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Commento al Liber AHBH

Ha­dit

Simbolo del dio Hadit
Punto I
1.Ec­co! La nuo­va Gio­ia.
Il dio Ha­dit procla­ma l’av­ven­to della nuo­va Gio­ia.
2.Do­vun­que tu va­da, là mi tro­ve­rai.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che do­vun­que va­da, là lo tro­ve­rò.
3.Per­ché io so­no e non so­no, io ero e sa­rò.
Il dio Ha­dit spie­ga che o­vun­que io va­da, là lo tro­ve­rò per­ché egli è e non è, egli è sem­pre e­si­sti­to e sem­pre e­si­ste­rà.
4.Quan­do tut­to sa­rà scom­par­so, nul­la e­si­ste­rà, tran­ne me.
Il dio Ha­dit ri­ve­la che quan­do tut­to l’u­ni­ver­so sa­rà scom­par­so, nien­te e­si­ste­rà, tran­ne lui.
5.Io so­no Tum, u­ni­to a tut­te le co­se!
Il dio Ha­dit di­chia­ra che lui è il dio Tum, il crea­to­re di tut­te le co­se.
6.Tu sai chi è Egli?
Il dio Ha­dit mi chie­de se so chi è Egli. Io so che Egli è l’In­fi­ni­to Nul­la (si ve­da AM, 2, III, 4.).
7.Ri­cor­da!
Il dio Ha­dit mi e­sor­ta a ri­cor­da­re, a pren­de­re at­to.
8.Io sa­rò co­lui che si e­le­ve­rà al di so­pra di te, ma tu sa­rai me.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che egli sa­rà co­lui che si e­le­ve­rà al di so­pra di me, ma che io sa­rò lui.
9.E al­lo­ra io ti e­le­ve­rò al di so­pra di o­gni co­sa, e tu sa­rai il Re do­mi­na­to­re d’o­gni co­sa e­si­sten­te.
E al­lo­ra il dio Ha­dit mi e­le­ve­rà – da­to che sa­rò lui – al di so­pra di o­gni co­sa, e io sa­rò il Re do­mi­na­to­re di o­gni co­sa e­si­sten­te.
10.Non e­si­ta­re! Muo­vi­ti! Uc­ci­di! Tor­tu­ra!
Il dio Ha­dit mi in­ci­ta a non e­si­ta­re, mi spro­na ad a­gi­re, ad uc­ci­de­re e a tor­tu­ra­re gli uo­mi­ni sel­vag­gi.
11.Se que­sto ti fa­rà pia­ce­re sa­rai uno di noi.
Il dio Ha­dit mi di­ce che sa­rò uno di lo­ro se mi fa­rà pia­ce­re uc­ci­de­re e tor­tu­ra­re gli uo­mi­ni sel­vag­gi.
12.E al­lo­ra se­gui­mi. Abban­do­na a­gli uo­mi­ni tut­to ciò che hai e va­li­ca la siepe. Là tu mi tro­ve­rai e ca­pi­rai.
Il dio Ha­dit mi spro­na a se­guir­lo. Quin­di il Dio mi e­sor­ta ad ab­ban­do­na­re a­gli uo­mi­ni tut­to ciò che ho e a va­li­ca­re il con­fi­ne (siepe), là io lo tro­ve­rò e ca­pi­rò.
13.Fa’ ciò e nes­su­no ti di­rà di no.
Il dio Ha­dit mi in­ci­ta a fa­re ciò che mi ha ap­pe­na det­to e nes­su­no mi di­rà di no.
14.Ascol­ta! Io ti par­le­rò del Dio, del tuo Dio, del­l’u­ni­co ve­ro Dio.
Il dio Ha­dit mi e­sor­ta ad a­scol­tar­lo. Quin­di il Dio mi di­ce che mi par­le­rà del Dio, del mio Dio, del­l’u­ni­co ve­ro Dio.
15.Ti i­strui­rò sui mi­ste­ri che non o­sa­sti af­fron­ta­re.
Il dio Ha­dit mi di­ce che mi i­strui­rà su quei mi­ste­ri che non o­sai af­fron­ta­re nella mia in­car­na­zio­ne pre­ce­den­te, quan­do ero Alei­ster Crowley.
16.Per­ché e­si­ti? Per­ché in­du­gi?
Il dio Ha­dit mi chie­de per­ché e­si­to, per­ché in­du­gio.
17.Vie­ni a me.
Il dio Ha­dit mi chia­ma a sé.
18.E il Dio dis­se: “Tut­ti co­lo­ro che ver­ran­no e non”.
Il dio Ha­dit dis­se: tut­ti co­lo­ro che ver­ran­no e non ver­ran­no per es­se­re i­strui­ti sui mi­ste­ri.
19.Va’ ver­so le Co­lon­ne di Shu.
Il dio Ha­dit mi in­ci­ta ad an­da­re ver­so le Co­lon­ne di Shu, cioè ver­so le Co­lon­ne del Dio del­l’Aria.
20.Per­ché so­no di­ve­nu­to NU. Io so­no RA nel suo do­mi­nio a­scen­den­te per di­rit­to del suo po­te­re.
Il dio Ha­dit mi sol­le­ci­ta ad an­da­re ver­so le Co­lon­ne di Shu per­ché al mo­men­to della crea­zio­ne del­l’u­ni­ver­so è di­ve­nu­to Nuit (NU), co­me e­ma­na­zio­ne di se stes­so. Quin­di il Dio af­fer­ma che egli è RA (So­le) nel suo do­mi­nio a­scen­den­te per di­rit­to del suo po­te­re.
21.Io so­no il gran­de Dio che ge­ne­rò se stes­so.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che è Ar­po­cra­te (il gran­de Dio) che ge­ne­rò Ha­dit (se stes­so).
22.Io so­no NU che pro­nun­ciò i suoi no­mi, e co­sì fu crea­to il Cer­chio de­gli Dei.
Il dio Ha­dit ri­ba­di­sce che lui è Nuit – co­me e­ma­na­zio­ne di se stes­so – che pro­nun­ciò i suoi no­mi, e co­sì fu crea­to il Cer­chio de­gli Dei.
