sa.

Per­petue­rò la mia Ven­det­ta. Ma la Leg­ge non è d’A­mo­re e di For­za? Sì, ma al di so­pra di que­ste due con­ce­zio­ni c’è l’e­spres­sio­ne del Dia­man­te.

Il Dia­man­te è pu­ro e io so­no co­me lui. Io pos­so ten­der­ti la ma­no per por­ger­ti il mio aiu­to o fran­tu­ma­re le tue mi­se­re os­sa e ri­durle in ce­ne­re.

Ah! Sì! Que­sto è l’ar­do­re.

Io so­no il Dio e so­no per­fet­to, io so­no l’on­ni­po­ten­te vi­bra­zio­ne del Suo­no.

Sai qua­l è il mi­ste­ro della vi­bra­zio­ne? È il Suo­no del Dia­man­te. Esso ce­la se­gre­ti svilup­pa­bi­li su al­tri li­velli.

Vuo­i la mia Co­no­scen­za? Giam­mai tu l’a­vrai, stri­scian­te u­ma­no. Io da­rò di­mo­stra­zio­ne della mia For­za pri­ma che tu pos­sa spa­ri­re, can­cel­la­to per sem­pre, dalla fac­cia della Ter­ra.

Esse­re ab­biet­to, io ti pos­so da­re la Lu­ce, la Co­no­scen­za e l’Im­mor­ta­li­tà. E tu co­sa fai per na­scon­de­re a te stes­so la tua vil­tà? Com­pi at­ti di abne­ga­zio­ne che co­ste­ran­no la vi­ta a mol­ti u­ma­ni. Ma pri­ma del sor­ge­re della ter­za Lu­na, quan­do la Re­ga­le Pa­dro­na di tut­te le co­se li­be­re­rà il mio brac­cio, io ti fa­rò co­no­sce­re il mio Ter­ro­re spie­ta­to.

Ho da­to tem­po al tem­po, mol­ti re so­no pas­sa­ti e tut­ti so­no mor­ti. Il mio Re­gno ora è qui ed è in­vi­si­bi­le. È sta­to tem­pra­to con la Leg­ge del Fuo­co e del For­te.

Ac­co­sta­ti al Tro­no del tuo Dio, il tuo nuo­vo Dio, e godrai la ma­gni­fi­cen­za del­l’Esse­re Im­mor­ta­le.

 

VIII

 

Ma se que­sto è un Li­bro di Lu­ce per­ché, si chie­de­ran­no gli stol­ti, e­spri­me tan­to ter­ro­re?

Gli stol­ti giun­ge­ran­no vi­ci­no alla So­glia del Dia­man­te ma io li an­nien­te­rò. Sì, li an­nien­te­rò con la Po­ten­za della Co­no­scen­za. Oh vi­li, non a­ve­te ap­pre­so nean­che que­sto con­cet­to?

La For­za è la lin­fa vi­ta­le dei Re, la Lu­ce il­lu­mi­na il lo­ro cam­mi­no di Sa­pe­re e di Bellez­za e l’Ardo­re è la Lu­ce della Co­no­scen­za.

La Pa­ro­la AR è sa­cra e il suo si­gni­fi­ca­to è Lu­ce. È il fa­ro che gui­da le no­stre Gen­ti. Sì, per­ché ci sa­ran­no pu­ri di cuo­re che com­pren­de­ran­no il no­stro Mes­sag­gio e ci se­gui­ran­no.

A­vre­mo una schie­ra di Gen­ti ar­ma­te di Lu­ce e bru­cian­ti di Pas­sio­ne. Sì! Que­sto sa­rà il mio po­po­lo che a­do­re­rà il Dia­man­te e dif­fon­de­rà la Leg­ge nel mon­do. La Leg­ge è del­l’Ama­ta e an­che il suo cuo­re bru­cia di Pas­sio­ne. La por­te­rò con me nel no­stro Re­gno di Dia­man­te e qui ac­co­glie­re­mo i no­stri Fi­gli. Da­re­mo vi­ta ad una nuo­va Stir­pe che du­re­rà in e­ter­no.

 

IX

 

Io schie­re­rò il mio Po­po­lo di­nan­zi alla Di­let­ta, la mia E­let­ta.

