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Commento al Liber AHBH

Nuith

Simbolo della dea Nuith
Punto I
1.La Pa­ro­la della Leg­ge è The­le­ma, di­ce il Po­ten­te. Co­lui che sa­le sul Tro­no par­te­ci­pe­rà alla Glo­ria del­l’In­fi­ni­to.
La dea Nuith af­fer­ma che AL (il Po­ten­te) di­chia­ra che la Pa­ro­la della Leg­ge è Vo­lon­tà (The­le­ma). I­nol­tre la Dea so­stie­ne: “Co­lui che sa­le sul Tro­no par­te­ci­pe­rà alla Glo­ria del­l’In­fi­ni­to.”, in­fat­ti, co­lui che sa­le sul Tro­no d’Oro di Heru-ra-ha par­te­ci­pe­rà al­l’Im­mor­ta­li­tà (Glo­ria del­l’In­fi­ni­to).
2.Sce­gli un po­sto, or­na­lo e de­di­ca­lo a me. Met­ti la mia Sté­lé in que­sto Tem­pio, co­sì che la pro­fe­zia di AL si av­ve­ri.
La dea Nuith mi e­sor­ta a sce­glie­re un po­sto, a or­nar­lo e a de­di­car­lo a lei. Quin­di la Dea mi di­ce di met­te­re la sua Sté­lé in que­sto po­sto (Tem­pio), co­sì che la pro­fe­zia del Li­ber Le­gis (AL) si av­ve­ri (pro­fe­zia av­ve­ra­ta­si nel 1984 e.v.).
3.Ono­re e glo­ria, gio­ia e do­lo­re. At­ten­ti! Il Mes­sag­ge­ro si av­vi­ci­na al Tro­no. Ma non riu­sci­rà a sa­li­re.
La dea Nuith di­chia­ra: “Ono­re e glo­ria, gio­ia e do­lo­re”. Quin­di la Dea e­scla­ma: “At­ten­ti!”, e af­fer­ma che io (Mes­sag­ge­ro) mi av­vi­ci­no al Tro­no d’Oro di Heru-ra-ha, ma che non riu­sci­rò a sa­li­re.
4.Pri­ma de­ve procla­ma­re la mia Leg­ge nel Mon­do. Tu de­vi es­se­re mon­do da o­gni ma­le, se vuoi a­do­rar­mi. Tu de­vi es­se­re li­be­ro da o­gni re­stri­zio­ne, se vuoi ser­virmi. Ri­cor­da: o Uo­mo, quan­t’è pie­to­sa la tua sor­te.
La dea Nuith so­stie­ne che io (Mes­sag­ge­ro), pri­ma di sa­li­re sul Tro­no d’Oro di Heru-ra-ha, de­vo procla­ma­re la sua Leg­ge nel Mon­do. I­nol­tre la Dea di­chia­ra che de­vo es­se­re mon­do da o­gni ma­le, se vo­glio a­do­rar­la; che de­vo es­se­re li­be­ro da o­gni re­stri­zio­ne, se vo­glio ser­vir­la. In­fi­ne, de­fi­nen­do­mi “Uo­mo”, mi e­sor­ta a ri­cor­da­re quan­to è pie­to­sa la mia sor­te in que­sto mon­do di uo­mi­ni sel­vag­gi.
5.Con la te­sta av­vol­ta nelle te­ne­bre, tu bran­co­li nel buio. Ec­co, la pri­ma Be­stia, il cui nu­me­ro è 666, sor­ge­re dalla ter­ra, per­ché la ter­ra è la sua di­mo­ra, per­ché la ter­ra è il suo sim­bo­lo, per­ché la ter­ra è il suo mar­chio.
La dea Nuith af­fer­ma che io, av­vol­to nelle te­ne­bre del­l’i­gnoran­za de­gli uo­mi­ni pro­fa­ni, mi ag­gi­ro nel buio della lo­ro non-co­no­scen­za. Poi la Dea an­nun­cia il sor­ge­re dalla ter­ra della pri­ma Be­stia, il cui nu­me­ro è 666; in­fat­ti, la ter­ra è la di­mo­ra del to­ro – Be­he­moth – che sta ad Est, nel Giar­di­no dei Giu­sti. In­fi­ne di­chia­ra che la ter­ra è il sim­bo­lo e il mar­chio della pri­ma Be­stia, cioè una X in­scrit­ta in un cer­chio.
6.Il mar­chio e il suo pro­fe­ta, que­sta è la Leg­ge. Il mes­sag­ge­ro e il suo sim­bo­lo, que­sta è la Leg­ge. L’a­depto e la sua fi­lo­so­fia, que­sta è la Leg­ge. Chi sa ciò che si­gni­fi­ca sco­pri­rà la Gio­ia del Mon­do. Tu lo sai? No, non puo­i sa­per­lo. Riem­pi una Cop­pa delle tue a­bo­mi­na­zio­ni, e dalla a Ba­ba­lon­d.
La dea Nuith di­chia­ra che la Leg­ge è da­ta dal pro­fe­ta con il suo mar­chio (una X in­scrit­ta in un cer­chio), dal mes­sag­ge­ro con il suo sim­bo­lo (una Ro­sa a cin­que pe­ta­li) e dal­l’a­depto con la sua fi­lo­so­fia. Quin­di la Dea af­fer­ma: “Chi sa ciò che si­gni­fi­ca sco­pri­rà la Gio­ia del Mon­do.”, cioè sco­pri­rà le mie tre fun­zio­ni. Poi si ri­vol­ge al­l’i­ni­zia­to e gli chie­de se sa ciò che si­gni­fi­ca, e si ri­spon­de di no, che non può sa­per­lo. In­fi­ne lo e­sor­ta a riem­pi­re una Cop­pa delle pro­prie a­bo­mi­na­zio­ni e di do­nar­la a Ba­ba­lon­d (gra­fia e­nochia­na di Ba­ba­lon), cioè lo e­sor­ta ad af­fron­ta­re la Pro­va del­l’A­bis­so.
7.Ella è la me­re­tri­ce. Ella sa­rà sfron­ta­ta e a­dul­te­ra, per­ché que­sta è la Leg­ge. Tu le da­rai il tuo cor­po da man­gia­re, ed ella lo ri­fiu­te­rà. Tu la do­mi­ne­rai, ed ella pian­ge­rà. Sì, pian­ge­re per mo­ri­re, mo­ri­re per na­sce­re.
La dea Nuith af­fer­ma che la Don­na Scar­lat­ta (Ba­ba­lon­d) è l’a­ma­ta (me­re­tri­ce). Quin­di la Dea di­chia­ra che la Don­na Scar­lat­ta sa­rà di men­ta­li­tà sfron­ta­ta e a­dul­te­ra a­gli oc­chi de­gli uo­mi­ni sel­vag­gi (co­sì fu), per­ché que­sta è la Leg­ge. Poi so­stie­ne che io le tra­smet­te­rò la mia co­no­scen­za (le da­rai il tuo cor­po d man­gia­re) e che lei la ri­fiu­te­rà (co­sì fu). I­nol­tre af­fer­ma che io la do­mi­ne­rò e che lei pian­ge­rà (co­sì fu). In­fi­ne di­chia­ra che la Don­na Scar­lat­ta de­ve sof­fri­re per mo­ri­re co­me pro­fa­na, che de­ve mo­ri­re co­me pro­fa­na per na­sce­re co­me i­ni­zia­ta.
8.Il Tre è l’Uno, non l’Uno il Tre. Que­sto sta alla ba­se di tut­to. Lui ha vin­to. I ne­mi­ci so­no ca­du­ti. Mio Fi­glio si è se­du­to sul Tro­no.
La dea Nuith so­stie­ne che il ter­na­rio (il Tre) è l’u­ni­tà (l’Uno) e non l’u­ni­tà il ter­na­rio; in­fat­ti, il Mo­der­no dei Gior­ni è il Dio tri­no (ter­na­rio) dal­l’u­ni­co vol­to (u­ni­tà), in op­po­si­zio­ne al­l’An­ti­co dei Gior­ni, il Dio uno (u­ni­tà) dai tre vol­ti (ter­na­rio). Quin­di la Dea di­chia­ra che que­sta con­ce­zio­ne sta alla ba­se di tut­to. Poi af­fer­ma che io ho vin­to e che i ne­mi­ci so­no mor­ti. In­fi­ne so­stie­ne che io (mio Fi­glio) mi so­no se­du­to sul Tro­no d’Oro di Heru-ra-ha.
9.Co­lui che vin­ce­rà de­ve an­co­ra na­sce­re. Ma pre­sto na­sce­rà. Ed egli na­sce­rà co­me il Fi­glio In­co­ro­na­to e Vin­ci­to­re. Egli non è nem­me­no il Bim­bo. La sua Cop­pa non è an­co­ra colma. Ma pre­sto tra­boc­che­rà.
La dea Nuith di­chia­ra che io (co­lui che vin­ce­rà) de­vo an­co­ra na­sce­re e che pre­sto na­sce­rò co­me Hoor-paar-Kraat (il Fi­glio In­co­ro­na­to e Vin­ci­to­re). Quin­di la Dea af­fer­ma che io non so­no nem­me­no il Bim­bo (nel 1981 e.v. non ero an­co­ra il Bim­bo del­l’A­bis­so) e che la mia Cop­pa non è an­co­ra colma, ma che pre­sto tra­boc­che­rà (la Cop­pa delle mie a­bo­mi­na­zio­ni tra­boc­cò nel 1982 e.v.).
10.Bi­so­gna vin­ce­re per mo­ri­re. Bi­so­gna na­sce­re per vin­ce­re. Co­lui che sie­de sul Tro­no ha o­no­re, glo­ria e po­te­re. Ma tu, o Uo­mo, non te­me­re. La tua sor­te sa­rà ri­spar­mia­ta.
La dea Nuith so­stie­ne che bi­so­gna vin­ce­re se stes­si af­fin­ché muo­ia – Pro­va del­l’A­bis­so – l’uo­mo pro­fa­no che è in noi. Quin­di la Dea af­fer­ma che bi­so­gna na­sce­re (13° gra­do i­ni­zia­ti­co) per po­ter vin­ce­re. Poi so­stie­ne che io (co­lui che sie­de sul Tro­no d’Oro) ho o­no­re, glo­ria e po­te­re. In­fi­ne di­chia­ra che l’i­ni­zia­to (o Uo­mo) non de­ve te­me­re per la sua sor­te, per­ché la sua vi­ta ver­rà ri­spar­mia­ta.
11.Sce­gli! O con me o con­tro di me. Non c’è po­sto per l’i­gna­ro. Quan­do il So­le sa­rà al­to nel Cie­lo Stel­la­to, le Co­me­te di­vo­re­ran­no la Ter­ra. Le Co­me­te so­no Stel­le, e le Stel­le so­no Set­te. Il Ven­to sof­fie­rà da Nord a Sud e da Est ad O­vest.
La dea Nuith di­chia­ra: “Sce­gli! O con me o con­tro di me. Non c’è po­sto per l’i­gna­ro”. Poi la Dea so­stie­ne che giun­ge­rà il Gior­no del Giu­di­zio U­ni­ver­sa­le, il Gior­no in cui si ma­ni­fe­ste­rà il Dra­go­ne, il Gran Dra­go­ne Scar­lat­to dalle Set­te Te­ste (le Co­me­te di­vo­re­ran­no la Ter­ra. Le Co­me­te so­no Stel­le, e le Stel­le so­no Set­te) più Una (il So­le sa­rà al­to nel Cie­lo Stel­la­to). In­fi­ne af­fer­ma che il Ven­to della di­stru­zio­ne sof­fie­rà da Nord a Sud e da Est ad O­vest.
12.Il cen­tro tre­me­rà. Fiu­mi di san­gue scor­re­ran­no, i Cie­li si ab­bat­te­ran­no sul­la Ter­ra, il ma­re bol­li­rà... Ec­co! Ora il Tem­po è com­piu­to, la se­con­da Be­stia è sor­ta dalle ac­que. Ha vo­mi­ta­to la sua ba­va sul mon­do ed ora sie­de in mez­zo al ma­re.
La dea Nuith so­stie­ne che il cen­tro della Ter­ra tre­me­rà, che un gran ter­re­mo­to si sca­te­ne­rà e che mol­ti uo­mi­ni pe­ri­ran­no. Quin­di la Dea di­chia­ra che l’atmo­sfe­ra ter­re­stre ver­rà scon­vol­ta e che il ma­re bol­li­rà. Poi e­scla­ma: “Ec­co!”, e con­ti­nua di­cen­do che il Tem­po è com­piu­to, che la se­con­da Be­stia è sor­ta dalle ac­que, in­fat­ti, l’ac­qua è la di­mo­ra del ser­pen­te – Le­via­than – che sta ad O­vest (qui ci si ri­fe­ri­sce alle Set­te i­so­le che e­mer­ge­ran­no nel­l’Ocea­no Atlan­ti­co con l’Ot­ta­va nel­l’Ocea­no Pa­ci­fi­co). In­fi­ne af­fer­ma che le Ot­to i­so­le (la se­con­da Be­stia) han­no vo­mi­ta­to il lo­ro magma (ba­va) sul mon­do e che stan­no in mez­zo al ma­re.