23.Io so­no Ieri e co­no­sco Do­ma­ni.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che è e­ter­no.
24.Io co­no­sco il Se­gre­to di ON, il cui Esse­re è RA.
Il dio Ha­dit af­fer­ma di co­no­sce­re il So­le Supe­rio­re (il Se­gre­to di ON), la cui ma­ni­fe­sta­zio­ne vi­si­bi­le (Esse­re) è il So­le (RA).
25.Io ho com­piu­to l’Ope­ra i­ni­zia­ta, io so­no lo Spi­ri­to re­so ma­ni­fe­sto.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che lui ha com­piu­to l’Ope­ra i­ni­zia­ta dalla Na­tu­ra, lui è lo Spi­ri­to re­so ma­ni­fe­sto.
26.Io sto nei Giar­di­ni di NU.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che di­mo­ra nel­l’Ocea­no Co­smi­co (Giar­di­ni) di Nuit.
27.Io so­no co­lui che fu ge­ne­ra­to dal Si­len­zio della Pa­ro­la.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che fu ge­ne­ra­to dal Si­len­zio della Pa­ro­la.
28.Si­len­zio! Che il Nul­la ge­ne­ri il Tut­to.
Il dio Ha­dit e­scla­ma: “Si­len­zio!”. Quin­di il Dio af­fer­ma che LA (Nul­la) ge­ne­ri AL (Tut­to).
29.Ora ap­pren­di la mia fi­ne.
Il dio Ha­dit mi di­ce di ap­pren­de­re la sua fi­ne.

Punto II
1.Ec­co! La nuo­va Stel­la.
Il dio Ha­dit an­nun­cia l’ap­pa­ri­zio­ne della Stel­la di Dia­man­te (la nuo­va Stel­la).
2.Ono­re e glo­ria al Pro­fe­ta della Stel­la.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che a me, il Pro­fe­ta della Stel­la di Dia­man­te, spet­ta­no o­no­re e glo­ria.
3.La Ve­ri­tà è due non es­sen­do, la men­zo­gna è uno es­sen­do.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che la Ve­ri­tà è du­pli­ce e che la men­zo­gna è una, in­fat­ti, nel mon­do dei pro­fa­ni la Ve­ri­tà è ce­la­ta men­tre la men­zo­gna è ma­ni­fe­sta.
4.Qui la Leg­ge, là la ver­go­gna. Al­lo­ra de­ci­di! “Chi di voi o­se­rà se­guirmi nel mio cam­mi­no di Fuo­co?”.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che nel Mon­do de­gli i­ni­zia­ti la Ve­ri­tà è Leg­ge, men­tre nel mon­do dei pro­fa­ni la men­zo­gna è ver­go­gna. Quin­di il Dio si ri­vol­ge al­l’uo­mo e gli chie­de di de­ci­de­re da che par­te sta­re. I­nol­tre chie­de a­gli i­ni­zia­ti chi tra lo­ro o­se­rà se­guir­lo nel suo cam­mi­no lun­go la spi­na dor­sa­le (cam­mi­no di Fuo­co).
5.Ed egli ri­spo­se: “Io, mio Si­gno­re, mia Fiam­ma, mia For­za e mia Sag­gez­za”.
Ed io ri­spo­si: io, mio Si­gno­re (mia Fiam­ma, mia For­za e mia Sag­gez­za), ti se­gui­rò nel tuo cam­mi­no lun­go la spi­na dor­sa­le (ac­ca­di­men­to ve­ri­fi­ca­to­si tra il 1978 e.v. e il 1982 e.v.).
6.Al­lo­ra il Dio dis­se: “Ec­co, io ho ri­ver­sa­to il mio Fuo­co in voi, ed ho a­ma­to le vo­stre gen­ti”.
Al­lo­ra il dio Ha­dit dis­se: ec­co, io ri­ver­sai il mio Po­te­re (Fuo­co) ne­gli i­ni­zia­ti, ed a­mai le vo­stre gen­ti – po­po­li an­ti­chi – che vi­ve­va­no in ar­mo­nia con la Dea.
7.Al­lo­ra al­za­ti e de­sta­ti, de­si­de­rio in­fo­ca­to, pas­sio­ne in­vio­la­bi­le.
Il dio Ha­dit – da­to che ha ri­ver­sa­to il suo Fuo­co ne­gli i­ni­zia­ti – in­ci­ta il po­te­re del Ser­pen­te Kun­da­li­ni ad e­le­var­si lun­go la spi­na dor­sa­le, a ri­sve­gliar­si.
8.Egli è sor­to dal Nero per por­ta­re l’Oro, ma egli è pur sem­pre Nero.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che io so­no sor­to dalla Te­ne­bra (Nero) per por­ta­re la Lu­ce (Oro), ma che io so­no pur sem­pre Te­ne­bra.
9.Ha! Io vi di­sprez­zo, so­vra­ni; io di­sprez­zo voi e i vo­stri fi­gli na­ti dal pec­ca­to. Fa’ che que­sti non sia­no di noi.
Il dio Ha­dit procla­ma che di­sprez­za gli uo­mi­ni po­ten­ti (so­vra­ni) e i lo­ro fi­gli na­ti dal pec­ca­to. Quin­di il Dio mi e­sor­ta a fa­re in mo­do che que­sti in­di­vi­dui non ap­par­ten­ga­no alla Stir­pe di­vi­na (i­ni­zia­ti).
10.Ora le­ga! Le­ga e di­vi­di! Som­ma e ri­som­ma an­co­ra, fin­ché l’Uno non sa­rà egua­le al­lo Ze­ro.
Il dio Ha­dit mi e­sor­ta ad u­ni­re, ad u­ni­re e a di­vi­de­re, a som­ma­re e ri­som­ma­re an­co­ra, fin­ché il ma­ni­fe­sto, Ha­dit (Uno), non sia u­gua­le al non-ma­ni­fe­sto, Nuith (Ze­ro).
11.La Pa­ro­la è Kra­to­s!
Il dio Ha­dit di­chia­ra che la Pa­ro­la è Po­te­re (Kra­to­s).
