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(Codice segreto: 5-9-13)


 
Il segreto del numero cinque
 
Il segreto del numero cinque si collega all'immagine della rosa a cinque petali, la Rosa Mistica, simbolo dell'organo genitale femminile. La Rosa Mistica ― come la Coppa del Santo Graal ― rappresenta il mistero del principio femminino che viene rappresentato dalla dea Venere, la dea dell'Amore.
Il pianeta Venere traccia un pentacolo ― pentagramma, stella a cinque punte ― sullo zodiaco ogni otto anni e gli antichi, osservando questo fenomeno, videro in ciò il simbolo dell'uomo, l'uomo di Vitruvio (l'uomo con le gambe e le braccia aperte).
Per gli antichi il pianeta Venere era la stella del mattino, stella che venne associata a Lucifero, il "Portatore di Luce". E dato che Venere governa il segno zodiacale del toro lo considerarono come il segno di Lucifero. Il simbolo di tale segno raffigura l'unione del Sole e della Luna, unione che si manifesta nella generazione del figlio, cioè di Lucifero.
Nel cristianesimo gnostico ― sethiani e ofiti ― il Cristo-luce è identificato nel serpente, come lo è Lucifero. Pertanto è possibile dichiarare che il Cristo dei cristiani gnostici è l'Anticristo dei cristiani storici.

 
Il segreto del numero nove
 
Il segreto del numero nove si collega all'immagine dell'uomo perfetto, Lucifero ― il Cristo-luce ― nella cui fronte è collocata una gemma, il Graal.
Nove è il numero segreto della Grande Bestia 666 (6+6+6=18, la cui somma interna fa 9) e rappresenta la perfezione. Pertanto la Grande Bestia 666 è l'uomo perfetto, Lucifero ("Portatore di Luce"), il Cristo-luce che si identifica nel Sole. Infatti il sigillo del Sole è un quadrato magico in cui appaiono dei numeri collocati dentro a delle caselle, in una disposizione tale che ogni fila, verticale, trasversale e diagonale, se sommata dà la stessa cifra. Nel quadrato magico l'ultimo numero è il 666.
In riferimento al segreto del numero nove notiamo che nelle profezie di Malachia Giovanni Paolo II è il penultimo papa, descritto come "de laboris solis" (il lavoro del sole). Ciò ci suggerisce di prendere in considerazione la durata del suo pontificato ― 16/10/1978-2/4/2005 ― che durò 27 anni (2+7=9) per un totale di 9 mila e 666 giorni (9+6+6+6=27, cioè 9).

 
Il segreto del numero tredici
 
Nel libro il "Codice Da Vinci" di Dan Brown è contenuto un segreto che possiamo definire temporale, cioè relativo allo scorrere del tempo.
Vediamo ciò che troviamo scritto a pagina 483 del testo. Si dichiara: «Sua Santità non oserà abolire la prelatura personale costituita da un pontefice precedente». Ora, come dichiarato a pagina 57 del testo, l'Opus Dei, nel 1982, viene innalzato da Giovanni Paolo II a "prelatura personale del papa". Pertanto appare evidente che il papa a cui ci si riferisce a pagina 483 è quello attuale, cioè Benedetto XVI. Il libro però è stato pubblicato nel 2003, quando era ancora in carica Giovanni Paolo II. Ciò ci dimostra, in maniera inequivocabile, che le vicende riportate nel testo riguardano il tempo futuro.
A questo punto sorge spontanea la domanda: a quale tempo ci si riferisce?
La risposta la troviamo scritta a pagina 178 del libro, quando si parla della politica dell'attuale pontefice. Si dichiara: «aveva osservato con grande preoccupazione il suo primo anno di attività».
Ora, Ratzinger è stato eletto papa il 19 aprile del 2005; facendo trascorrere un anno arriviamo al 19 aprile 2006. Se ritorniamo a pagina 483 del testo apprendiamo che passano «giorni» e «qualche settimana» prima che il piano abbia inizio.
L'occulto ideatore della trama del libro ― che non è certamente Dan Brown ― sapeva che i «giorni» e «qualche settimana» corrispondono ad un mese. Infatti esattamente un mese dopo il primo anno di attività di Benedetto XVI e cioè il 19 maggio 2006, uscirà in contemporanea mondiale il film "Il Codice Da Vinci"... esattamente 13 mesi dopo l'elezione di Benedetto XVI.
A questo punto ci addentriamo nella fase critica del piano segreto nel suo scorrere temporale. Dobbiamo chiederci perché 13 mesi dopo l'elezione di Benedetto XVI.
Per rispondere a questa domanda dobbiamo rifarci ad un'antica profezia dei Rosa-Croce che dice:

Alla fine dei tempi...
Salito sul seggio di Pietro... de gloria divæ
13 mesi dopo... la vendetta dei templari

 
In questa profezia si parla della fine dei tempi, di un papa chiamato "de gloria divæ" e della vendetta dei templari.
Attenzione! Nelle profezie di Malachia si descrivono, in modo figurato ed allusivo, tutti i papi e il loro modo di governare.
Nelle profezie di Malachia Benedetto XVI è l'ultimo papa, il 111º, ed è descritto come "de gloria olivæ" ― la gloria dell'ulivo ― ma gli interpreti calligrafici che hanno visionato i documenti originali sostengono che è possibile leggere "de gloria divæ" ― la gloria della dea ― e ciò costituirebbe la più terribile profezia riguardante la chiesa cattolica.
La profezia di Malachia riguarda, evidentemente, la gloria della dea che si verificherà sotto il pontificato di Benedetto XVI. Quando? Esattamente 13 mesi dopo la sua investitura, come viene sostenuto nella profezia dei Rosa-Croce. Ma perché proprio 13 mesi dopo?
Il numero 13 è il numero della dea, del principio femminino. In esoterismo, l'anno lunare è di 13 mesi di 28 giorni ciascuno, per un totale di 364 giorni. Nella gematria 3+6+4 = 13. Inoltre il numero 13 corrisponde all'arcano dei tarocchi la Morte, simbolo della trasformazione. E la trasformazione in alchimia è la putrefactio ― putrefazione ― che rappresenta la morte e la rinascita.
Appare evidente che la profezia di Malachia e dei Rosa-Croce allude alla fine della chiesa cattolica e alla rinascita del culto della dea, cioè al ritorno del paganesimo. Naturalmente la profezia dei Rosa-Croce allude anche alla vendetta dei templari (i Templari vennero arrestati, in massa, venerdì 13 ottobre 1307). Tutto avrà inizio il 19 maggio 2006 e si concluderà in ... mesi e ... giorni. Questo è il tempo che viene celato nel libro di Dan Brown e lascio ai lettori il compito di scoprirlo.






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