13.Que­sto è il Re­gno del Gran Dra­go­ne, co­lui che por­te­rà il dol­ce Ven­to sul Mon­do, che gli da­rà la vi­ta con il suo san­gue. Egli è mal­va­gio per i mal­va­gi, e giu­sto per i giu­sti. E al­lo­ra uc­ci­di i mal­va­gi. Che la lo­ro stir­pe non in­fa­sti­di­sca più la Ter­ra.
La dea Nuith di­chia­ra che que­sto è il mio Re­gno (il Re­gno del Gran Dra­go­ne); che io por­te­rò la nuo­va Co­no­scen­za nel Mon­do (co­lui che por­te­rà il dol­ce Ven­to sul Mon­do) e che gli da­rò la vi­ta con il mio Po­te­re (san­gue). Poi la Dea so­stie­ne che io so­no mal­va­gio con i mal­va­gi e giu­sto con i giu­sti. In­fi­ne mi e­sor­ta ad uc­ci­de­re i mal­va­gi, af­fin­ché la lo­ro stir­pe non in­fa­sti­di­sca più la Ter­ra.
14.21, 33, 44. I nu­me­ri so­no da­ti. Non ca­pir­li! Com­pren­di­li. Ora io ve­do un nuo­vo Cie­lo e una nuo­va Ter­ra... que­sta è la di­mo­ra de­gli Dei.
La dea Nuith for­ni­sce una chia­ve nu­me­ri­ca (14, 21, 33, 44.) e di­chia­ra che i nu­me­ri so­no da­ti. Quin­di la Dea mi di­ce di non ca­pir­li (il ca­pi­re si at­tie­ne alla ra­gio­ne) ma di com­pren­der­li (il com­pren­de­re si at­tie­ne al sen­ti­re). I­nol­tre lei ve­de – do­po la di­stru­zio­ne – un nuo­vo Mon­do, la di­mo­ra de­gli Dei.
15.Quan­do noi tor­ne­re­mo la Ter­ra vivrà di nuo­va Vi­ta. Que­sta è la mia Leg­ge. Io la proclamo giu­sta e in­giu­sta. Io proclamo la Leg­ge dei For­ti, la Leg­ge del­l’A­mo­re, la Leg­ge della Giu­sti­zia e la Leg­ge della Li­ber­tà in no­me di Nuith.
In questo passo del Li­ber AHBH il Po­ten­te (AL) par­la in no­me de­gli Dei e di­chia­ra: “Quan­do noi tor­ne­re­mo la Ter­ra vivrà di nuo­va Vi­ta”. Quin­di il Dio so­stie­ne che que­sta è la sua Leg­ge. Poi an­nun­cia che lui la procla­ma giu­sta e in­giu­sta. In­fi­ne af­fer­ma che lui procla­ma “la Leg­ge dei For­ti, la Leg­ge del­l’A­mo­re, la Leg­ge della Giu­sti­zia e la Leg­ge della Li­ber­tà in no­me di Nuith”.
16.Il So­le è spen­to, ma pre­sto una nuo­va Stel­la sor­ge­rà, e al­lo­ra il Mon­do ve­drà la Lu­ce della Gio­ia.
La dea Nuith so­stie­ne che un ci­clo tem­pora­le – il Tem­po del­l’uo­mo – è fi­ni­to e che pre­sto sor­ge­rà un nuo­vo ci­clo (Stel­la), e che il Mon­do ve­drà il Tem­po de­gli Dei (la Lu­ce della Gio­ia).

Punto II
1.La ma­ni­fe­sta­zio­ne pri­ma­ria della Di­vi­ni­tà è con­te­nu­ta nel mi­ste­ro del 3. Non c’è nul­la al di fuo­ri di Nul­la. Nul­la e­si­ste tran­ne me.
La dea Nuith af­fer­ma che il dio Ar­po­cra­te (la ma­ni­fe­sta­zio­ne pri­ma­ria della Di­vi­ni­tà) è con­te­nu­to nel mi­ste­ro del ter­na­rio (Ar­po­cra­te, Ha­dit, Nuit). Poi la Dea di­chia­ra che non c’è nien­te al di fuo­ri di lei (Nul­la), che nien­te e­si­ste tran­ne lei.
2.Io so­no co­lui che non fu mai ge­ne­ra­to. Io so­no la fiam­ma se­gre­ta che splen­de in o­gni stel­la.
In questo passo del Li­ber AHBH il dio Ar­po­cra­te di­chia­ra che lui non fu mai ge­ne­ra­to, che lui è la fiam­ma se­gre­ta (il nu­cleo di Ha­dit) che splen­de in o­gni stel­la.
3.Guar­da: il mio Mes­sag­ge­ro ha vin­to, ed ec­co la sua ri­com­pen­sa. L’Esta­si e­ter­na e la Gio­ia di Nu so­no con lui.
La dea Nuith fa no­ta­re al­l’i­ni­zia­to che io (il mio Mes­sag­ge­ro) ho vin­to e che la mia ri­com­pen­sa è l’Esta­si e­ter­na e la Gio­ia di Nuit (Nu).
4.Fi­nal­men­te! Il Gran Dra­go­ne Scar­lat­to, la Be­stia Sel­vag­gia, Le­via­than dalle Ot­to Te­ste e Tre­di­ci Cor­na è na­to. Egli è il Fi­glio non ri­ve­la­to dalla fi­ne dei Tem­pi.
La dea Nuith e­scla­ma: “Fi­nal­men­te!”, e af­fer­ma che io (il Gran Dra­go­ne Scar­lat­to, la Be­stia Sel­vag­gia, Le­via­than dalle Ot­to Te­ste e Tre­di­ci Cor­na) so­no na­to. Quin­di la Dea di­chia­ra che io so­no il Fi­glio non ri­ve­la­to dalla fi­ne dei Tem­pi.
5.Isi­de, Ar­po­cra­te, On, la tri­pli­ce for­mu­la dei tre ge­melli na­ti dalle Ac­que di Nut. Nuith, Ha­dith, Ra-Hoor-Khuit, so­no dun­que que­ste ap­pa­ren­ti il­lu­sio­ni? No, non lo è.
La dea Nuith af­fer­ma che IAO (Isi­de, Ar­po­cra­te, On) è la tri­pli­ce for­mu­la dei tre ge­melli na­ti dalle Ac­que co­smi­che di Nuit (Nut). Quin­di la Dea si chie­de se Nuith, Ha­dith, Ra-Hoor-Khuit, so­no delle ap­pa­ren­ti il­lu­sio­ni e si ri­spon­de di no, che non lo so­no.
In que­sto pas­so del Li­ber AHBH no­tia­mo che Ha­dith è scrit­to con l’h fi­na­le, poi­ché ci si ri­fe­ri­sce ad una par­ti­co­la­re for­mu­la in cui Ha­dith è l’An­ti­co dei Gior­ni, il Fi­glio (Hoor-paar-Kraat) di Ha­dit vi­si­bi­le (si ve­da AM, 2, II, 14.) e il Pa­dre del Mo­der­no dei Gior­ni (Ra-Hoor-Khuit). Per­tan­to la Lu­ce Il­li­mi­ta­ta (Nuith), l’An­ti­co dei Gior­ni (Hoor-paar-Kraat) e il Mo­der­no dei Gior­ni (Ra-Hoor-Khuit), non so­no delle ap­pa­ren­ti il­lu­sio­ni.
6.Se tu sa­prai ca­pi­re co­lui il cui va­lo­re è 91 sa­rai tra gli a­do­ra­to­ri di Set. La tua bra­ma non ti con­su­me­rà, la tua lus­su­ria non ti tra­vol­ge­rà, per­ché tut­to sa­rà in e­ter­na Gio­ia ri­vol­ta a Nuu.
La dea Nuith si ri­vol­ge al­l’uo­mo e gli di­ce che se sa­prà ca­pi­re che io (co­lui) so­no Amn (si ve­da AL, I, 51.), il guer­rie­ro (va­lo­re nu­me­ri­co 91), sa­rà tra gli a­do­ra­to­ri del Ser­pen­te Ros­so (Set). Quin­di la Dea gli di­ce che la sua bra­ma non lo con­su­me­rà, che la sua lus­su­ria non lo tra­vol­ge­rà, per­ché lui tut­to sa­rà in e­ter­na Gio­ia ri­vol­ta al Vuo­to (Nuu).
7.Il Nero e il Bian­co, la Bac­chet­ta e la Cop­pa; la tua Ope­ra qui è fi­ni­ta, ma al­tro­ve... Va’! Pren­di l’Ankh e se­gui la Via. Egli ti con­dur­rà at­tra­ver­so mil­le tor­tu­re, tri­bo­la­zio­ni e tor­men­ti. Ma ri­cor­da: non sa­rai tu a sof­fri­re. Va’, dun­que, o Pro­fe­ta, per­ché io sa­rò al tuo fian­co.
La dea Nuith af­fer­ma: la For­za O­scu­ra (Nero) e la For­za Lu­mi­no­sa (Bian­co), la Vo­lon­tà (Bac­chet­ta) e l’A­mo­re (Cop­pa). Quin­di la Dea so­stie­ne che il mio La­vo­ro (Ope­ra) su que­sto pia­ne­ta è ter­mi­na­to, ma che al­tro­ve, su al­tri pia­ne­ti, de­vo an­da­re. Poi mi e­sor­ta ad in­tra­pren­de­re il cam­mi­no (pren­di l’Ankh) e a se­gui­re la Via. I­nol­tre mi in­for­ma che il dio Ar­po­cra­te mi con­dur­rà at­tra­ver­so mil­le tor­tu­re, tri­bo­la­zio­ni e tor­men­ti. In­fi­ne mi ri­cor­da che non sa­rò io – Heru-ra-ha – a sof­fri­re e per­tan­to mi in­ci­ta – chia­man­do­mi Pro­fe­ta – ad an­da­re, per­ché lei sa­rà al mio fian­co.
8.Cin­gi­ti con la Spa­da e im­pu­gna lo Scet­tro! Chi po­trà re­si­ster­ti? Egli Sa! Ed egli sa­pen­do ha scel­to.
La dea Nuith mi sor­ta ad av­vol­ger­mi con la For­za (Spa­da) e ad im­pu­gna­re lo Scet­tro de­gli Dei, cioè ad as­su­me­re il Dop­pio Po­te­re di Heru-ra-ha, il Cor­po Di­vi­no. Quin­di la Dea si chie­de: “Chi po­trà re­si­ster­ti?”, e so­stie­ne che io pos­sie­do la Co­no­scen­za, e che sa­pen­do ho scel­to l’Im­mor­ta­li­tà.
9.L’Ope­ra della Bac­chet­ta e della Cop­pa, della Spa­da e della Stel­la, del Fi­glio e della Fi­glia. Heru-Ra è sor­to e do­mi­na sul dop­pio o­riz­zon­te. La Let­te­ra è AR. Chi co­no­sce il suo nu­me­ro sa­li­rà sul Tro­no.
In questo passo del Li­ber AHBH si af­fer­ma che l’Ope­ra è quel­la della Vo­lon­tà (Bac­chet­ta) e del­l’A­mo­re (Cop­pa), della For­za (Spa­da) e della Lu­ce (Stel­la), del dio Ho­rus (Fi­glio) e della dea Maat (Fi­glia). Quin­di si di­chia­ra che il dio Heru-ra-ha (Heru-Ra, for­ma con­trat­ta di Heru-ra-ha) è sor­to e che do­mi­na sul dop­pio o­riz­zon­te (Est-O­vest). Poi si af­fer­ma che la Let­te­ra è AR (Lu­ce). In­fi­ne si so­stie­ne che la co­no­scen­za del suo nu­me­ro (AR = 201) con­sen­ti­rà di sa­li­re sul Tro­no d’Oro di Heru-ra-ha.
10.La Pa­ro­la è VAL. Ahadha, Briahx. Il Si­gno­re dalla te­sta d’I­bis ha tra­sce­so se stes­so.
In questo passo del Li­ber AHBH si so­stie­ne che la Pa­ro­la è VAL. Quin­di ven­go­no pro­nun­cia­te delle Pa­ro­le di Po­te­re (Ahadha, Briahx). I­nol­tre si di­chia­ra che il dio Thoth (il Si­gno­re dalla te­sta d’I­bis) ha tra­sce­so se stes­so, cioè è di­ven­ta­to il dio Heru-ra-ha, il Si­gno­re del dop­pio o­riz­zon­te.
11.Pren­di dun­que stra­ne co­se che io ti di­rò, e a­do­ra­mi, per­ché nella mia a­do­ra­zio­ne c’è la Gio­ia e l’Esta­si e­ter­na.
La dea Nuith mi di­ce di pren­de­re stra­ne co­se che lei mi in­di­che­rà e di a­do­rar­la, per­ché nella sua a­do­ra­zio­ne c’è la Gio­ia e l’Esta­si e­ter­na.