12.La mia Leg­ge è 83, 8 e 3, e 831.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che la sua Leg­ge è 83, poi­ché l’8 (Ha­dit) è nel 3 (Ra-Hoor-Khuit) e per­tan­to 8 e 3. Quin­di so­stie­ne che è 831 in quan­to l’8 (Ha­dit) è in re­la­zio­ne al 3 (Ra-Hoor-Khuit) e il 3 al­l’1 (Ar­po­cra­te), e di con­se­guen­za l’8 al­l’1.
13.Que­sta è la mia Leg­ge! La Spa­da e il Ser­pen­te. Sce­gli! paz­zo, non c’è nul­la da sce­glie­re.
Il dio Ha­dit ri­ba­di­sce che ciò che ha ap­pe­na det­to è la sua Leg­ge. Quin­di il Dio e­sor­ta a sce­glie­re tra la Spa­da e il Ser­pen­te, ma sol­tan­to il paz­zo può sce­glie­re, poi­ché non c’è nien­te da sce­glie­re, in­fat­ti, la Spa­da rap­pre­sen­ta la For­za co­me pu­re il Ser­pen­te.
14.Chi co­no­sce il mi­ste­ro della mia Di­mo­ra se­gre­ta, mia For­za, a­bi­te­rà in me e io in lui.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che chi co­no­sce il mi­ste­ro della sua Stel­la (Khabs o Ha­dit vi­si­bi­le), sua Ca­sa se­gre­ta (mia For­za), a­bi­te­rà in lui (Ha­dit in­vi­si­bi­le) e lui nel­l’i­ni­zia­to.
15.Non sta scrit­to: “Tor­tu­ra e uc­ci­di?”.
Il dio Ha­dit si chie­de se nella Leg­ge u­ni­ver­sa­le non sta scrit­to: “Tor­tu­ra e uc­ci­di?”.
16.Al­lo­ra uc­ci­di­ti, per­ché se tu non lo fa­rai, lo fa­re­mo noi per te, e ti co­strin­ge­re­mo ad en­tra­re nel Sa­cro San­tua­rio.
Il dio Ha­dit mi in­ci­ta ad uc­ci­de­re il mio ego, per­ché se non lo fa­rò sa­ran­no lo­ro – Nuit e Ha­dit – ad uc­ci­der­mi (ac­ca­di­men­to ve­ri­fi­ca­to­si nel 2004 e.v.), e mi co­strin­ge­ran­no a mo­ri­re sim­bo­li­ca­men­te ma de­fi­ni­ti­va­men­te (ad en­tra­re nel Sa­cro San­tua­rio).
17.Ma ora ti vo­glio i­strui­re in un al­tro mi­ste­ro che tu non co­no­sce­sti, mio Scri­ba e Pro­fe­ta.
Il dio Ha­dit, de­fi­nen­do­mi suo Scri­ba e Pro­fe­ta, mi vuo­le i­strui­re in un’al­tro mi­ste­ro che io non co­nob­bi nella mia in­car­na­zio­ne pre­ce­den­te, quan­do ero Alei­ster Crowley.
18.Il Pro­fe­ta è in­scin­di­bi­le, ma è pur sem­pre due. Al­lo­ra due in uno e uno in due? Giam­mai. Egli mai lo fa­rà. La li­ber­tà di pa­ro­la e d’a­zio­ne so­no tuo­i, o mio Pro­fe­ta.
Il dio Ha­dit de­cre­ta che io (Pro­fe­ta) so­no in­scin­di­bi­le, ma che so­no pur sem­pre due (io e il mio Dio Oc­cul­to). Quin­di il Dio si chie­de se i due con­vi­vo­no in uno e se l’uno è di­vi­so in due, e si ri­spon­de: “Giam­mai”. Poi di­chia­ra che io mai mi fa­rò pos­se­de­re. In­fi­ne so­stie­ne che la li­ber­tà di pa­ro­la e d’a­zio­ne so­no miei, io che so­no il suo Pro­fe­ta.
19.Egli è XXV e III. So­no nu­me­ri di due Di­na­stie. Uno è il Pro­fe­ta del­l’Astro d’Ar­gen­to che bril­la o­gni not­te e o­gni gior­no scom­pa­re; uno è il Pro­fe­ta del Fiu­me d’Oro, che sgor­ga dalla Ter­ra Na­sco­sta e con il suo net­ta­re di­vi­no im­be­ve di dol­ce pas­sio­ne. Ora dei Pro­fe­ti tu pen­se­rai il con­tra­rio, cau­sa pri­ma la tua men­te con­tor­ta e pur sem­pre dua­le.
Il dio Ha­dit spie­ga che io rap­pre­sen­to i nu­me­ri (XXV e III) di due Di­na­stie. Quin­di il Dio so­stie­ne che uno è il Pro­fe­ta della stel­la Si­rio (Astro d’Ar­gen­to) che bril­la o­gni not­te e che o­gni gior­no scom­pa­re, men­tre l’al­tro è il Pro­fe­ta del Fiu­me d’Oro che sgor­ga dal­l’A­men­ta (Ter­ra Na­sco­sta) e che con il suo net­ta­re di­vi­no im­be­ve di dol­ce pas­sio­ne. I­nol­tre mi di­ce che dei Pro­fe­ti pen­se­rò il con­tra­rio, a cau­sa della mia men­te con­tor­ta e dua­le.
20.Il Pro­fe­ta del­l’Astro d’Ar­gen­to non è chi tu cre­di. Lui è il Thau. Il Pro­fe­ta del Fiu­me d’Oro non è lui, ben­sì il suo no­me lo di­ce. La sua Via è quel­la che lo por­te­rà al di là delle Stel­le. Egli di­mo­ra ne­gli in­fe­ri. Hai dun­que com­pre­so il no­me dei due Pro­fe­ti?