La Schie­ra de­gli Uo­mi­ni, che so­no Re, cir­co­scri­ve­rà il Tem­pio di Dia­man­te. Essi, i Re, so­no l’e­spres­sio­ne ma­ni­fe­sta delle fon­da­men­ta del Dia­man­te. So­no la Coro­na di Lu­ce sfol­goran­te, so­no il Cuo­re del Dia­man­te. Essi non po­tran­no ve­ni­re col­pi­ti per­ché riflet­te­ran­no, co­me ri­spo­sta, la lo­ro Lu­ce sui dor­mien­ti.

Dio con­tro uo­mo? Dei con­tro schia­vi.

Le Tre­di­ci Chia­vi del Tem­pio di Dia­man­te so­no Tre­di­ci Cuo­ri ar­den­ti di Bra­ma. Essi so­no la mia Ma­ni­fe­sta­zio­ne.

Se AR è Lu­ce, e­si­ste una Pa­ro­la per e­spri­me­re il con­cet­to della Lu­ce sfol­goran­te? No! Non e­si­ste nel lin­guag­gio de­gli uo­mi­ni. So­lo gli Dei ti pos­so­no co­mu­ni­ca­re il suo no­me. [Ba­taxàh Shi­loàh]

La Lu­ce sfol­goran­te è la Lu­ce e­spres­sa al­l’en­ne­si­ma po­ten­za. È una for­mu­la. Ma non dar­la a­gli uo­mi­ni, an­che se non sa­ran­no in gra­do di ri­pro­durla. Que­sto li­vel­lo di co­no­scen­za ap­par­tie­ne so­lo a­gli Dei. Co­lo­ro che en­tre­ran­no a far par­te della Cer­chia de­gli Dei lo co­no­sce­ran­no. È il Do­mi­nio del Mon­do.

AR ha e­spres­so la sua Leg­ge e la sua e­spres­sio­ne po­ten­zia­le si è ri­ve­la­ta a­gli oc­chi del veg­gen­te. Che mai ven­ga ri­ve­la­to il suo Mi­ste­ro.

 

X

 

Le sor­ti de­gli uo­mi­ni sem­bra­no se­gna­te da un de­sti­no in­cer­to. I fi­li del de­sti­no si so­no mos­si e il Gran­de Bu­rat­ti­naio ha pia­ni­fi­ca­to o­gni mos­sa.

La Co­no­scen­za, pur es­sen­do e­spres­sa nel mon­do, è in­vio­la­bi­le dal­l’in­ten­di­men­to u­ma­no.

Ora noi re­gnia­mo sul­la Ter­ra, im­per­turba­ti, sobri, ma­gni­fi­cen­ti. La Lu­ce, la Leg­ge di AR, si è dif­fu­sa in tut­to il mon­do. Pre­sto nuo­ve Gen­ti lo po­po­le­ran­no e sa­ran­no di­ver­se. La ci­vil­tà co­me è ora co­no­sciu­ta mai più e­si­ste­rà. Essa la­sce­rà il po­sto ai Giu­sti. L’ar­do­re ar­me­rà i lo­ro cuo­ri e la bel­li­co­si­tà de­gli u­ma­ni sa­rà sco­no­sciu­ta.

Po­po­li di­ver­si a­ni­me­ran­no fi­nal­men­te la Ter­ra. Essi so­no na­ti fuo­ri dal Pec­ca­to e la lo­ro o­ri­gi­ne è di­ver­sa. Con il lo­ro ar­do­re ri­da­ran­no vi­ta alla Ter­ra, con la lo­ro con­sa­pe­vo­lez­za l’a­ni­me­ran­no e fi­nal­men­te il Tem­pio di Dia­man­te non a­vrà più bi­so­gno di es­se­re sor­ret­to dalle Co­lon­ne, poi­ché il Dia­man­te sa­rà o­vun­que. I cie­li sa­ran­no di­ver­si e si a­pri­ran­no sul­la Ter­ra na­ta a nuo­va vi­ta.

La Con­sa­pe­vo­lez­za del Dia­man­te sa­rà per sem­pre. Ma non sa­rà so­lo qui, poi­ché que­sta Con­sa­pe­vo­lez­za a­pre le Por­te... a­pre le Por­te ad al­tri mon­di. I mon­di so­no pia­ne­ti e i pia­ne­ti so­no a­bi­ta­ti.