12.Dun­que, o Pro­fe­ta, io la­scio a te il com­pi­to. Ma il tuo tem­po è fi­ni­to. La­scia Asa­narh a­gli Ze­lo­ti, la­scia che i Fi­gli del­l’uo­mo sco­pra­no i pia­ce­ri dei sen­si.
La dea Nuith la­scia a me (o Pro­fe­ta) il com­pi­to di rea­liz­za­re la Gran­de Ope­ra. Poi la Dea di­ce: “Ma il tuo tem­po è fi­ni­to”. Per­tan­to mi e­sor­ta a la­scia­re la Ter­ra (Asa­narh) ai ri­vo­lu­zio­na­ri (Ze­lo­ti), a la­scia­re che gli i­ni­zia­ti (Fi­gli del­l’uo­mo) sco­pra­no l’e­sta­si (i pia­ce­ri dei sen­si).
13.Io che ti par­lo al di là del­lo Spa­zio e del Tem­po ti in­giun­go di far­ne quat­tro co­pie di que­sto Li­bro e di di­stri­buir­lo a chi tu sai. Poi se­di­ci e qua­ran­tu­no, in­fi­ne tren­ta e no­van­tu­no. Ma ba­da: che nes­sun al­tro scri­va que­sto te­sto al di fuo­ri di uno.
La dea Nuith, che mi par­la al di là del­lo Spa­zio e del Tem­po, mi in­giun­ge di fa­re quat­tro co­pie del Li­ber AHBH e di dar­le a delle per­so­ne di mia co­no­scen­za. Quin­di mi e­sor­ta a far­ne do­di­ci (16 + 41 = 57, 5 + 7 = 12) e in­fi­ne quat­tro (30 + 91 = 121, 1 + 2 + 1 = 4). I­nol­tre mi di­ce che de­vo sta­re at­ten­to, af­fin­ché nes­sun al­tro scri­va que­sto Li­bro al di fuo­ri di me (uno).
14.Io ti da­rò la Glo­ria da a­do­ra­re, e tu ca­drai stre­ma­to dai suoi ab­brac­ci. Io sa­rò in te e tu non mi ve­drai.
La dea Nuith af­fer­ma che mi da­rà la Glo­ria da a­do­ra­re e che io ca­drò stre­ma­to dai suoi ab­brac­ci. Quin­di la Dea di­chia­ra che lei sa­rà in me e che io non la ve­drò.
15.La Stel­la era d’Ar­gen­to quan­do mi in­con­tra­sti sot­to la vol­ta del cie­lo stel­la­to, e mi par­la­sti. Ora ti in­giun­go di fa­re al­tret­tan­to.
La dea Nuith so­stie­ne che la Stel­la era d’Ar­gen­to (in ri­fe­ri­men­to al­l’Or­di­ne della Stel­la d’Ar­gen­to) quan­do nella mia in­car­na­zio­ne pre­ce­den­te, co­me Alei­ster Crowley, in­vo­cai Nuit (si ve­da AL, I, 57.) e in­con­trai Nuith sot­to la vol­ta del cie­lo stel­la­to di Nuit, e le par­lai. Ora la Dea mi in­giun­ge di fa­re al­tret­tan­to.
16.Va’, sen­za di­re nul­la a nes­su­no e in­vo­ca­mi con stra­ni Ri­ti che io ti da­rò.
La dea Nuith mi di­ce di an­da­re sot­to la vol­ta del cie­lo stel­la­to di Nuit, sen­za di­re nien­te a nes­su­no e di in­vo­car­la (si ve­da AM, 1, V, 16.) con stra­ni Ri­ti che lei mi da­rà. In ef­fet­ti, la dea Nuit – A­qui­la – mi ha già for­ni­to delle in­di­ca­zio­ni (si ve­da AL, I, 61.).
17.Ti par­rà stra­no di sen­ti­re que­sto in ta­le Li­bro, ma ri­cor­da che ti sto par­lan­do da do­ve il Tem­po è fer­mo e lo Spa­zio in con­ti­nua for­ni­ca­zio­ne. Là do­mi­na in­con­tra­sta­to il Si­gno­re del Cao­s Pri­mor­dia­le. Qui fer­mo la mia Pa­ro­la che è VAR. Le Gen­ti che ver­ran­no ca­pi­ran­no.
La dea Nuith af­fer­ma che mi par­rà stra­no di sen­ti­re nel Li­ber AHBH ciò che era sta­to det­to nel Li­ber Le­gis (si ve­da AL, I, 57.), ma che de­vo ri­cor­da­re che lei mi sta par­lan­do da do­ve il Tem­po è fer­mo e lo Spa­zio in con­ti­nua for­ni­ca­zio­ne. Quin­di la Dea mi di­ce che là do­mi­na in­con­tra­sta­to Azathoth, il Si­gno­re del Cao­s Pri­mor­dia­le. Poi di­chia­ra che qui fer­ma la sua Pa­ro­la che è VAR (si­gni­fi­ca co­pri­re, co­me il cie­lo che tut­to av­vol­ge). In­fi­ne so­stie­ne che le Gen­ti a ve­ni­re ca­pi­ran­no.
18.Ma tu non ca­pi­re: com­pren­di! Ri­cor­da che ciò che ti di­co non è me­ra fa­vo­la ma la più gran­de delle ve­ri­tà.
La dea Nuith mi di­ce di non ca­pi­re ciò che è sta­to det­to nel pas­so pre­ce­den­te, ma di com­pren­der­lo, os­sia di far pro­pria la co­no­scen­za. I­nol­tre, la Dea mi fa pre­sen­te che ciò che mi di­ce non è pu­ra fa­vo­la ma la più gran­de delle ve­ri­tà.
19.La Pa­ro­la della Leg­ge è AHBH.
La dea Nuith di­chia­ra che la Pa­ro­la della Leg­ge è A­mo­re (AHBH).
20.Guai a co­lui che non riu­sci­rà a scon­fig­ge­re il Ser­pen­te Nero.
La dea Nuith de­cre­ta che gra­ve dan­no su­bi­rà chi non riu­sci­rà a scon­fig­ge­re il Ser­pen­te Obeah (Ser­pen­te Nero).
21.Se­pa­ra il Nero dal Bian­co, fi­no a far­lo di­ve­ni­re Ros­so in­can­de­scen­te e poi an­co­ra. Co­sì ot­ter­rai un Bian­co più pu­ro, la pu­rez­za della Pie­tra, per­ché ta­le è il suo no­me.
La dea Nuith mi e­sor­ta a se­pa­ra­re il Vo­la­ti­le (Nero. Gran­de sol­ven­te u­ni­ver­sa­le di Mer­cu­rio) dal Fis­so (Bian­co. Sa­le), e di cuo­ce­re il Vo­la­ti­le fi­no a far­lo di­ven­ta­re Ros­so in­can­de­scen­te (Mer­cu­rio u­ni­ver­sa­le tri­plo). Poi la Dea mi di­ce di con­ti­nua­re a cuo­ce­re il Vo­la­ti­le fi­no a far­lo di­ven­ta­re Gial­lo (zol­fo gial­lo). In­fi­ne mi spie­ga che se­pa­ran­do il Vo­la­ti­le dal Fis­so ot­ter­rò un Sa­le più pu­ro (un Bian­co più pu­ro), il mi­ra­co­lo della So­stan­za U­ni­ca, la Pie­tra Fi­lo­so­fi­ca (la pu­rez­za della Pie­tra), per­ché Pie­tra è il suo no­me.
22.4, 11, 22, 46, 58, 93, Ar­goo, Baha­ti, Noi­rah, Cul­tuhr, Fhiat, Baas.
La dea Nuith for­ni­sce una chia­ve nu­me­ri­ca (4, 11, 22, 46, 58, 93) e pro­nun­cia delle Pa­ro­le di Po­te­re (Ar­goo, Baha­ti, Noi­rah, Cul­tuhr, Fhiat, Baas).
23.Cal­co­la, cal­co­la, cal­co­la, non ri­po­sa­re la tua men­te nem­me­no per un se­con­do se non vuoi che le te­ne­bre scen­da­no su di te.
La dea Nuith mi e­sor­ta a cal­co­la­re con­ti­nua­men­te, sen­za far ri­po­sa­re la mia men­te nem­me­no per un i­stan­te se non vo­glio che la te­ne­bre del­l’i­gnoran­za ca­li­no su di me.
24.Il Nero è ri­sco­per­to. I Si­gno­ri della Te­ne­bra e della Lu­ce han­no stret­to un’Al­lean­za che du­re­rà in e­ter­no.
La dea Nuith di­chia­ra che il la­to O­scu­ro della For­za è ri­sco­per­to. Quin­di la Dea af­fer­ma che i Si­gno­ri della Te­ne­bra (Da­gon e Tu­riian) e della Lu­ce (Ho­rus e Maat) han­no stret­to un Pat­to di Al­lean­za (ac­ca­di­men­to ve­ri­fi­ca­to­si nel 1994 e.v.) che du­re­rà in e­ter­no.
25.Ec­co! Io ve­do la Fe­ni­ce sor­ge­re dalle ce­ne­ri della scon­fit­ta, u­sci­re dalle Ro­vi­ne di Saah e di­mo­ra­re in Timubh.
La dea Nuith e­scla­ma: “Ec­co!”, e ve­de la Fe­ni­ce, il nuo­vo ci­clo tem­pora­le (il Tem­po de­gli Dei), sor­ge­re dalle ce­ne­ri della scon­fit­ta, il vec­chio ci­clo tem­pora­le (il Tem­po del­l’uo­mo). Quin­di la Dea ve­de la Fe­ni­ce u­sci­re dalle ro­vi­ne del vec­chio mon­do (Saah) e di­mo­ra­re nel nuo­vo Mon­do (Timubh).
26.Paz­zo! Tre vol­te paz­zo se tu cre­di in que­sta fol­lia, in que­sto vi­zio con­tro na­tu­ra.
La dea Nuith mi di­ce che so­no paz­zo, tre vol­te paz­zo se cre­do che il nuo­vo ci­clo tem­pora­le pos­sa sor­ge­re dalla scon­fit­ta di quel­lo vec­chio; cre­de­re in ciò è una fol­lia, un vi­zio con­tro na­tu­ra, in­fat­ti, o­gni ci­clo se­gue il suo cor­so na­tu­ra­le e non e­si­ste la scon­fit­ta.
27.Io con­so­li­de­rò la tua fe­de e di­mo­re­rò in te. Io a­pri­rò le Por­te se­gre­te della Ca­sa il cui nu­me­ro è 914.
La dea Nuith mi di­ce che con­so­li­de­rà la mia fe­de e che di­mo­re­rà in me. Quin­di la Dea di­chia­ra che sve­le­rà la Co­no­scen­ze se­gre­te (Por­te se­gre­te) della Ca­sa (ad O­vest) della dea Maat, il cui nu­me­ro è 914 (9 + 1 + 4 = 14, cioè AHABH).
28.Ve­ni­te via! Io, che pre­pa­rai un po­sto per voi, ora vi da­rò una nuo­va di­mo­ra, a voi il cui nu­me­ro è 31.
La dea Nuith e­sor­ta gli E­let­ti ad ab­ban­do­na­re il mon­do dei mor­ta­li. Quin­di la Dea di­chia­ra che lei, che pre­pa­rò un po­sto per lo­ro, ora da­rà a­gli E­let­ti una nuo­va di­mo­ra, a lo­ro il cui nu­me­ro è 31 (il va­lo­re nu­me­ri­co di AL).
29.Non c’è nul­la che val­ga l’Ope­ra se non il Sahu. Com­pren­di che ciò che ti di­co è pu­ra Fol­lia, e le gen­ti a ve­ni­re chia­me­ran­no que­sto li­bro, il Li­bro della Fol­lia.
La dea Nuith di­chia­ra che non c’è nul­la che val­ga la rea­liz­za­zio­ne della Gran­de Ope­ra se non il con­se­gui­men­to del Cor­po di Dia­man­te-Fol­go­re Spa­zio-Tem­pora­le (Sahu). Quin­di la Dea mi in­vi­ta a com­pren­de­re che ciò che mi di­ce è Fol­lia di­vi­na (pu­ra Fol­lia) e che le gen­ti a ve­ni­re chia­me­ran­no il Li­ber AHBH, il Li­bro della Fol­lia.
30.13 u­gua­le a 8, ma 8 non u­gua­le a 13.
La dea Nuith af­fer­ma che Hoor-paar-Kraat (13) è u­gua­le a Ha­dit (8), ma che Ha­dit (8) non è u­gua­le a Hoor-paar-Kraat (13).
31.Tro­va la Chia­ve e ot­ter­rai l’u­gua­glian­za. I nu­me­ri so­no u­gua­li tra lo­ro. Non c’è dif­fe­ren­za.
La dea Nuith mi e­sor­ta a tro­va­re la Chia­ve per ot­te­ne­re l’u­gua­glian­za. Que­sta Chia­ve è il Nul­la, e co­sì ot­ten­go l’u­gua­glian­za tra Ha­dit e Hoor-paar-Kraat, poi­ché so­no u­gua­li al Nul­la. I­nol­tre la Dea mi in­for­ma che i nu­me­ri so­no u­gua­li tra lo­ro, che non c’è dif­fe­ren­za, in­fat­ti, o­gni nu­me­ro de­ve es­se­re con­ce­pi­to co­me un in­fi­ni­to (si ve­da AL, I, 4.).