Il dio Ha­dit mi in­for­ma che il Pro­fe­ta del­l’Astro d’Ar­gen­to non è chi io cre­do, in­fat­ti, cre­det­ti che Alei­ster Crowley fos­se il Pro­fe­ta del­l’Astro d’Ar­gen­to. Quin­di il Dio mi di­ce che il Pro­fe­ta del­l’Astro d’Ar­gen­to è la X (Thau sa­cra). Poi di­chia­ra che il Pro­fe­ta del Fiu­me d’Oro non è il Pro­fe­ta della Stel­la d’Ar­gen­to, ben­sì il suo no­me (Oro) lo di­ce. I­nol­tre af­fer­ma che la Via del Pro­fe­ta Oro (Ho­rus) è quel­la che lo por­te­rà al di là delle Stel­le, che egli di­mo­ra (nel 1981 e.v.), nel Duat (in­fe­ri). In­fi­ne mi chie­de se ho com­pre­so il no­me dei due Pro­fe­ti. Io ho com­pre­so che uno è Ankh-af-na-Khon­su e l’al­tro è Ho­rus.
21.Il pri­mo Pro­fe­ta ha co­me mar­chio una Thau, il se­con­do Pro­fe­ta ha co­me mar­chio una Ro­sa. Ora la lo­ro i­den­ti­tà ti dev’es­se­re chia­ra, per­ché se co­sì non fos­se, tu su­bi­re­sti gra­vi per­di­te.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che Ankh-af-na-Khon­su (il pri­mo Pro­fe­ta) ha co­me mar­chio la X (Thau sa­cra), men­tre Oro (il se­con­do Pro­fe­ta) ha co­me mar­chio la Ro­sa d’Oro (Ro­sa). Poi il Dio mi di­ce che l’i­den­ti­tà dei due Pro­fe­ti mi de­ve es­se­re chia­ra, per­ché in caso con­tra­rio su­bi­rei gra­vi per­di­te.
22.Rac­con­ta co­me io mi ma­ni­fe­stai a te.
      Rac­con­ta il gior­no della tua na­sci­ta.
Rac­con­ta il gior­no del Gran­de E­qui­no­zio,
      Quan­do co­lui dalla te­sta d’I­bis si ma­ni­fe­stò in te.
Ed egli di­morò nel tuo cuo­re per sem­pre.
Il dio Ha­dit mi e­sor­ta a rac­con­ta­re co­me lui – la Kun­da­li­ni – si ma­ni­fe­stò in me. Quin­di il Dio mi in­ci­ta a rac­con­ta­re il gior­no della mia i­ni­zia­zio­ne (7 feb­braio 1977 e.v.). Poi mi spro­na a rac­con­ta­re il gior­no del Gran­de E­qui­no­zio (20 mar­zo 1982 e.v.), quan­do Thoth (il Si­gno­re dalla te­sta d’I­bis) si ma­ni­fe­stò in me, co­me pu­ra sag­gez­za, e di­morò nel mio cuo­re per sem­pre.
23.Ella ti so­ster­rà, lui ti gui­de­rà. At­ten­di dun­que, e a­spet­ta che tut­to sia com­piu­to.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che la dea Maat mi so­ster­rà e che il dio Thoth mi gui­de­rà. Quin­di il Dio mi di­ce di at­ten­de­re e di a­spet­ta­re che tut­to sia com­piu­to.
24.La mia pa­ro­la è ad una fi­ne.
Il dio Ha­dit procla­ma che la sua pa­ro­la è alla fi­ne di un ci­clo.

Punto III
1.Ec­co! La mia ri­ve­la­zio­ne ai Fi­gli de­gli uo­mi­ni.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che è giun­to il mo­men­to della sua ri­ve­la­zio­ne a­gli i­ni­zia­ti (Fi­gli de­gli uo­mi­ni).
2.Io, Had, so­no Tut­to e Nul­la non es­sen­do.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che lui (Had) è Tut­to (AL) e Nul­la (LA) es­sen­do ce­la­to.
3.Egli è, io non so­no.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che Nuith (Egli) è ma­ni­fe­sta, men­tre lui è ce­la­to.
4.Egli è l’In­fi­ni­to Nul­la e io so­no la sua con­den­sa­zio­ne.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che Nuith (Egli) è l’In­fi­ni­to Nul­la e che lui è Tut­to (la sua con­den­sa­zio­ne).
5.At­ten­ti! Che il Nul­la ge­ne­ri la Pa­ro­la. La Pa­ro­la è Ham.
Il dio Ha­dit e­scla­ma: “At­ten­ti!”, e so­stie­ne che la dea Nuith (Nul­la) ge­ne­ra la Ma­ni­fe­sta­zio­ne (Pa­ro­la). Quin­di il Dio di­chia­ra che la Ma­ni­fe­sta­zio­ne è Sag­gez­za (Ham).
6.Ora tu sa­prai che il Ser­pen­te di Fuo­co, che cin­ge la te­sta e i­non­da di lu­ce le te­ne­bre, è lo Splen­do­re Pri­mor­dia­le rav­vol­to in spi­re.
Il dio Ha­dit mi di­ce che ora sa­prò che la Kun­da­li­ni (il Ser­pen­te di Fuo­co), che cin­ge la te­sta e i­non­da di lu­ce le te­ne­bre, è l’Ener­gia (Splen­do­re Pri­mor­dia­le) av­vol­ta in spi­re alla ba­se della co­lon­na ver­te­bra­le.
7.Ec­co, io ven­go a te co­me un dì Egli ver­rà a me. Tut­ta­via è co­sì.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che lui vie­ne a me co­me un gior­no Nuith (Egli) an­drà da lui. I­nol­tre il Dio af­fer­ma che tut­ta­via è co­sì, in­fat­ti, la con­tra­zio­ne del­l’u­ni­ver­so in­fi­ni­to è i­ne­vi­ta­bi­le.
8.Io so­no non es­sen­do. Io so­no l’on­ni­pre­sen­za del cor­po della mia Si­gnora... la Cor­ti­gia­na delle Stel­le.
Il dio Ha­dit di­chia­ra di es­se­re non es­sen­do, in­fat­ti, è ce­la­to. Quin­di il Dio so­stie­ne che lui si tro­va in o­gni luo­go del­l’u­ni­ver­so in­fi­ni­to, nel cor­po della sua Si­gnora... Nuit, la Cor­ti­gia­na delle Stel­le.