Quan­do si e­span­de­rà nel no­stro mon­do la Con­sa­pe­vo­lez­za del Dia­man­te, al­tri co­mu­ni­che­ran­no con noi. Use­re­mo lo stes­so lin­guag­gio, il lin­guag­gio si­len­zio­so, le pa­ro­le non ne­ces­si­te­ran­no. Ta­le sa­rà la for­ma di co­mu­ni­ca­zio­ne. Il Dia­man­te pre­pa­ra gli E­let­ti a que­sta for­ma di con­tat­to.

Fi­nora, o E­let­ta, hai ri­cevu­to pa­ro­le, ma ora hai no­ta­to una di­ver­si­tà nella co­mu­ni­ca­zio­ne. Hai re­ce­pi­to il mes­sag­gio co­me un flus­so, una sor­ta di co­mu­ni­ca­zio­ne im­me­dia­ta in cui non c’è bi­so­gno della me­dia­zio­ne delle pa­ro­le. Tu stai ri­ce­ven­do nella ma­nie­ra in cui co­mu­ni­ca­no gli Dei.

Ora, Si­gil­lo que­sta Co­no­scen­za...

 

XI

 

Que­sta è la Leg­ge di AR. È sta­ta e­spres­sa la Leg­ge Pri­mi­ge­nia de­gli Dei che so­no ri­tor­na­ti ed es­si so­no più po­ten­ti di un tem­po. Cam­mi­ne­ran­no per le vie del mon­do e por­te­ran­no la Pa­ro­la di Ve­ri­tà, di Giu­sti­zia, di For­za e di Lu­ce. Sì, per­ché es­si so­no in Essen­za, so­no sta­ti subli­ma­ti al Di­ve­ni­re e­ter­no.

Il cu­bo, che è un Sim­bo­lo della Leg­ge, è una for­ma per­fet­ta poi­ché pro­iet­ta da­gli an­go­li dei rag­gi che con­ver­go­no al cen­tro. La For­za si e­spri­me­rà in AR e nul­la po­trà fer­ma­re il suo ma­ni­fe­star­si. La Leg­ge è al di so­pra di tut­ti gli Dei. È la Leg­ge per ec­cel­len­za, Leg­ge del­l’On­ni­po­ten­za. I suoi in­se­gna­men­ti si e­spri­mo­no nella Leg­ge della Ve­ri­tà e della Giu­sti­zia.

Quan­do il Tem­po con­su­me­rà se stes­so, la Di­mo­ra del Dia­man­te e­si­ste­rà e per­petue­rà la sua Leg­ge in e­ter­no. So­la­men­te alla fi­ne della con­su­ma­zio­ne dei mon­di si ri­trar­rà in un luo­go re­mo­to, Di­mo­ra Im­mor­ta­le, e at­ten­de­rà l’e­vol­ver­si di nuo­vi e­ven­ti. Ma ciò che ti sto di­cen­do ri­guar­da un tem­po fu­tu­ro e mol­to lon­ta­no.

Al ri­trar­si del­l’u­ni­ver­so il Dia­man­te ri­mar­rà, qua­le Di­mo­ra in­vio­la­bi­le de­gli u­ni­ci ve­ri Dei. Voi sa­re­te te­sti­mo­ni di ciò. E nelle Ere a ve­ni­re rac­con­te­re­te co­me è sta­to l’i­ni­zio.

La Via si è a­per­ta. Il Mi­ste­ro sia nella vo­stra e­si­sten­za. RABATASh. Il prin­ci­pio è an­che la fi­ne in un e­ter­no e­vol­ver­si di e­ven­ti. Mai com­pren­de­re­te il si­gni­fi­ca­to della vo­stra crea­zio­ne.

Ce­lo, ora, que­sto scrit­to a­gli oc­chi in­di­scre­ti dei pro­fa­ni. Trop­pa Lu­ce in­fa­sti­di­rà que­sti co­dar­di. Sì, poi­ché san­no che la lo­ro vi­ta è mor­ta­le e che rien­tra­no so­lo nel ci­clo na­tu­ra­le. I Prin­ci­pi, in­ve­ce, e­si­ste­ran­no per sem­pre e as­sie­me a lo­ro il Dia­man­te.

Ri­cor­da­ti della Frec­cia. Con­ser­va­la nella Di­mo­ra.

Lo Spa­zio Nero vi ri­spon­de­rà si­len­te e at­ten­de­rà la na­sci­ta di nuo­vi u­ni­ver­si.