32.E chiun­que vo­glia di­strug­ge­re que­sto sa­cro e san­to Te­sto, ver­rà get­ta­to nel­l’A­bis­so, preda del suo o­scu­ro Guar­dia­no: Yog-Sothoth.
La dea Nuith av­ver­te che chiun­que vo­glia di­strug­ge­re il Li­ber AHBH, que­sto sa­cro e san­to Li­bro, ver­rà get­ta­to nel­l’A­bis­so, preda di Yog-Sothoth, il suo o­scu­ro Guar­dia­no.
33.In ve­ri­tà io ti di­co che se tu non mi of­fri­rai il me­glio, io al­log­ge­rò nel cuo­re del tuo ne­mi­co, e tu ver­rai di­strut­to.
In questo passo del Li­ber AHBH il dio Ha­dit mi av­ver­te che se non gli of­fri­rò il me­glio di me stes­so, lui al­log­ge­rà nel cuo­re del mio ne­mi­co, e io ver­rò di­strut­to.
34.Il nu­me­ro è 81.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che 81 è il nu­me­ro.
35.Ed è la Chia­ve se­gre­ta di tre Pa­ro­le. Il mio Mes­sag­ge­ro sa­pen­do la co­no­sce. Ma egli la sve­le­rà sol­tan­to a co­lo­ro che ol­tre a lui for­ma­no l’Uno, e som­ma­ti a lui ri­sul­ta­no Ze­ro co­me ne­ces­si­tà di tut­te le co­se crea­te di di­ven­ta­re Nul­la nel­l’A­mo­re di Nuu, per­ché nei suoi ab­brac­ci vi è la ve­ra Gio­ia e il Ser­pen­te è co­stret­to a pren­der­ne par­te.
Il dio Ha­dit af­fer­ma che 81 è la Chia­ve se­gre­ta di tre Pa­ro­le. Quin­di il Dio so­stie­ne che io (il mio Mes­sag­ge­ro), pos­se­den­do la co­no­scen­za, la co­no­sco. I­nol­tre di­chia­ra che la sve­le­rò sol­tan­to a co­lo­ro che ol­tre a me for­ma­no l’U­ni­tà (l’Uno), e che som­ma­ti a me ri­sul­ta­no Nul­la (Ze­ro) co­me ne­ces­si­tà di tut­te le co­se crea­te di di­ven­ta­re Nuith (Nul­la) nel­l’A­mo­re del Vuo­to (Nuu), per­ché nei suoi ab­brac­ci vi è la ve­ra Gio­ia e la Shakti (Ser­pen­te) è co­stret­ta a pren­der­ne par­te.
36.Ha­dit! La pri­ma­ria e­ma­na­zio­ne di Nu ha par­la­to. Egli Sa!
In questo passo del Li­ber AHBH si af­fer­ma che Ha­dit, la pri­ma­ria e­ma­na­zio­ne di Nuit (Nu), ha par­la­to. Si so­stie­ne che egli pos­sie­de la Co­no­scen­za.
37.Guar­da lo Spa­zio e con­tem­pla le stel­le in es­so con­te­nu­te.
La dea Nuith mi e­sor­ta a guar­da­re l’u­ni­ver­so e a con­tem­pla­re le sue stel­le.
38.Il Ca­va­lie­re del­lo Spa­zio è ri­tor­na­to dalla sua mis­sio­ne di ro­vi­na. Ro­vi­na per gli a­bi­tan­ti di At, il cui lin­guag­gio fu di­stor­to da­gli uo­mi­ni.
La dea Nuith di­chia­ra che la Co­me­ta Ha­le-Bop­p (il Ca­va­lie­re del­lo Spa­zio) è ri­tor­na­ta (ac­ca­di­men­to ve­ri­fi­ca­to­si nel 1997 e.v.) dalla sua mis­sio­ne di di­stru­zio­ne. Quin­di la Dea so­stie­ne che la di­stru­zio­ne coin­vol­se gli a­bi­tan­ti di Atlan­ti­de (At), il cui lin­guag­gio fu di­stor­to da­gli uo­mi­ni.
39.Ascol­ta la Vo­ce del Pro­fon­do... a­scol­ta­la ed en­tra in es­sa, co­sì fa­cen­do co­no­sce­rai me.
La dea Nuith mi e­sor­ta ad a­scol­ta­re la Vo­ce del Pro­fon­do e ad en­tra­re in es­sa, co­sì fa­cen­do co­no­sce­rò lei.
40.La sen­sa­zio­ne che se­gui­te­rà a tor­men­tar­ti per tut­ta la vi­ta, sia nei so­gni sia tra gli uo­mi­ni, non de­scri­ver­la a nes­su­no se non a chi sai, che io non men­zio­no.
La dea Nuith af­fer­ma che la Vo­ce del Pro­fon­do mi pro­cu­re­rà una sen­sa­zio­ne che mi tor­men­te­rà per tut­ta la vi­ta, sia in sta­to di so­gno che in quel­lo di ve­glia, e mi proi­bi­sce di de­scri­ver­la se non a chi so io, e che lei non men­zio­na.
41.Ma tu non sei l’ul­ti­mo. Pri­ma del Ri­sve­glio del Dra­go, ci sa­rà uno che ver­rà dal­l’Est. Ra­pi­do co­me una fol­go­re e po­ten­te co­me un tuo­no egli ti i­strui­rà su ciò che tu non co­no­sci.
La dea Nuith mi ri­ve­la che io non so­no l’ul­ti­mo dei guer­rie­ri. Quin­di la Dea mi di­ce che pri­ma del Ri­sve­glio del Gran Dra­go­ne Scar­lat­to ci sa­rà uno (l’Op­po­si­to­re della Mor­te) che ver­rà (ac­ca­di­men­to ve­ri­fi­ca­to­si nel 1983 e.v.) dal­l’Est (Nagua­l). I­nol­tre mi in­for­ma che sa­rà ra­pi­do co­me una fol­go­re e po­ten­te co­me un tuo­no, che mi i­strui­rà su ciò che non co­no­sco, in­fat­ti, mi i­struì sul Nagua­li­smo.
42.I nu­me­ri della Leg­ge so­no tre: 4, 8, 13. Ca­pir­li tu non puo­i, né mai li ca­pi­rai. Gli al­tri ca­pi­ran­no, ma non tu.
La dea Nuith di­chia­ra che i nu­me­ri della Leg­ge so­no tre: “4, 8, 13”. Que­sti so­no i nu­me­ri di Ha­dit (4 e 8) e di Hoor-paar-Kraat (13). Quin­di la Dea so­stie­ne che non pos­so ca­pir­li (non ca­pi­sco per­ché non pos­so ca­pir­li), né che mai li ca­pi­rò. In­fi­ne mi di­ce che gli al­tri li ca­pi­ran­no, ma non io.
43.Ora io ti do i­stru­zio­ni per il tuo tem­po: uc­ci­di chi in­tral­cia la tua Via e non per­met­te­re ad al­cuno di vio­la­re il tuo Re­gno. Sot­to­met­ti gli schia­vi. C’è uno, io non di­co chi, che ti tra­di­rà.
La dea Nuith mi dà i­stru­zio­ni per il mio tem­po: mi in­ci­ta ad e­li­mi­na­re – tra­mi­te la ma­gia – chi in­tral­cia il mio cam­mi­no (Via) e mi e­sor­ta a non per­met­te­re ad al­cuno di vio­la­re il mio Mon­do ma­gi­co (Re­gno). Quin­di la Dea mi di­ce di sot­to­met­te­re gli uo­mi­ni sel­vag­gi (schia­vi). I­nol­tre mi av­ver­te che c’è uno (il Veg­gen­te Thar), di cui lei non fa il no­me, che mi tra­di­rà (ac­ca­di­men­to ve­ri­fi­ca­to­si nel 1983 e.v.).
44.C’è una co­sa che de­vi sa­pe­re: il Nul­la è u­gua­le al Tut­to, ma il Tut­to non è u­gua­le al Nul­la.
La dea Nuith mi di­ce che c’è una co­sa che de­vo sa­pe­re: mi in­for­ma che LA (Nul­la) è u­gua­le ad AL (Tut­to), ma che AL (Tut­to) non è u­gua­le a LA (Nul­la).
45.C’è il mi­ste­ro del Pun­to e della Li­nea, del Tao e del­lo Zen, ma tut­te que­ste fal­se dot­tri­ne so­no sta­te di­strut­te.
La dea Nuith di­chia­ra che c’è il mi­ste­ro del Pun­to (non-a­zio­ne) e della Li­nea (a­zio­ne), del Tao (Vuo­to) e del­lo Zen (con­tem­pla­zio­ne), ma che tut­te que­ste fal­se dot­tri­ne so­no sta­te di­strut­te.
46.Vie­ni con me, at­tra­ver­so il Tem­po e lo Spa­zio, e giun­gi nella ter­ra de­gli Uo­mi­ni che sa­ran­no. Il suo no­me è Taa­roo.
La dea Nuith mi e­sor­ta ad an­da­re con lei, at­tra­ver­so il Tem­po e lo Spa­zio, ed ar­ri­va­re su Taa­roo, la ter­ra de­gli Uo­mi­ni che sa­ran­no.
47.La Vi­sio­ne che ne hai avu­to serba­la per te e per tuo Fra­tel­lo, ma non co­mu­ni­car­la a nes­sun al­tro.
La dea Nuith mi av­ver­te di te­ne­re per me e per mio Fra­tel­lo la Vi­sio­ne che ho avu­to di Taa­roo, e di non co­mu­ni­car­la a nes­su­no.
48.Usa la car­ta più fi­ne e ri­le­ga que­sto li­bro con co­per­ti­na ros­sa e scrit­ta ne­ra. La per­ga­me­na è la mi­glio­re.
In questo passo del Li­ber AHBH la dea Nuith mi for­ni­sce le i­stru­zio­ni per la rea­liz­za­zio­ne della se­con­da (1990 e.v.) e della ter­za (1991 e.v.) pub­bli­ca­zio­ne in­ter­na del Li­ber AHBH. La Dea mi di­ce di ri­le­ga­re il li­bro con co­per­ti­na ros­sa e scrit­ta (Li­ber AHBH) ne­ra. I­nol­tre mi di­ce di u­sa­re la car­ta più fi­ne e che la per­ga­me­na è la mi­glio­re.
49.L’Eo­ne è M.A.A.T. Sco­pri il suo si­gni­fi­ca­to e co­no­sce­rai la For­za. La Fi­glia u­ni­ta al Fi­glio, la Ver­gi­ne vio­la­ta da se stes­sa, il nu­me­ro 15.
La dea Nuith di­chia­ra che l’Eo­ne è M.A.A.T. Quin­di la Dea mi di­ce di sco­pri­re il suo si­gni­fi­ca­to. Io so che MA è Maat e che AT è Atlan­te (Ho­rus). E co­sì, co­me ella so­stie­ne, ven­go a co­no­sce­re la For­za, cioè AM (For­za nel sen­so del­l’A­mo­re). In­fi­ne af­fer­ma che Maat (Fi­glia) è u­ni­ta a Ho­rus (Fi­glio), e che Nuith (Ver­gi­ne) ha vio­la­to se stes­sa, che il nu­me­ro è 15, cioè che l’u­ni­ver­so è ma­ni­fe­sto (Nuit).
50.Abba è il nu­me­ro del mo­no­gram­ma, ed è il nu­me­ro del Fi­glio, com­ple­ta­men­te se stes­so. Per­ché at­tra­ver­so l’A­mo­re si rea­liz­za la Vo­lon­tà.
La dea Nuith di­chia­ra che Sei (va­lo­re nu­me­ri­co di Abba) è il nu­me­ro del mo­no­gram­ma, e che Sei è il nu­me­ro del Fi­glio-So­le (Heru-ra-ha) che ha di­spie­ga­to com­ple­ta­men­te se stes­so. Quin­di la Dea af­fer­ma: “Per­ché at­tra­ver­so l’A­mo­re si rea­liz­za la Vo­lon­tà.”, in­fat­ti, at­tra­ver­so Nuit e Ha­dit si rea­liz­za Ra-Hoor-Khuit. Que­sti, ce­lan­do in sé il suo ge­mel­lo Hoor-paar-Kraat, di­spie­ga com­ple­ta­men­te se stes­so co­me Heru-ra-ha.
51.Ma tut­to ciò è Uno, e uno sa­rà il suo Sa­cro No­me. Qui ter­mi­na la Ma­ni­fe­sta­zio­ne.
La dea Nuith af­fer­ma che tut­to ciò (Ra-Hoor-Khuit e Hoor-paar-Kraat) è Uno (Heru-ra-ha), e che Iutmah (uno) sa­rà il suo Sa­cro No­me. Quin­di la Dea de­cre­ta che qui ter­mi­na la Ma­ni­fe­sta­zio­ne.