9.La pri­ma par­te è sta­ta ri­ve­la­ta a­gli i­gnoran­ti. Ciò ch’io di­rò a­des­so serba­lo nel tuo cuo­re e cu­sto­di­sci­lo ge­lo­sa­men­te. Per­ché ri­cor­da: il pen­sie­ro vo­la li­be­ro, ma la pa­ro­la in­con­tra mu­ra e por­te.
Il dio Ha­dit mi in­for­ma che la pri­ma par­te del se­con­do ca­pi­to­lo del Li­ber AHBH è sta­ta ri­ve­la­ta ai pro­fa­ni (i­gnoran­ti). Quin­di il Dio so­stie­ne che ciò che di­rà a­des­so de­vo te­ner­lo nel mio cuo­re e cu­sto­dir­lo ge­lo­sa­men­te (in que­sta fra­se è cu­sto­di­to un se­gre­to), per­ché de­vo ri­cor­da­re che il pen­sie­ro vo­la li­be­ro, ma che la pa­ro­la in­con­tra mu­ra e por­te; in­fat­ti, la pa­ro­la in­con­tra mu­ra e por­te a cau­sa del­l’i­gnoran­za de­gli uo­mi­ni pro­fa­ni, ma da­to che la lo­ro i­gnoran­za è sen­za li­mi­ti pos­so ri­ve­la­re i pas­si della se­con­da par­te del se­con­do ca­pi­to­lo del Li­ber AHBH.
10.Al­lo­ra gio­i­sci, per­ché il net­ta­re sta per es­se­re ri­ver­sa­to su di te.
Il dio Ha­dit mi in­ci­ta a gio­i­re, per­ché la co­no­scen­za (net­ta­re) della se­con­da par­te del Li­ber AHBH sta per es­se­re ri­ver­sa­ta su di me.
11.Com­pren­di che ciò non è pu­ra il­lu­sio­ne, no! Egli va al di là del­l’il­lu­sio­ne.
Il dio Ha­dit mi e­sor­ta a com­pren­de­re che tut­to ciò che mi è sta­to ri­ve­la­to non è pu­ra il­lu­sio­ne, no! Non lo è, poi­ché Nuith (Egli) va al di là del­l’Il­lu­sio­ne del Crea­to.
12.Ciò che tu scri­vi è il Dia­man­te. Ri­cor­da! Il Dia­man­te è quat­tro e ze­ro, ma io lo chia­mo quat­tro­cen­toqua­ran­tot­to.
Il dio Ha­dit mi di­ce che ciò che sto scri­ven­do ri­guar­da il Ma­hon di Ho­rus-Maat (Dia­man­te). Quin­di il Dio mi e­sor­ta a ri­cor­da­re e mi di­ce che il Ma­hon di Ho­rus-Maat è Ha­dit (4) e Nuith (0), ma che lui lo chia­ma Vuo­to (4 + 4 + 8 = 16, 16 è il Vuo­to).
13.Ora a­scol­ta la vo­ce fa­tata che riem­pie di mie­le le tue o­rec­chie, a­scol­ta­la e gio­i­sci.
Il dio Ha­dit mi in­vi­ta ad a­scol­ta­re la vo­ce fa­tata che riem­pie di dol­cez­za (mie­le) le mie o­rec­chie. Quin­di il Dio mi e­sor­ta ad a­scol­ta­re ciò che ver­rà det­to nella se­con­da par­te del se­con­do ca­pi­to­lo del Li­ber AHBH e di gio­i­re.
14.Il Tem­po è ve­nu­to. La Co­lon­na pog­gia sul Vuo­to.
Il dio Ha­dit mi di­ce che il Tem­po del Ma­hon di Ho­rus-Maat è ar­ri­va­to e che lui (Co­lon­na) pog­gia su Nuu (Vuo­to).
15.Ha­dit. Io so­no lui e lui è me! Qua­l è il mio Se­gre­to? Mai lo sa­prai e nes­su­no, no, due.
Il dio Ar­po­cra­te pro­nun­cia: “Ha­dit”, e di­chia­ra che lui (io) è Ha­dit (lui) e che Ha­dit (lui) è lui (me). Poi il Dio mi chie­de qua­l è il suo Se­gre­to e si ri­spon­de che mai lo sa­prò e che nes­su­no mai lo sa­prà, no, lui e Ha­dit (due) lo sa­pran­no.
16.Ec­co ora è giun­ta la pri­ma fi­ne.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che si è con­clu­sa la pri­ma par­te del Li­ber AHBH.

Punto IV
1.Il Nul­la è di­ven­ta­to il Tut­to. Il mio Oc­chio si è soc­chiu­so ed ho fran­tu­ma­to un u­ni­ver­so. La Lu­ce è oc­cul­ta­ta nella Te­ne­bra e sem­pre ri­ma­ne vi­vo il si­len­zio­so Nul­la. Le mie ma­ni so­no pe­san­ti e schiac­cia­no l’o­scu­ro che è in o­gni luo­go. Fram­men­ti di vi­ta sca­tu­ri­sco­no dalla mia ma­no co­me scin­til­le di Lu­ce.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che Nuith (Nul­la) è di­ven­ta­ta Nuit (Tut­to), che l’u­ni­ver­so non-ma­ni­fe­sto è di­ven­ta­to l’u­ni­ver­so ma­ni­fe­sto. Quin­di il Dio so­stie­ne che il suo Oc­chio si è soc­chiu­so e che lui ha fran­tu­ma­to un u­ni­ver­so ma­ni­fe­sto. Poi di­chia­ra che la Lu­ce si è oc­cul­ta­ta nella Te­ne­bra di Nuu (Vuo­to) e che sem­pre ri­ma­ne vi­va la si­len­zio­sa Nuith (Nul­la). I­nol­tre so­stie­ne che le sue ma­ni so­no pe­san­ti e che schiac­cia­no l’o­scu­ri­tà pre­sen­te in o­gni luo­go del­l’u­ni­ver­so vuo­to. In­fi­ne di­chia­ra che fram­men­ti di vi­ta sca­tu­ri­sco­no dalla sua ma­no de­stra co­me scin­til­le di Lu­ce.