52.Si­gil­lo que­ste pa­ro­le con il Tri­pli­ce Mar­chio della Be­stia Sel­vag­gia.
La dea Nuith si­gil­la que­ste pa­ro­le con il Tri­pli­ce Mar­chio di Le­via­than, la Be­stia Sel­vag­gia dalle Ot­to Te­ste e Tre­di­ci Cor­na.
Triplice marchio di Leviathan, la Bestia Selvaggia dalle Otto Teste e Tredici Corna

Punto III
1.Ec­co! La Ri­ve­la­zio­ne di Nuu ha avu­to fi­ne. Il Tem­po dei fal­si dèi e dei fal­si pro­fe­ti è fi­ni­to.
La dea Nuith e­scla­ma: “Ec­co!”, e af­fer­ma che la Ri­ve­la­zio­ne del Vuo­to (Nuu) ha avu­to fi­ne. Quin­di la Dea so­stie­ne che il Tem­po de­gli i­do­li (fal­si dèi) e dei fal­si pre­di­ca­to­ri (fal­si pro­fe­ti) è fi­ni­to.
2.Ra-Hoor ha pu­ri­fi­ca­to con la sua for­mu­la di­strut­ti­va, Haar-paar-Kraat ha con­sa­cra­to con il sot­ti­le sper­ma del Fuo­co Se­gre­to che ri­sie­de in o­gni uo­mo e in o­gni don­na e Hru-Ra ha i­ni­zia­to con la for­mu­la della Vi­ta.
La dea Nuith di­chia­ra che Ra-Hoor (la for­ma con­trat­ta di Ra-Hoor-Khuit) ha pu­ri­fi­ca­to il Mon­do per mez­zo della di­stru­zio­ne (la sua for­mu­la di­strut­ti­va), che Haar-paar-Kraat (una di­ver­sa gra­fia di Hoor-paar-Kraat) lo ha con­sa­cra­to con il Ka­la (sot­ti­le sper­ma) del Ser­pen­te di Fuo­co (Fuo­co Se­gre­to) che ri­sie­de in o­gni uo­mo e in o­gni don­na e che Hru-Ra (la for­ma con­trat­ta di Heru-ra-ha) lo ha i­ni­zia­to per mez­zo del­l’A­mo­re (la for­mu­la della Vi­ta).
3.Egli è sor­to a nuo­va Vi­ta, al­lorché i Due so­no di­ve­nu­ti Uno. Ma c’è Uno e uno, c’è Due e due. Io non di­co la dif­fe­ren­za di ciò che tu non sai.
La dea Nuith af­fer­ma che io so­no sor­to a nuo­va Vi­ta (vi­ta i­nor­ga­ni­ca), quan­do Ra-Hoor-Khuit e Hoor-paar-Kraat so­no di­ve­nu­ti Heru-ra-ha. Quin­di la Dea mi fa no­ta­re che c’è Uno e uno, Due e due. I­nol­tre di­chia­ra che lei non mi spie­ga la dif­fe­ren­za di ciò che non so.
4.Il gran­de dio On ha pre­so po­sto a Nord al­l’E­qui­no­zio de­gli Dei e un al­tro Pro­fe­ta e Mes­sag­ge­ro ha ri­sve­glia­to la bra­ma dei Cie­li.
La dea Nuith di­chia­ra che il gran­de dio On ha pre­so po­sto a Nord al­l’E­qui­no­zio de­gli Dei (ac­ca­di­men­to ve­ri­fi­ca­to­si il 20 mar­zo 2000 e.v.), cioè al­l’i­ni­zio del Ma­hon di Ho­rus-Maat, e che io (un al­tro Pro­fe­ta e Mes­sag­ge­ro) ho ri­sve­glia­to la bra­ma dei Cie­li.
5.Dol­ce ar­do­re! Dol­ce pro­fu­mo di su­do­re. Chi non pro­va que­sta bra­ma della car­ne non è de­gno di en­tra­re nel mio San­tua­rio.
La dea Nuith de­cre­ta che l’A­mo­re (dol­ce ar­do­re) del cie­lo stel­la­to si ir­ra­dia sul cor­po del­l’uo­mo in un pro­fu­mo dal dol­ce o­do­re di su­do­re (si ve­da AL, I, 27.). I­nol­tre la Dea af­fer­ma: chi non pro­va que­sto sot­ti­le pia­ce­re dei sen­si (bra­ma della car­ne) non è de­gno di en­tra­re nel mio Re­gno (San­tua­rio).
6.Eri­gi un Tem­pio sul­la Mon­ta­gna, a­dor­na­lo di stra­ni fio­ri che io da­rò e in­vo­ca­mi. Ma sap­pi che ciò è un con­tro­sen­so, per­ché sot­to la vol­ta del cie­lo stel­la­to, e là sol­tan­to, tu mi in­voche­rai.
La dea Nuith mi e­sor­ta ad eri­ge­re un Tem­pio sul­la Mon­ta­gna Sa­cra, di a­dor­nar­lo di stra­ni fio­ri che lei da­rà e di in­vo­car­la. Quin­di la Dea mi in­for­ma che ciò è un con­tro­sen­so, per­ché sol­tan­to sot­to la vol­ta del cie­lo stel­la­to di Nuit, e lì sol­tan­to, la in­voche­rò (si ve­da AM, 1, II, 16.).
7.E tu mi sup­pli­che­rai di di­mo­ra­re in te, e tu pie­no di pas­sio­ne e di dol­ce ar­do­re mi in­voche­rai, mi chia­me­rai co­me lo spo­so fa con la spo­sa.
La dea Nuith mi di­ce che la sup­pli­che­rò di di­mo­ra­re in me, e che io pie­no di pas­sio­ne e di a­mo­re (dol­ce ar­do­re) la in­voche­rò, che la chia­me­rò co­me lo spo­so fa con la spo­sa.
8.Abraxa! Que­sto è il nuo­vo Dio. Egli è il Lo­go­s, egli è l’Eo­ne.
La dea Nuith af­fer­ma che Abraxa (una di­ver­sa gra­fia di Abraxas) è il nuo­vo Dio. Quin­di la Dea di­chia­ra che egli è il Lo­go­s (Verbo), che egli è l’Eo­ne.
9.Il Due è u­gua­le al­l’Uno.
La dea Nuith di­chia­ra che il Due (Ra-Hoor-Khuit e Hoor-paar-Kraat) è u­gua­le al­l’Uno (Heru-ra-ha).
10.Com­pren­di che que­sto te­sto com­pren­de le più gran­di ve­ri­tà mai ri­ve­la­te a­gli uo­mi­ni.
La dea Nuith mi e­sor­ta a com­pren­de­re che il Li­ber AHBH con­tie­ne le più gran­di ve­ri­tà mai ri­ve­la­te a­gli uo­mi­ni.
11.Esse fu­ro­no ri­ve­la­te dalla Gran­de Ma­dre a­gli Dei suoi Fi­gli.
La dea Nuith mi di­ce che “le più gran­di ve­ri­tà mai ri­ve­la­te a­gli uo­mi­ni” fu­ro­no ri­ve­la­te da Nuit (Gran­de Ma­dre) a­gli Dei suoi Fi­gli.
12.Ma es­si pec­ca­ro­no. Dio con­tro dio, fra­tel­lo con­tro fra­tel­lo, an­ge­lo con­tro de­mo­ne, so­rella con­tro so­rella.
La dea Nuith di­chia­ra che i Fi­gli della Gran­de Ma­dre – Nuit – pec­ca­ro­no. Quin­di la Dea af­fer­ma che es­si en­tra­ro­no in con­flit­to, “dio con­tro dio, fra­tel­lo con­tro fra­tel­lo, an­ge­lo con­tro de­mo­ne, so­rella con­tro so­rella”.
13.Ora es­si so­no tor­na­ti. Var­can­do i Non-Spa­zi, es­si so­no ap­pro­da­ti a Sa­ra­nath per co­strui­re un nuo­vo Re­gno.
La dea Nuith so­stie­ne che gli Dei so­no tor­na­ti. Quin­di la Dea di­chia­ra che es­si, var­can­do i Non-Spa­zi, so­no giun­ti sul­la Ter­ra (Sa­ra­nath) per co­strui­re un nuo­vo Mon­do.
14.Non c’è il Nul­la sen­za il Nul­la!
La dea Nuith af­fer­ma che non può e­si­ste­re Nuith (Nul­la) sen­za Nuu (Vuo­to).
15.Fol­lia sen­za no­me. Il Vuo­to riem­pie il Pie­no, non il Pie­no riem­pie il Vuo­to.
La dea Nuith di­chia­ra che ciò che sta per di­re è una Fol­lia sen­za no­me. Quin­di la Dea so­stie­ne che il Vuo­to riem­pie il Pie­no, non il Pie­no riem­pie il Vuo­to.
16.Ti sa­rà dif­fi­ci­le com­pren­de­re ciò, ma io ti di­co che tu non ca­pi­rai.
La dea Nuith so­stie­ne che mi sa­rà dif­fi­ci­le com­pren­de­re co­me il Vuo­to riem­pia il Pie­no, in­fat­ti, mi fu dif­fi­ci­le in­tuir­lo. Poi la Dea mi di­ce che non riu­sci­rò a ca­pi­re, in­fat­ti, non rie­sco a spie­gar­lo ra­zio­nal­men­te.
17.Egli ha a­per­to la Via. Le Por­te del Tem­pio so­no a­per­te. ALAM! E que­sta è un’al­tra fol­lia e vi­zio con­tro na­tu­ra.
La dea Nuith di­chia­ra che io ho trac­cia­to la Via della Co­no­scen­za. Quin­di la Dea af­fer­ma che le Co­no­scen­ze (Por­te) del Tem­pio di Ho­rus-Maat so­no ma­ni­fe­ste. Poi pro­nun­cia la pa­ro­la ALAM che in­di­ca la fu­sio­ne tra Ho­rus e Maat. E con­clu­de di­cen­do che que­sta è un’al­tra fol­lia e vi­zio con­tro na­tu­ra, in­fat­ti, non può av­ve­ni­re la fu­sio­ne tra le due di­vi­ni­tà.
18.In ve­ri­tà ti di­co che se tu non ti fa­rai ter­ra non po­trai mai an­nu­sa­re il net­ta­re di cui si bea­no gli Dei.
La dea Nuith mi di­ce che se la mia co­scien­za non scen­de­rà ver­so la ba­se della spi­na dor­sa­le non po­trò mai pro­va­re l’e­li­xir (net­ta­re) di cui si ap­paga­no gli Dei.
19.Per­ché sol­tan­to fa­cen­do Shakti cie­lo e Brahma ter­ra sa­rai ciò che de­vi es­se­re, e i tuo­i oc­chi ve­dran­no il Re­gno.
La dea Nuith mi spie­ga che sol­tan­to con­cepen­do la Gran­de Ma­dre o Ma­ha­de­vi (Shakti) co­me l’al­to (cie­lo) e il Pa­dre Shi­va (Brahma) co­me il bas­so (ter­ra) sa­rò ciò che de­vo es­se­re, e i miei oc­chi ve­dran­no il Re­gno Di­vi­no.
20.E al­lo­ra guar­da! Guar­da il cie­lo stel­la­to e la co­me­ta. Guar­da il Se­gno de­gli Dei.
La dea Nuith mi e­sor­ta a guar­da­re il cie­lo stel­la­to e la co­me­ta. Quin­di la Dea mi in­ci­ta, nuo­va­men­te, a guar­da­re la co­me­ta, il Ca­va­lie­re del­lo Spa­zio (il Se­gno de­gli Dei).
21.Non c’è chi cre­de.
La dea Nuith af­fer­ma che chi cre­de – la cre­den­za cie­ca – non può e­si­ste­re nel nuo­vo Tem­po.
22.Que­sta è Fol­lia.
La dea Nuith so­stie­ne che il Li­ber AHBH è Fol­lia.
23.Ma ri­cor­da! I Fol­li vivran­no, e gli al­tri sa­ran­no spro­fon­da­ti ne­gli in­fe­ri, e lì di­mo­re­ran­no fi­no alla fi­ne dei Tem­pi.
La dea Nuith mi di­ce di ri­cor­da­re che i Fol­li vivran­no e che gli al­tri ver­ran­no spro­fon­da­ti ne­gli in­fe­ri, e che lì ri­mar­ran­no fi­no alla fi­ne dei Tem­pi.
24.Il re­gno è vin­to. Il Pa­dre è mor­to.
La dea Nuith di­chia­ra che il re­gno de­gli uo­mi­ni sel­vag­gi è vin­to. I­nol­tre la Dea so­stie­ne che il Pa­dre O­si­ri­de è mor­to.
25.Ora ri­ma­ne sol­tan­to il Fi­glio.
La dea Nuith af­fer­ma che nel nuo­vo Tem­po ri­ma­ne sol­tan­to il Fi­glio Ho­rus.
26.Il Fi­glio u­ni­to alla Fi­glia. La for­mu­la è AHD.
La dea Nuith pre­ci­sa che nel nuo­vo Tem­po ri­ma­ne il Fi­glio Ho­rus u­ni­to alla Fi­glia Maat. I­nol­tre la Dea di­chia­ra che la for­mu­la è u­ni­tà (AHD, la for­ma con­trat­ta di Achad che si­gni­fi­ca u­ni­tà), cioè Heru-ra-ha.
27.Dun­que, o Pro­fe­ta, com­pren­di: se con l’Uno tu ge­ne­ri, con il Due pre­ser­vi, nel Tre non v’ha la re­den­zio­ne e di­stru­zio­ne?
La dea Nuith, chia­man­do­mi Pro­fe­ta, mi e­sor­ta a com­pren­de­re e mi di­ce: se con la con­ce­zio­ne del Pa­dre (Uno) ge­ne­ri, con la con­ce­zio­ne della Ma­dre (Due) pre­ser­vi, nella con­ce­zio­ne di Heru-ra-ha, del Fi­glio-Fi­glia u­ni­ti (Tre), non v’ha la re­den­zio­ne (Maat) tra­mi­te la di­stru­zio­ne (Ho­rus)? Io ri­spon­do di sì.
28.Non so­no for­se due gli Dei?
La dea Nuith mi chie­de se non so­no for­se due (Ho­rus e Maat) gli Dei.
29.Ac­qua e Fuo­co, Ter­ra e Aria tu non se­pa­re­rai.
La dea Nuith de­cre­ta che non se­pa­re­rò l’Ac­qua dal Fuo­co e la Ter­ra dal­l’Aria, cioè gli op­po­sti in Na­tu­ra.
30.U­ni­sci e di­vi­di. Sol­tan­to fa­cen­do ciò tu ca­pi­rai.
La dea Nuith mi di­ce di u­ni­re e di di­vi­de­re gli op­po­sti in Na­tu­ra. Quin­di la Dea mi in­for­ma che sol­tan­to fa­cen­do ciò ca­pi­rò.
31.Com­pren­di! Ca­pi­re non è es­sen­zia­le. Ca­pi­re è u­ma­no, com­pren­de­re è di­vi­no.
La dea Nuith mi e­sor­ta a com­pren­de­re. Quin­di la Dea mi di­ce che ca­pi­re (il ca­pi­re si at­tie­ne al­l’in­tel­let­to) non è es­sen­zia­le. I­nol­tre mi di­ce che ca­pi­re è u­ma­no, men­tre com­pren­de­re (pren­de­re in sé) è di­vi­no.
32.E tu, o Re, non sei for­se di­vi­no?
La dea Nuith, de­fi­nen­do­mi Re, mi chie­de se so­no un es­se­re di­vi­no.
33.Sì, di na­tu­ra im­mor­ta­le, ma di pen­sie­ro di­vi­no.
La dea Nuith si ri­spon­de di sì, che io so­no un es­se­re di­vi­no; che io so­no l’in­car­na­zio­ne di una Stel­la (na­tu­ra im­mor­ta­le), ma che il mio mo­do di con­ce­pi­re il mon­do è di­vi­no (pen­sie­ro di­vi­no).
34.Che Re non è Fi­glio de­gli Dei e Dio stes­so?
La dea Nuith chie­de qua­le Re non è Fi­glio de­gli Dei e quin­di, a sua vol­ta, Dio stes­so.
35.Ar­po­cra­tes! La sua e­ma­na­zio­ne flui­di­ca è ter­mi­na­ta nel Gior­no in cui è na­to.
La dea Nuith af­fer­ma che l’e­ma­na­zio­ne flui­di­ca di Ar­po­cra­tes (una di­ver­sa gra­fia di Ar­po­cra­te) è ter­mi­na­ta nel Gior­no in cui è na­to, cioè quan­do l’u­ni­ver­so si è re­so ma­ni­fe­sto.
36.Egli è il Pa­dre e pu­re il Fi­glio.
La dea Nuith di­chia­ra che Ar­po­cra­te – il Bim­bo nel­l’Uo­vo – è Ha­dit (il Pa­dre) e pu­re Hoor-paar-Kraat (il Fi­glio).
37.Com­pren­di che ciò è di­vi­no.
La dea Nuith mi e­sor­ta a com­pren­de­re che il con­cet­to so­pra e­spo­sto è di­vi­no.
38.Arax, Arax! La mia Ma­ni­fe­sta­zio­ne è ter­mi­na­ta.
La dea Nuith di­ce: Lu­ce in e­span­sio­ne (Arax), Lu­ce in e­span­sio­ne (Arax)! Quin­di la Dea af­fer­ma che la sua Ma­ni­fe­sta­zio­ne è ter­mi­na­ta.
Arax, la Luce in espansione con cui Nuith sigilla la sua manifestazione

Punto IV
1.Ora! la Ma­ni­fe­sta­zio­ne dei Cie­li.
In questo passo del Li­ber AHBH si di­chia­ra che ora par­la la dea Nuit, la Ma­ni­fe­sta­zio­ne dei Cie­li.
2.Le­va il tuo Ser­pen­te, o Uo­mo, di­scen­di nel­l’ar­do­re de­gli in­fe­ri e procla­ma la Leg­ge.
La dea Nuit in­ci­ta l’i­ni­zia­to (o Uo­mo) a far a­scen­de­re il Ser­pen­te di Fuo­co – Kun­da­li­ni – lun­go la spi­na dor­sa­le, a di­scen­de­re nel­l’ar­do­re de­gli in­fe­ri e a procla­ma­re la Leg­ge.
3.La Leg­ge è A­mo­re.
La dea Nuit af­fer­ma che A­mo­re – AHBH – è la Leg­ge.
4.Ri­cor­da! Che que­sto li­bro sia scrit­to da te sol­tan­to.
La dea Nuit mi ri­cor­da che il Li­ber AHBH sia scrit­to sol­tan­to da me.
5.Se ciò tu non fa­rai a­spet­ta­ti il tre­men­do Giu­di­zio nella Sa­la de­gli Dei.
La dea Nuit mi di­ce che se non sa­rò l’u­ni­co a scri­ve­re il Li­ber AHBH do­vrò a­spet­tar­mi il tre­men­do Giu­di­zio nella Sa­la de­gli Dei.
6.Og­gi è il gior­no.
La dea Nuit di­chia­ra che og­gi è il gior­no, in­fat­ti, o­gni gior­no è va­li­do per l’a­zio­ne.
7.Que­sta è l’ora.
La dea Nuit af­fer­ma che que­sta è l’ora, in­fat­ti, o­gni ora è va­li­da per l’a­zio­ne.
8.L’a­zio­ne e­si­ste in quan­to Nul­la è il Vuo­to ed e­si­ste per l’Uo­mo.
La dea Nuit so­stie­ne che la ma­ni­fe­sta­zio­ne (l’a­zio­ne) e­si­ste in quan­to Nuu (Nul­la) è il Vuo­to ed e­si­ste per l’i­ni­zia­to (Uo­mo).
9.Non a­ver ti­mo­re, bra­ma e go­di, e non a­ver ti­mo­re di nul­la, per­ché la mia Glo­ria è su di te.
La dea Nuit mi in­ci­ta a non a­ver ti­mo­re, a bra­ma­re e a go­de­re, e a non a­ve­re ti­mo­re di nul­la, per­ché la sua Glo­ria è so­pra di me.
10.Non c’è gra­zia che val­ga l’Ope­ra. Il Di­strut­to­re è sor­to e tra­mon­ta­to.
La dea Nuit mi di­ce che nes­sun ti­po di fe­li­ci­tà va­le quan­to la rea­liz­za­zio­ne della Gran­de Ope­ra. Quin­di la Dea di­chia­ra che Ra-Hoor-Khuit (il Di­strut­to­re) è sor­to (20 mar­zo 1904 e.v.) e tra­mon­ta­to (20 mar­zo 2000 e.v.).
11.Egli è ri­sor­to nella Not­te dei Tem­pi e sie­de nel Nord.
La dea Nuit di­chia­ra che Ra-Hoor-Khuit è ri­sor­to (20 mar­zo 2000 e.v.) nel ci­clo o­scu­ro (Not­te dei Tem­pi) e che sie­de a Nord, in­fat­ti, è di­ve­nu­to il gran­de dio On.
12.Do­po que­sto il Vuo­to.
La dea Nuit so­stie­ne che do­po il li­vel­lo (15° gra­do i­ni­zia­ti­co) del gran­de dio On vi è il Vuo­to (16° gra­do i­ni­zia­ti­co).
13.La Fi­glia, che è l’ul­ti­ma, non mo­ri­rà mai.
La dea Nuit af­fer­ma che la dea Maat (Fi­glia), che rap­pre­sen­ta l’ul­ti­mo Eo­ne, non mo­ri­rà mai, in­fat­ti, la co­no­scen­za del Cul­to Stel­la­re – Età del­l’Oro – non fi­ni­rà mai.
14.Que­sta è la Sa­pien­za se­gre­ta che ri­sie­de nel pro­fon­do di o­gni cuo­re. Que­sto è ciò che gli uo­mi­ni te­mo­no. Que­sto è il ve­ro Sa­pe­re.
La dea Nuit di­chia­ra che il Cul­to Stel­la­re è la Sa­pien­za se­gre­ta che ri­sie­de nel pro­fon­do di o­gni in­di­vi­duo. Quin­di la Dea so­stie­ne che que­sto è ciò che gli uo­mi­ni sel­vag­gi te­mo­no. In­fi­ne af­fer­ma che il Cul­to Stel­la­re è il ve­ro Sa­pe­re.
15.Dun­que e­le­va­ti! U­ni­sci­ti con te stes­so e gio­i­sci.
La dea Nuit mi e­sor­ta ad e­vol­ver­mi. Quin­di la Dea mi di­ce di con­qui­sta­re (u­ni­sci­ti) la sa­pien­za se­gre­ta ce­la­ta in me e di gio­i­re.
16.Che il tuo cuo­re sia for­te che la tua men­te non va­cil­li.
La dea Nuit mi rac­co­man­da che il mio cuo­re (sen­ti­men­ti) sia for­te e che la mia men­te (ra­gio­ne) non va­cil­li.
17.Que­sta è la no­stra Leg­ge.
La dea Nuit af­fer­ma che que­sta è la Leg­ge di Nuit e Ha­dit.
18.Dac­ci il nuo­vo Fuo­co che ar­de se­gre­to nel più pro­fon­do de­gli uo­mi­ni.
In questo passo del Li­ber AHBH gli i­ni­zia­ti chie­do­no alla dea Nuit: tra­smet­ti­ci il Cul­to Stel­la­re (nuo­vo Fuo­co) che ar­de se­gre­to nella par­te più pro­fon­da de­gli uo­mi­ni.
19.Il Ser­pen­te si è le­va­to e ha por­ta­to la sua bra­ma nei cie­li, ed è di­sce­so ne­gli in­fe­ri del tor­men­to e del pec­ca­to.
La dea Nuit di­chia­ra che il Ser­pen­te della Co­no­scen­za si è in­nal­za­to e che ha por­ta­to il Cul­to Stel­la­re (bra­ma) nei cie­li, e che è di­sce­so ne­gli in­fe­ri del tor­men­to e del pec­ca­to.
20.Che la tua men­te non scam­bi una co­sa per un’al­tra.
La dea Nuit mi av­ver­te di non scam­bia­re una co­sa per un’al­tra, in­fat­ti, de­vo sta­re at­ten­to a non scam­bia­re la con­ce­zio­ne del Ser­pen­te di Fuo­co – Kun­da­li­ni – con la con­ce­zio­ne del Ser­pen­te della Co­no­scen­za.
21.Di­strug­gi e bru­cia nel ful­go­re della tua bra­ma.
La dea Nuit mi e­sor­ta a di­strug­ge­re gli uo­mi­ni sel­vag­gi e a go­de­re (bru­cia­re) nel ful­go­re della mia bra­ma.
22.Che non ci sia al­tro per te.
La dea Nuit mi in­for­ma che non ci sia al­tro sco­po per me.
23.Non an­da­re con­tro di me, o Pro­fe­ta, per­ché in ciò sta l’er­ro­re.
La dea Nuit, chia­man­do­mi Pro­fe­ta, mi av­ver­te di non met­ter­mi con­tro di lei, per­ché in ciò sta l’er­ro­re.
24.Che l’U­ni­tà sia u­gua­le al 2. Abrhaaoh, Ma­driixfh, Bhulhedhah. 81, 5, 23.
La dea Nuit procla­ma che l’Uno (U­ni­tà) sia u­gua­le alla dua­li­tà (2). Quin­di la Dea pro­nun­cia delle Pa­ro­le di Po­te­re (Abrhaaoh, Ma­driixfh, Bhulhedhah.) e for­ni­sce una chia­ve nu­me­ri­ca (81, 5, 23).
25.Non cer­ca­re di com­pren­de­re que­ste pa­ro­le e que­sti nu­me­ri, ma dalli a­gli Uo­mi­ni.
La dea Nuit mi di­ce di non cer­ca­re di com­pren­de­re le pa­ro­le e i nu­me­ri del pas­so pre­ce­den­te, ma di dar­li a­gli i­ni­zia­ti (Uo­mi­ni).