2.Hoor, nel lun­go Si­len­zio sca­tu­ri­sce la Scin­til­la di­vi­na.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che Hoor (la for­ma con­trat­ta di Hoor-paar-Kraat), nel suo lun­go Si­len­zio, fa sca­tu­ri­re Ra-Hoor-Khuit (la Scin­til­la di­vi­na).
3.Neh-ha, Neh-ha, sto-r-ium.
      Abbat­ti le por­te, di­vie­ni le Co­lon­ne.
Il Por­ta­le tre­me­rà, la Lu­ce ver­rà dif­fu­sa su tut­te le gen­ti.
      Vi­bra­zio­ne as­so­lu­ta.
Toum-Ra-Nioum.
      Egli di­ver­rà.
Ascol­ti­no le gen­ti, poi­ché per lo­ro non ci sa­rà più scam­po.
      Ta-um.
Il dio Ha­dit pro­nun­cia una for­mu­la ma­gi­ca (Neh-ha, Neh-ha, sto-r-ium). Quin­di il Dio mi in­ci­ta ad ab­bat­te­re gli o­sta­co­li e a di­ve­ni­re le due Co­lon­ne (Ra-Hoor-Khuit e Hoor-paar-Kraat). Poi so­stie­ne che si ma­ni­fe­ste­rà il Si­gno­re del dop­pio o­riz­zon­te (il Por­ta­le tre­me­rà) e che la Lu­ce della Co­no­scen­za, co­me vi­bra­zio­ne as­so­lu­ta, ver­rà dif­fu­sa su tut­ti i po­po­li del mon­do. A que­sto pun­to pro­nun­cia una pa­ro­la: “Toum-Ra-Nioum”, e di­chia­ra che io di­ver­rò il Si­gno­re del dop­pio o­riz­zon­te. I­nol­tre e­sor­ta le gen­ti ad a­scol­ta­re per­ché per lo­ro non ci sa­rà più scam­po. In­fi­ne pro­nun­cia la pa­ro­la: “Ta-um”.
4.Il mio oc­cul­ta­men­to è ad una fi­ne.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che il suo oc­cul­ta­men­to, co­me Ha­dit in­vi­si­bi­le, è ad una fi­ne.
5.Ha­dit! La ma­ni­fe­sta­zio­ne pri­ma­ria della Di­vi­ni­tà. Non cre­de­re in ciò che ve­di ma so­stie­ni il tuo es­se­re nel so­spi­ro va­cil­lan­te del­l’e­ter­ni­tà. Arax è la Pa­ro­la. Con es­sa di­strug­ge­rai i tem­pli pro­fa­ni per la­scia­re il po­sto al sor­ge­re di una nuo­va Ve­na. La Ve­na si sta ri­sve­glian­do, il suo ven­to è fred­do e bru­cia co­lo­ro che so­no sul suo cam­mi­no. Il Po­te­re è in me.
Il dio Ha­dit e­scla­ma: “Ha­dit”, e di­chia­ra che e­gli, co­me lo stes­so dio Ar­po­cra­te (si ve­da AM, 1, II, 1.), è la ma­ni­fe­sta­zio­ne pri­ma­ria della Di­vi­ni­tà. Quin­di il Dio mi e­sor­ta a non cre­de­re nelle ap­pa­ren­ze ma a so­ste­ne­re il mio es­se­re nelle fa­si mu­te­vo­li del­l’e­ter­ni­tà. Poi so­stie­ne che Arax – Lu­ce in e­span­sio­ne – è la Pa­ro­la, e che con es­sa di­strug­ge­rò i luo­ghi di po­te­re (tem­pli pro­fa­ni) per la­scia­re il po­sto al sor­ge­re di una nuo­va Ve­na (si ve­da AM, 3, VI, 9.), cioè al sor­ge­re di una nuo­va Co­no­scen­za. I­nol­tre af­fer­ma che la Ve­na (si ve­da AL, Pre­fa­zio­ne.), cioè il Ca­na­le cen­tra­le o­ve si e­le­va la Kun­da­li­ni, si sta at­ti­van­do, che la sua e­ner­gia (ven­to) è fred­da e che bru­cia co­lo­ro che stan­no per­cor­ren­do la Via del Ser­pen­te. In­fi­ne di­chia­ra che la For­za (Po­te­re) è in lui e che lui stes­so è la For­za.
6.La mia Ma­ni­fe­sta­zio­ne è ter­mi­na­ta.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che la sua Ma­ni­fe­sta­zio­ne è ter­mi­na­ta.

Punto V
1.Dal Vuo­to ne­ro io e­mer­go flut­tuan­do.
Il dio Ar­po­cra­te so­stie­ne che dal­lo Spa­zio Vuo­to egli e­mer­ge flut­tuan­do.
2.Io so­no Lu­ce, io so­no Ve­ri­tà, io so­no la For­za.
Il dio Ar­po­cra­te af­fer­ma che egli è la Lu­ce, che egli è la Ve­ri­tà, che egli è la For­za.
3.Il ven­tre di mia Ma­dre mi con­tie­ne ma ella è pu­re me.
Il dio Ar­po­cra­te di­chia­ra che il ven­tre di sua Ma­dre – Nuu – lo con­tie­ne ma che ella è pu­re lui, poi­ché egli è la Fon­te pri­ma­ria.
4.Ir­ra­dian­do­le la For­za io fac­cio cre­sce­re il suo ven­tre.
Il dio Ar­po­cra­te so­stie­ne che ir­ra­dian­do la For­za alla dea Nuu fa e­span­de­re il suo ven­tre per la crea­zio­ne del­l’u­ni­ver­so.
5.Io lam­bi­sco le pro­fon­di­tà del­lo Spa­zio do­ve non e­si­ste il tem­po e Nul­la è al­cu­na co­sa.
Il dio Ar­po­cra­te di­chia­ra che lui lam­bi­sce le pro­fon­di­tà del­lo Spa­zio do­ve non e­si­ste il tem­po e Nuith (Nul­la) è tut­to.
6.In me ger­mo­glia la Vi­ta, da me na­sco­no i mon­di e in me tut­to ri­tor­na.