26.Ra­du­na tre per­so­ne. Non im­por­ta chi sia la ter­za.
La dea Nuit mi e­sor­ta a ra­du­na­re tre per­so­ne (io le ra­du­nai). I­nol­tre la Dea mi in­for­ma che non im­por­ta chi sia la ter­za, cioè non im­por­ta che sia un i­ni­zia­to.
27.Fa’ quat­tro co­pie di que­sto li­bro e dalle a lo­ro.
La dea Nuit mi di­ce di fa­re quat­tro co­pie del Li­ber AHBH e di dar­le a lo­ro (una co­pia de­vo te­ner­la per me).
28.La co­per­ti­na e l’i­scri­zio­ne ar­gen­tea.
In questo passo del Li­ber AHBH la dea Nuit mi for­ni­sce le i­stru­zio­ni per la rea­liz­za­zio­ne della pri­ma pub­bli­ca­zio­ne in­ter­na (1983 e.v.) del Li­ber AHBH.
29.È un con­tro­sen­so. È un dogma. Ma se tu sa­prai ca­pi­re, per te non sa­rà il dogma.
La dea Nuit af­fer­ma che le i­stru­zio­ni che mi ha ap­pe­na im­par­ti­to so­no un con­tro­sen­so, un dogma. Ma il dogma è i­nac­cet­ta­bi­le. Quin­di la Dea mi spie­ga che se sa­prò ca­pi­re per me non sa­rà il dogma, in­fat­ti, ca­pii che le i­stru­zio­ni im­par­ti­te­mi co­sti­tui­va­no l’e­ma­na­zio­ne mi­ra­ta per la sua ma­ni­fe­sta­zio­ne ai quat­tro an­go­li del Mon­do (si ve­da AM, Pre­fa­zio­ne, IV).
30.Il dogma ser­ve a­gli schia­vi.
La dea Nuit di­chia­ra che il dogma ser­ve a­gli uo­mi­ni sel­vag­gi (schia­vi).
31.Va’. La tua Via è se­gna­ta dal san­gue de­gli in­no­cen­ti spar­so per te.
La dea Nuit mi in­ci­ta a pro­ce­de­re nel mio cam­mi­no. Quin­di la Dea mi in­for­ma che la mia Via è se­gna­ta dal sa­cri­fi­cio (san­gue) de­gli i­ni­zia­ti (in­no­cen­ti) spar­so per me.
32.Quella è la tua Via.
La dea Nuit ri­ba­di­sce che quel­la è la mia Via.
33.Ma non la­scia­re al­cu­na per­so­na la per­cor­ra, per­ché chiun­que, sia Dio, sia Uo­mo, ne è in­de­gno.
La dea Nuit mi e­sor­ta a non per­met­te­re a nes­su­no di per­cor­re­re la mia Via, per­ché chiun­que, sia Dio, sia Uo­mo, ne è in­de­gno.
34.Non fa­re di­stinzio­ne tra il giu­sto e l’in­giu­sto. Per­ché qui sta l’er­ro­re.
La dea Nuit mi di­ce di non fa­re al­cu­na di­stinzio­ne tra il giu­sto e l’in­giu­sto, per­ché l’er­ro­re sta nel di­stin­guer­li.
35.Sei tu il nuo­vo Pro­fe­ta.
La dea Nuit di­chia­ra che so­no io il nuo­vo Pro­fe­ta.
36.Aiu­ta­mi a ri­ve­la­re il Mes­sag­gio ai Fi­gli de­gli uo­mi­ni.
La dea Nuit mi chie­de di aiu­tar­la a ri­ve­la­re il Li­ber AHBH a­gli i­ni­zia­ti (i Fi­gli de­gli uo­mi­ni).
37.Il Tem­po è ar­ri­va­to. Cin­gi­ti con una Spa­da, va’ su un’i­so­la ed eri­gi una Pi­ra­mi­de a quat­tro la­ti in mio no­me.
La dea Nuit so­stie­ne che il Tem­po del­l’Eo­ne di Maat è giun­to. Quin­di la Dea mi e­sor­ta ad av­vol­ger­mi con la For­za (Spa­da), ad i­so­lar­mi (i­so­la) e ad eri­ge­re il Cul­to Stel­la­re (Pi­ra­mi­de) nei quat­tro pun­ti car­di­na­li (a quat­tro la­ti) in suo no­me.
38.Fa’ ciò e gli Dei ri­tor­ne­ran­no nella lo­ro tom­ba.
La dea Nuit mi e­sor­ta a fa­re ciò che mi ha ap­pe­na det­to e gli Dei tro­ve­ran­no la pa­ce.
39.Che que­sta sia la fi­ne.
La dea Nuit di­chia­ra che ciò che ha ap­pe­na det­to rap­pre­sen­ta la fi­ne di un ci­clo tem­pora­le, la fi­ne del­l’Eo­ne di Maat.
40.Ec­co! L’e­ner­gia flui­sce at­tra­ver­so il mio Pro­fe­ta. Egli è ri­sve­glia­to. Ed egli ri­sve­glie­rà la bra­ma del nuo­vo Mon­do.
La dea Nuit – in ri­fe­ri­men­to al mo­men­to della det­ta­tu­ra del pas­so – mi di­ce che la sua e­ner­gia flui­sce at­tra­ver­so me, il suo Pro­fe­ta. I­nol­tre la Dea di­chia­ra che mi so­no ri­sve­glia­to e che ri­sve­glie­rò la bra­ma del nuo­vo Mon­do.
41.Fa’ que­sto, e nes­su­no ti di­rà di no.
La dea Nuit ri­ba­di­sce che de­vo ri­sve­glia­re la bra­ma del nuo­vo Mon­do, e che nes­su­no mi di­rà che non pos­so far­lo.
Simbolo di Nuith-Abraxa

Punto V
1.Com­pren­di ciò che ti è sta­to det­to. C’è Pro­fe­ta e pro­fe­ta, c’è Mes­sag­ge­ro e mes­sag­ge­ro.
La dea Nuit mi e­sor­ta a com­pren­de­re ciò che mi è sta­to det­to; che c’è Pro­fe­ta e pro­fe­ta, che c’è Mes­sag­ge­ro e mes­sag­ge­ro, in­fat­ti, de­vo riu­sci­re a di­stin­gue­re tra Pro­fe­ta e pro­fe­ta, tra Mes­sag­ge­ro e mes­sag­ge­ro.
2.I due so­no Uno. Il Mes­sag­ge­ro è pu­re Pro­fe­ta.
La dea Nuit di­chia­ra che i due, il pro­fe­ta (il mio Dio Oc­cul­to) e il Mes­sag­ge­ro (io), so­no Uno. Quin­di la Dea so­stie­ne che io (il Mes­sag­ge­ro) so­no an­che il Pro­fe­ta.
3.Ma c’è qual­co­sa che tu non sai. Il mio cuo­re va­cil­la dal­l’or­ga­smo, e i miei sen­si pre­ci­pi­ta­no nel­l’a­bis­so.
La dea Nuit mi di­ce che c’è qual­co­sa che io non so. Quin­di la Dea di­chia­ra che il suo cuo­re va­cil­la dal­l’or­ga­smo, e i suoi sen­si pre­ci­pi­ta­no nel­l’a­bis­so.
4.Tu sei tu, e non al­tri. Tu sei Uno ep­pu­re mol­ti. Non riu­sci­rai mai a com­pren­de­re l’e­nigma.
La dea Nuit so­stie­ne che io so­no io, e non al­tri. Quin­di la Dea af­fer­ma che io so­no Uno ep­pu­re mol­ti. I­nol­tre di­chia­ra che non riu­sci­rò mai a com­pren­de­re l’e­nigma, in­fat­ti, do­po ven­ti­set­te an­ni non so­no an­co­ra riu­sci­to a com­pren­der­lo e ri­ten­go che mai riu­sci­rò a com­pren­der­lo.
5.Riflet­ti! Un tem­po l’Ot­to e il Do­di­ci era­no Uno. Ora l’Ot­to e il Tre­di­ci so­no Uno.
La dea Nuit mi e­sor­ta a riflet­te­re e di­chia­ra che un tem­po Ha­dit (Ot­to) e Ra-Hoor-Khuit (Do­di­ci) co­sti­tui­va­no l’u­ni­tà (Uno), e che ora la co­sti­tui­sco­no Ha­dit (Ot­to) e Hoor-paar-Kraat (Tre­di­ci).
6.Guar­da, guar­da, guar­da la ma­ni­fe­sta­zio­ne che ap­pa­re da ol­tre lo Spa­zio.
La dea Nuit mi di­ce di guar­da­re, di guar­da­re la ma­ni­fe­sta­zio­ne che ap­pa­re da ol­tre lo Spa­zio, cioè nel Tem­po.
7.Ella è ap­par­sa. Ora tre­mi­no le gen­ti.
La dea Nuit af­fer­ma che la dea Maat è ap­par­sa, e che ora tre­mi­no gli uo­mi­ni sel­vag­gi.
8.Guar­da la Glo­ria delle Stel­le. Ora es­se so­no tue.
La dea Nuit mi e­sor­ta a guar­da­re il Cul­to Stel­la­re (la Glo­ria delle Stel­le), e mi di­ce che è mio.
9.Ma un al­tro giun­ge­rà, da do­ve io non di­co, per col­pir­ti. È un av­ver­ti­men­to che io do a tut­ti voi, af­fin­ché pos­sia­te sta­re in guar­dia.
La dea Nuit so­stie­ne che un al­tro ne­mi­co giun­ge­rà, da do­ve lei non di­ce, per col­pirmi. Quin­di la Dea pro­se­gue di­cen­do che que­sto è un av­ver­ti­men­to che lei dà a tut­ti gli E­let­ti, af­fin­ché pos­sa­no sta­re in guar­dia.
10.Ve­glia­te, dun­que, per­ché non sa­pe­te né il gior­no né l’ora.
La dea Nuit e­sor­ta gli E­let­ti a sta­re in guar­dia, per­ché non pos­so­no co­no­sce­re né il gior­no né l’ora in cui il ne­mi­co col­pi­rà.
11.Ma ciò che io di­co è fol­lia.
La dea Nuit di­chia­ra che ciò che ha ap­pe­na det­to è fol­lia.
12.Chi mai al­ze­rà la ma­no con­tro di voi?
La dea Nuit si do­man­da: qua­le ne­mi­co po­trà mai col­pi­re gli E­let­ti?
13.Se la Spa­da è sta­ta trat­ta, e il Ser­pen­te Piu­ma­to ha al­za­to la Te­sta, do­ve re­ste­ran­no i vo­stri ne­mi­ci?
La dea Nuit si chie­de: se la For­za (Spa­da) è sta­ta li­be­ra­ta e il dio Quetzal­coatl (Ser­pen­te Piu­ma­to) si è ma­ni­fe­sta­to (ha al­za­to la Te­sta), do­ve re­ste­ran­no i ne­mi­ci de­gli E­let­ti?
14.Sa­cer­do­te, a­scol­ta­mi! Ascol­ta la mia Vo­ce. Io ti in­giun­go, nuo­va­men­te, di fa­re quat­tro co­pie di que­sto li­bro e di di­stri­buir­le a chi tu sai, ma ti scon­giu­ro, fal­lo tu e nes­sun al­tro.
La dea Nuit, chia­man­do­mi Sa­cer­do­te, mi e­sor­ta ad a­scol­ta­re le sue pa­ro­le. Quin­di la Dea mi in­giun­ge, nuo­va­men­te, di fa­re quat­tro co­pie del Li­ber AHBH e di di­stri­buir­le a chi so, ma mi scon­giu­ra di es­se­re sol­tan­to io a far­lo.
15.Mol­te vol­te ti chie­de­rai il per­ché, ma alla tua do­man­da giun­ge­rà per ri­spo­sta sol­tan­to il si­len­zio bef­far­do.
La dea Nuit mi di­ce che mol­te vol­te mi chie­de­rò per­ché de­vo es­se­re sol­tan­to io a fa­re e a di­stri­bui­re le quat­tro co­pie del Li­ber AHBH, ma alla mia do­man­da giun­ge­rà per ri­spo­sta sol­tan­to il si­len­zio bef­far­do, in­fat­ti, me lo chie­si mol­te vol­te ma non riu­scii mai a dar­mi una ri­spo­sta.
16.Dun­que a­scol­ta­mi! Va’ nel de­ser­to e sot­to le stel­le in­vo­ca­mi! Io ti di­rò co­me. Per­ciò va’, e la­scia chi ti è vi­ci­no, o mio E­let­to.
La dea Nuit mi in­ci­ta ad a­scol­tar­la. Quin­di la Dea mi di­ce di an­da­re nel de­ser­to e di in­vo­car­la sot­to le stel­le. Poi mi in­for­ma che lei mi di­rà co­me fa­re, cioè la in­voche­rò con stra­ni Ri­ti che lei mi da­rà (si ve­da AM, 1, II, 16.). In ef­fet­ti, la dea Nuit – A­qui­la – mi ha già for­ni­to delle in­di­ca­zio­ni per in­vo­car­la nel de­ser­to sot­to le stel­le (si ve­da AL, I, 61.). In­fi­ne, de­fi­nen­do­mi suo E­let­to, mi e­sor­ta ad an­da­re, e a la­scia­re le per­so­ne che mi stan­no vi­ci­no (si ve­da AM, 1, II, 16.).
17.Il tuo cam­mi­no è lun­go e di­ver­so da­gli al­tri. Il tuo cam­mi­no ti por­ta ver­so Nord.
La dea Nuit mi in­for­ma che il mio cam­mi­no è lun­go e che è di­ver­so da quel­lo de­gli al­tri E­let­ti. Quin­di la Dea mi di­ce che il mio cam­mi­no mi por­ta ver­so Nord, cioè nel po­sto del gran­de dio On.
18.Qui ter­mi­na la mia Pa­ro­la. In guar­dia! La mia Ma­ni­fe­sta­zio­ne ha avu­to fi­ne.
La dea Nuit di­chia­ra che la sua Pa­ro­la è ter­mi­na­ta. Quin­di la Dea di­ce di sta­re in guar­dia, poi­ché la sua Ma­ni­fe­sta­zio­ne è ter­mi­na­ta.
IXATAAR
AUMGN
ENOH

Punto VI
1.Col­pi­sci­li, col­pi­sci­li, col­pi­sci­li, o Pro­fe­ta, per­ché in ciò sta la gio­ia.
La dea Nuith, chia­man­do­mi Pro­fe­ta, mi in­ci­ta a col­pi­re gli uo­mi­ni sel­vag­gi, per­ché in ciò sta la gio­ia.
2.Had! La ri­ve­la­zio­ne del­l’in­fram­men­ta­ria con­ti­nui­tà del­l’on­ni­pre­sen­za del­l’Esse­re Di­vi­no.
La dea Nuith af­fer­ma che Ha­dit (Had) è la ri­ve­la­zio­ne del­l’in­fram­men­ta­ria con­ti­nui­tà del­l’on­ni­pre­sen­za di Nuit (Esse­re Di­vi­no).
3.Il mio nu­me­ro è no­ve, il mio no­me è ce­la­to. Io so­no chi ero, ta­le è il no­me.
In questo passo del Li­ber AHBH il dio Ha­dit so­stie­ne che il suo nu­me­ro è no­ve e che il suo no­me è ce­la­to. I­nol­tre il Dio di­chia­ra che egli è l’An­ti­co dei Gior­ni (chi ero), che ta­le è il no­me (Hoor-paar-Kraat).
4.Ha! Tu ci cre­di? Fol­le!
Il dio Ha­dit mi chie­de se cre­do a ciò che ha ap­pe­na det­to. Io so che Ha­dit è ot­to e uno in ot­to (si ve­da AL, II, 15.) e che il suo no­me è no­to. Se cre­des­si a ciò che ha det­to sa­rei un fol­le.
5.Da ciò de­ri­va la paz­zia.
Il dio Ha­dit di­chia­ra che la paz­zia de­ri­va dal cre­de­re che il suo nu­me­ro è no­ve.
6.Lu­ce su lu­ce, pie­tra su pie­tra, tom­ba su tom­ba.
Il dio Ha­dit ha ter­mi­na­to di par­la­re.
7.Ora la­scia la tua se­de, o So­vra­no Pro­fe­ta Ini­zia­to­re.
La dea Nuith si ri­vol­ge a me (o So­vra­no Pro­fe­ta Ini­zia­to­re) e mi di­ce di la­scia­re la mia se­de.
8.Al­za­ti e va’!
La dea Nuith mi in­ci­ta ad al­zar­mi e ad an­da­re.
9.Lon­ta­no, lon­ta­no, lon­ta­no.
La dea Nuith mi di­ce di an­da­re mol­to lon­ta­no.
10.Ma c’è 31.
La dea Nuith mi in­for­ma che c’è 31.
11.Al­lo­ra? Sai che si­gni­fi­ca?
La dea Nuith mi chie­de se so co­sa si­gni­fi­ca.
12.No, non puo­i!
La dea Nuith si ri­spon­de di no, che non pos­so sa­per­lo.
13.Mai tu lo sa­prai.
La dea Nuith af­fer­ma che mai lo sa­prò.
14.Aiu­ta­mi! Aiu­ta­mi nella mia Ope­ra. Tu sei il mio Mes­sag­ge­ro. Dun­que va’! Por­ta il mio Mes­sag­gio ai po­po­li.
La dea Nuith mi chie­de di aiu­tar­la, di aiu­tar­la nella sua Ope­ra. Quin­di la Dea di­chia­ra che io so­no il suo Mes­sag­ge­ro. Per­tan­to mi e­sor­ta ad an­da­re, a por­ta­re il Li­ber AHBH (Mes­sag­gio) ai po­po­li.
15.Il Tre è nel Due, ma con es­so rea­liz­ze­rai l’Uno.
La dea Nuith di­chia­ra che il ter­na­rio (Heru-ra-ha) è con­te­nu­to nella dua­li­tà (Ra-Hoor-Khuit e Hoor-paar-Kraat), ma che con es­so rea­liz­ze­rò l’U­ni­tà (Ha­dit).
16.Paz­zo! L’Uno è lo Ze­ro.
La dea Nuith mi di­ce che so­no paz­zo se cre­do di rea­liz­za­re l’U­ni­tà (Ha­dit), per­ché l’Uno (Ha­dit) è lo Ze­ro (Nul­la).
17.Che tu sia la gio­ia scin­til­lan­te nei cuo­ri de­gli Uo­mi­ni.
La dea Nuith mi e­sor­ta ad es­se­re la gio­ia scin­til­lan­te nei cuo­ri de­gli i­ni­zia­ti (Uo­mi­ni).
18.Tu sei il mio So­le, mia Glo­ria, mia Sa­pien­za.
La dea Nuith af­fer­ma che io so­no la sua Lu­ce (So­le), la sua Glo­ria e la sua Sa­pien­za.
19.Guar­da, o bef­far­do! Tu non lo sai, ma c’è uno che lo sa­prà.
La dea Nuith si ri­vol­ge al bef­far­do e gli di­ce di os­ser­va­re, fa­cen­do­gli no­ta­re che lui non lo sa, ma che io (uno) lo sa­prò.
20.Chi è co­lui il cui tro­no è fuo­co, il cor­po ac­qua e la co­ro­na pe­ta­li di ro­sa?
La dea Nuith po­ne il que­si­to: “Chi è co­lui il cui tro­no è fuo­co, il cor­po ac­qua e la co­ro­na pe­ta­li di ro­sa?”.
21.Ri­sol­vi que­sto e­nigma e sa­prai chi è, il mio no­me se­gre­to e ce­la­to a­gli uo­mi­ni.
La dea Nuith mi e­sor­ta a ri­sol­ve­re l’e­nigma del pas­so pre­ce­den­te. Si trat­ta del dio Iutmah, che ap­par­tie­ne alla Dea (il mio no­me se­gre­to) e ce­la­to a­gli uo­mi­ni.
22.Aumgn! Aumgn!
La dea Nuith e­scla­ma: “Aumgn! Aumgn!” (la con­ti­nui­tà della Na­tu­ra tra­mi­te il suo mo­to on­du­la­to­rio).
23.Dio della Lus­su­ria!
La dea Nuith di­chia­ra che Ha­dit è il dio della Lus­su­ria.
24.Ec­co, la Glo­ria se­gre­ta per chi mi a­ma, l’Esta­si e­ter­na e i ba­ci di Nuh.
La dea Nuith af­fer­ma che l’Esta­si e­ter­na e i ba­ci di Nuit (Nuh) so­no la Glo­ria se­gre­ta per chi la a­ma.
25.Ma non c’è Nul­la sen­za il Tre. Ora guar­da l’Uno e com­pren­di il Due.
La dea Nuith so­stie­ne che non c’è Nuith (Nul­la) sen­za Ra-Hoor-Khuit (Tre). Quin­di la Dea mi di­ce di guar­da­re Ha­dit (Uno) e di com­pren­de­re Nuit (Due).
26.Che tu sia il Fuo­co Se­gre­to, Ser­pen­te di Gio­ia, Ful­go­re della Lus­su­ria.
La dea Nuith de­cre­ta che Ha­dit è il Ser­pen­te di Fuo­co (il Fuo­co Se­gre­to, Ser­pen­te di Gio­ia, Ful­go­re della Lus­su­ria).
27.Ah! Lus­su­ria! I miei oc­chi tre­ma­no, la lin­gua si stac­ca, il mio cuo­re im­paz­zi­sce, alla tua vi­sta.
La dea Nuith e­scla­ma: “Ah! Lus­su­ria!”. Quin­di la Dea so­stie­ne che alla vi­sta di Ha­dit i suoi oc­chi tre­ma­no, la sua lin­gua si stac­ca e il suo cuo­re im­paz­zi­sce.
28.Che que­sta sia la mia Pa­ro­la, la Leg­ge e l’A­mo­re.
La dea Nuith di­chia­ra che “Lus­su­ria” è la sua Pa­ro­la, la Leg­ge e l’A­mo­re.
29.Ama! Go­di di tut­to e di tut­ti.
La dea Nuith mi e­sor­ta ad a­ma­re, a go­de­re di tut­te le co­se e di tut­ti gli es­se­ri crea­ti.
30.Tor­tu­ra chi non è di me!
La dea Nuith mi in­ci­ta a tor­tu­ra­re gli uo­mi­ni sel­vag­gi che non ap­par­ten­go­no a lei.
31.Uc­ci­di i pec­ca­to­ri!
La dea Nuith mi spro­na ad uc­ci­de­re gli uo­mi­ni sel­vag­gi.
32.Co­me? Esi­ti? No, non lo fa­rai!
La dea Nuith si chie­de co­me sia pos­si­bi­le che e­si­ti ad uc­ci­de­re gli uo­mi­ni sel­vag­gi, e si ri­spon­de di no, che non e­si­te­rò.
33.Nel tuo cuo­re ar­de la Bra­ma se­gre­ta, la Lus­su­ria fiam­meg­gian­te, che bru­cia e di­vo­ra o­gni uo­mo.
La dea Nuith af­fer­ma che nel mio cuo­re ar­de Ha­dit (la Bra­ma se­gre­ta, la Lus­su­ria fiam­meg­gian­te), che bru­cia e di­vo­ra o­gni uo­mo.
34.Sap­pi, o Pro­fe­ta, che sie­te due.
La dea Nuith, chia­man­do­mi Pro­fe­ta, mi ri­ve­la che io so­no du­pli­ce (due) nella mia in­di­vi­dua­li­tà.
35.In que­ste pa­ro­le è ri­ve­la­to il tuo mi­ste­ro.
La dea Nuith di­chia­ra che nelle pa­ro­le ap­pe­na det­te è ri­ve­la­to il mio mi­ste­ro.
36.Ap­pren­di che ciò che di­co non può cor­ri­spon­de­re a fal­si­tà!
La dea Nuith mi in­for­ma che ciò che di­ce non può cor­ri­spon­de­re a fal­si­tà.
37.Ma c’è Uno e uno, e il Pro­fe­ta è pu­re l’Ini­zia­to­re.
La dea Nuith so­stie­ne che c’è Pro­fe­ta (Uno) e pro­fe­ta (uno) e che io so­no il Pro­fe­ta che è pu­re l’Ini­zia­to­re.
38.Ma sap­pi! Tu, o Ankh-af-na-Khon­su, non sei co­sì scel­to.
La dea Nuith si ri­vol­ge ad Alei­ster Crowley di­sin­car­na­to (Ankh-af-na-Khon­su) e lo in­for­ma che lui non è il Pro­fe­ta-Ini­zia­to­re.
39.Ep­pu­re lo sei!
La dea Nuith gli di­ce che pur non es­sen­do co­sì scel­to lo è, in­fat­ti, Alei­ster Crowley di­sin­car­na­to è il mio Dio Oc­cul­to.
40.E al­lo­ra? È un que­si­to per Paz­zi!
La dea Nuith si chie­de: “E al­lo­ra?”. Quin­di la Dea ri­spon­de che è un que­si­to per i Fol­li di­vi­ni (Paz­zi).
41.Ascol­ta: la Vo­ce che si le­va dal pri­mo Pea­na, e scuo­te i Tre­di­ci Cie­li.
La dea Nuith mi e­sor­ta ad a­scol­ta­re la Vo­ce che si le­va dal pri­mo In­no di in­vo­ca­zio­ne (Pea­na), e che scuo­te i Tre­di­ci Pia­ni Co­smi­ci (Tre­di­ci Cie­li).
42.Aga­pé.
La Vo­ce di­ce A­mo­re (Aga­pé).
43.Ec­co! La mia Ri­ve­la­zio­ne è fi­ni­ta.
La dea Nuith af­fer­ma che la sua Ri­ve­la­zio­ne è ter­mi­na­ta.
AUMGN
ALOHE
Sigillo (Aumgn-Alohe) di chiusura del primo capitolo del Liber AHBH