Il dio Ar­po­cra­te af­fer­ma che in lui ger­mo­glia la Vi­ta, che da lui na­sco­no i mon­di e che in lui tut­to ri­tor­na.
7.Il mio oc­cul­ta­men­to si tro­va nella Ca­sa.
Il dio Ar­po­cra­te di­chia­ra che lui è oc­cul­ta­to nella Shakti (Ca­sa).
8.Non cer­car­mi per­ché ciò è fa­ta­le.
Il dio Ar­po­cra­te mi di­ce di non cer­car­lo per­ché ciò è fa­ta­le.
9.Cer­ca lei, mia Ca­sa, mia Spo­sa, mio Re­gno.
Il dio Ar­po­cra­te mi e­sor­ta a cer­ca­re la Shakti (lei), sua Ca­sa, sua Spo­sa e suo Re­gno.
10.Ogni co­sa da me crea­ta le­ga in­dis­so­lu­bil­men­te me ad o­gni al­tra co­sa.
Il dio Ar­po­cra­te di­chia­ra che o­gni co­sa da lui crea­ta (non-a­to­mi­ca) lo le­ga in­dis­so­lu­bil­men­te ad o­gni al­tra co­sa (a­to­mi­ca).
11.Qui tro­ve­rai la Per­fe­zio­ne, l’Esta­si e­ter­na, e i tuo­i sen­si va­cil­le­ran­no al­l’ab­brac­cio con­turban­te della mia Spo­sa.
Il dio Ar­po­cra­te mi in­for­ma che nella sua Ca­sa tro­ve­rò la Per­fe­zio­ne, l’Esta­si e­ter­na, e che i miei sen­si va­cil­le­ran­no al­l’ir­ra­dia­zio­ne e­ner­ge­ti­ca (al­l’ab­brac­cio con­turban­te) della sua Shakti (Spo­sa).
12.Nu è tut­to per me. Con la mae­sto­si­tà del suo cor­po ella mi per­va­de e le lus­su­reg­gian­ti ca­rez­ze mi com­pe­ne­tra­no.
Il dio Ar­po­cra­te af­fer­ma che Nuit (Nu) è tut­to per lui. Quin­di il Dio so­stie­ne che con la gran­dez­za del suo cor­po ella lo per­va­de e che le lus­su­reg­gian­ti ca­rez­ze lo com­pe­ne­tra­no.
13.Ha­dit è la nuo­va Stel­la. Io so­no il Bin­du oc­cul­ta­to in Nu.
Il dio Ar­po­cra­te di­chia­ra che l’Ha­dit vi­si­bi­le è la nuo­va Stel­la (Khabs). Quin­di il Dio so­stie­ne che lui (Shi­va) è il Pun­to (Bin­du) oc­cul­ta­to in Nuit (Ma­ha­de­vi).
14.U­ni­sci la for­za alla men­te, ot­ter­rai l’i­negua­glia­bi­le sa­pe­re del­l’A­mo­re.
Il dio Ar­po­cra­te mi e­sor­ta ad u­ni­re la for­za alla men­te, e co­sì ot­ter­rò l’i­negua­glia­bi­le sa­pe­re del­l’A­mo­re di Nuit.
15.Ra è Ar.
Il dio Ar­po­cra­te di­chia­ra che il So­le (Ra) è Lu­ce (Ar).
16.La Te­ne­bra è di­ve­nu­ta la Lu­ce e nel dis­sol­vi­men­to del­l’Esta­si io e la mia Spo­sa sia­mo Uno.
Il dio Ar­po­cra­te so­stie­ne che il Vuo­to (la Te­ne­bra) è di­ve­nu­to Lu­ce e che nel dis­sol­vi­men­to del­l’Esta­si lui e la Shakti (Spo­sa) so­no Uno.
17.Uno, non Due, per­ciò Tre.
Il dio Ar­po­cra­te af­fer­ma che lui e la Shakti (Spo­sa) so­no l’Uno sot­to l’a­spet­to della dua­li­tà (non Due) e quin­di so­no il Tre, la ri­sul­tan­te della lo­ro u­nio­ne.
18.So­lo gli Dei sa­pran­no com­pren­de­re il si­gni­fi­ca­to.
Il dio Ar­po­cra­te di­chia­ra che so­lo gli Dei sa­pran­no com­pren­de­re il si­gni­fi­ca­to di ciò che ha ap­pe­na det­to.
19.Il Cer­chio con il Pun­to nel Mez­zo è di­ve­nu­to il Qua­dra­to.
Il dio Ar­po­cra­te af­fer­ma che l’u­ni­ver­so non-ma­ni­fe­sto (Cer­chio) con al cen­tro l’Ha­dit vi­si­bi­le (Stel­la) è di­ve­nu­to l’u­ni­ver­so ma­ni­fe­sto (Qua­dra­to).
20.Spie­ga al­lo­ra se è pos­si­bi­le la com­pe­ne­tra­zio­ne del Cer­chio.
Il dio Ar­po­cra­te mi e­sor­ta a spie­ga­re se è pos­si­bi­le che l’u­ni­ver­so ma­ni­fe­sto com­pe­ne­tri l’u­ni­ver­so non-ma­ni­fe­sto (Cer­chio). Io di­co di no, che non è pos­si­bi­le, per­ché “il Vuo­to riem­pie il Pie­no, non il Pie­no riem­pie il Vuo­to”.
21.Ri­cor­da! Gli Dei so­no due e il re­sto si dis­sol­ve.
Il dio Ar­po­cra­te mi e­sor­ta a ri­cor­da­re che gli Dei so­no due, cioè Shi­va (ma­schio) e Shakti (fem­mi­na), e che il re­sto si dis­sol­ve.
22.La mia e­ma­na­zio­ne è di­ve­nu­ta Sa­pe­re.
Il dio Ar­po­cra­te de­cre­ta che la sua e­ma­na­zio­ne e­ner­ge­ti­ca – Shakti – è di­ve­nu­ta Co­no­scen­za (Sa­pe­re).

Punto VI
1.Had! La pri­ma­ria e­se­ge­si della Di­vi­ni­tà.
In questo passo del Li­ber AHBH si di­chia­ra che Ha­dit (Had) è la pri­ma­ria spie­ga­zio­ne della Di­vi­ni­tà.
2.Dal Nul­la o Vuo­to io e­mer­go.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che lui e­mer­ge da Nuu (Nul­la), lo Spa­zio Vuo­to (Vuo­to).
3.Dalle pro­fon­di­tà a­bis­sa­li del­lo spa­zio in­fi­ni­to o­gni luo­go è la mia di­mo­ra.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che dalle pro­fon­di­tà a­bis­sa­li di Nuit (spa­zio in­fi­ni­to) o­gni luo­go è la sua di­mo­ra, in­fat­ti, egli è l’on­ni­pre­sen­te Pun­to cen­tra­le.
4.Sol­le­va le brac­cia, al­za­ti dal Tro­no, ma non to­glier­ti la Coro­na.
Il dio Ha­dit mi in­ci­ta a sol­le­va­re le brac­cia, ad al­zar­mi dal Tro­no d’Oro di Heru-ra-ha, ma di non to­glier­mi il Po­te­re (la Coro­na).
5.Ma la Coro­na non e­si­ste.
Il dio Ha­dit mi di­ce che il Po­te­re (la Coro­na) non e­si­ste.
6.Essa sei tu più Ze­ro.
Il dio Ha­dit mi in­for­ma che il Po­te­re (la Coro­na) so­no io (Ra-Hoor-Khuit) più Ze­ro (Hoor-paar-Kraat).
7.Non cer­ca­re di com­pren­de­re il si­gni­fi­ca­to, guar­da ol­tre a ciò, ol­tre la vi­ta stes­sa, ol­tre la mor­te.
Il dio Ha­dit mi di­ce di non cer­ca­re di com­pren­de­re il si­gni­fi­ca­to dei tre pas­si pre­ce­den­ti, ma di guar­da­re ol­tre a ciò, ol­tre la con­ce­zio­ne della vi­ta, ol­tre la con­ce­zio­ne della mor­te.
8.Mor­te e vi­ta, vi­ta e mor­te. Que­sta ci­cli­ci­tà è un ef­fet­to. Io so­no e io sa­rò, l’on­ni­pre­sen­te Om­be­li­co, Pun­to cen­tra­le del­l’A­mo­re della mia Si­gnora.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che la ci­cli­ci­tà va dalla non-ma­ni­fe­sta­zio­ne (mor­te) alla ma­ni­fe­sta­zio­ne (vi­ta) e dalla ma­ni­fe­sta­zio­ne (vi­ta) alla non-ma­ni­fe­sta­zio­ne (mor­te). Quin­di il Dio af­fer­ma che que­sta ci­cli­ci­tà è un ef­fet­to. I­nol­tre so­stie­ne che lui e­si­ste e che lui e­si­ste­rà, poi­ché è l’on­ni­pre­sen­te Om­be­li­co, il Pun­to cen­tra­le del­l’A­mo­re di Nuit (Si­gnora).
9.Non cer­ca­re di pren­de­re la Bac­chet­ta, es­sa non e­si­ste. Pren­di la For­za, e­spo­ni­la alle ot­to di­re­zio­ni del­lo Spa­zio e del Tem­po e di­vie­ni il Rag­gio.
Il dio Ha­dit mi di­ce di non cer­ca­re di pren­de­re la Vo­lon­tà (Bac­chet­ta), che es­sa non e­si­ste, in­fat­ti, la Vo­lon­tà è la For­za in e­sten­sio­ne, la For­za in mo­vi­men­to. Quin­di il Dio mi e­sor­ta a pren­de­re la For­za, ad e­spor­la alle ot­to di­re­zio­ni del­lo Spa­zio e del Tem­po, e di di­ve­ni­re la For­za in mo­vi­men­to.
10.Ora tu sei la For­za. Ora tu sei me e nul­l’al­tro e­si­ste al di fuo­ri di me.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che so­no di­ve­nu­to la For­za in mo­vi­men­to. Quin­di il Dio so­stie­ne che so­no di­ven­ta­to lui e che nul­l’al­tro e­si­ste al di fuo­ri di lui.
11.Il Pun­to Ros­so al­l’in­ter­no della Cir­con­fe­ren­za è di­ven­ta­to Nero.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che l’Ha­dit vi­si­bi­le (il Pun­to Ros­so) al­l’in­ter­no della Cir­con­fe­ren­za è di­ven­ta­to l’Ha­dit in­vi­si­bi­le (Nero).
12.Il Nero è per il cie­co, ma al di là della pro­fon­da Te­ne­bra si ma­ni­fe­sta la Di­vi­ni­tà.
Il dio Ha­dit so­stie­ne che l’Ha­dit in­vi­si­bi­le (Nero) è per l’Hoor-paar-Kraat (cie­co), ma che al di là di Nuu (pro­fon­da Te­ne­bra) si ma­ni­fe­sta Ra-Hoor-Khuit (la Di­vi­ni­tà).
13.Va’ ol­tre la con­ce­zio­ne del Ros­so e del Nero. U­ni­sci, con­ci­lia gli op­po­sti. Se non hai com­pre­so il si­gni­fi­ca­to non po­trai mai se­der­ti nel Cer­chio de­gli Dei.
Il dio Ha­dit mi in­ci­ta ad an­da­re ol­tre la con­ce­zio­ne di Ra-Hoor-Khuit (Ros­so) e di Hoor-paar-Kraat (Nero). Quin­di il Dio mi e­sor­ta ad u­ni­re le due con­ce­zio­ni e a con­ci­lia­re i due op­po­sti. I­nol­tre mi di­ce che se non ho com­pre­so il si­gni­fi­ca­to dei due op­po­sti non po­trò mai se­der­mi nel Cer­chio de­gli Dei.
14.Il Si­len­zio, di­ve­nu­to Po­te­re, si ri­trae; co­me il Rag­gio vie­ne as­sor­bi­to dalla sua Fon­te.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che il Vuo­to (Si­len­zio), nel­l’i­stan­te in cui di­ven­ta For­za ma­ni­fe­sta (Po­te­re), si ri­trae; co­me il Rag­gio vie­ne as­sor­bi­to dal Pun­to (Fon­te).