_

Home Page

LIBER LEGIS (English)

Introductory note

MANUSCRIPT

1. Liber Legis

2. Liber Legis

3. Liber Legis

TEXT

Foreword to Liber Legis

1. Liber Legis

2. Liber Legis

3. Liber Legis

The Comment of Aleister Crowley

LIBER LEGIS (Italian)

Nota Introduttiva

 Commento alla Prefazione del Liber Legis

1. Commento al Liber Legis

2. Commento al Liber Legis

3. Commento al Liber Legis

LIBER AHBH (Italian)

Nota Introduttiva

 Commento alla Prefazione del Liber AHBH

1. Commento al Liber AHBH

2. Commento al Liber AHBH

3. Commento al Liber AHBH

4. Commento al Liber AHBH

LIBER NOX E LIBER LUX (Italian)

Nota Introduttiva

 

LIBER NOX

1-9. Liber NOX

 

LIBER LUX

1-11. Liber LUX

Informativa Cookies Leggi

 
 

 
 
 

 
 

1

Commento al Liber Legis

 
 
 
 
 
 
 
 
1.
 

Had! La manifestazione di Nuit.

 
 

 
Il dio Hadit (Had) è la rappresentazione dell’Unità (o l) e quindi è la manifestazione della dea Nuit, intesa come il Nulla (Nuith).

 

 
 
2.
 

La rivelazione della compagnia celeste.

 
 

 
La rivelazione dei Maestri Invisibili.

 

 
 
3.
 

Ogni uomo e ogni donna è una stella.

 
 

 
In ogni uomo e in ogni donna vi è un centro regale, la vera Volontà – Angelo-Demone Custode – che deve essere scoperta ed attuata individualmente. Come la stella ha un movimento e una traiettoria propria, così l’uomo e la donna devono seguire solamente la loro vera Volontà.

 

 
 
4.
 

Ogni numero è infinito; non c’è differenza.

 
 

 
Ogni numero deve essere concepito come un infinito. Possiamo dividere ogni numero all’infinito e quindi non c’è differenza.

 

 
 
5.
 

Aiutami, o signore guerriero di Tebe, nella mia rivelazione davanti ai Figli degli uomini!

 
 

 
La dea Nuit si rivolge ad Aleister Crowley e gli chiede aiuto per quanto riguarda la rivelazione che deve fare davanti agli iniziati (Figli degli uomini). Lo chiama signore guerriero di Tebe per identificarlo – continuità di identità – in Ankh-af-na-Khonsu, sacerdote tebano vissuto nella XXV Dinastia.

 

 
 
6.
 

Sii tu Hadit, il mio centro segreto, il mio cuore e la mia lingua!

 
 

 
La dea Nuit esorta Aleister Crowley (Ankh-af-na-Khonsu) ad essere Hadit per la sua rivelazione, poiché il dio Hadit è il Punto al centro della Circonferenza (Nuit), il pensiero (cuore) e la parola (lingua) di Nuit.

 

 
 
7.
 

Guarda! Ciò è rivelato da Aiwass il ministro di Hoor-paar-Kraat.

 
 

 
La dea Nuit dice ad Aleister Crowley di guardare ciò che viene rivelato da Aiwass (Ra-Hoor-Khuit), colui (ministro) che precede la manifestazione di AL (Hoor-paar-Kraat).

 

 
 
8.
 

La Khabs è nel Khu, non il Khu nella Khabs.

 
 

 
Aiwass rivela che la Stella (Khabs, il nucleo dell’Angelo-Demone Custode) è nel Corpo di Luce (Khu, il velo sottile che la Stella tesse per sé) e non il Corpo di Luce nella Stella.

 

 
 
9.
 

Adora quindi la Khabs, e guarda la mia luce diffusa sopra di te!

 
 

 
La dea Nuit dice ad Aleister Crowley di adorare la Stella (Khabs) e di guardare la luce stellare – la luce di Nuit – diffusa sopra di lui.

 

 
 
10.
 

Fa' che i miei servi siano pochi e segreti: essi governeranno i molti e i conosciuti.

 
 

 
La dea Nuit esorta Aleister Crowley, nell’aspetto del dio Hadit, a fare in modo che i seguaci o adoratori (servi) di Nuit siano pochi e segreti, cioè che siano pochi e segreti i membri dell’Ordine della Stella d’Oro. Questi governeranno i molti e i conosciuti.

 

 
 
11.
 

Questi sono i pazzi che gli uomini adorano; entrambi i loro Dei e i loro uomini sono pazzi.

 
 

 
La dea Nuit afferma che gli uomini potenti (i molti e i conosciuti) sono i pazzi che gli uomini mediocri adorano. Gli Dei degli uomini potenti e loro stessi sono pazzi.

 

 
 
12.
 

Venite avanti, o figli, sotto le stelle, e riempitevi a sazietà d’amore!

 
 

 
La dea Nuit esorta i suoi figli a venire avanti, di notte sotto le stelle, e a riempirsi a sazietà d’estasi (amore).

 

 
 
13.
 

Io sono sopra di voi e in voi. La mia estasi è nella vostra. La mia gioia è vedere la vostra gioia.

 
 

 
La dea Nuit afferma di essere lo Spazio sopra i suoi figli e l’amore dentro di loro. Il suo amore (estasi) è nel loro amore, pertanto la sua felicità è vedere la loro felicità.

 

 
 
14.
 

In alto, l’azzurro ingemmato è
      Lo splendore nudo di Nuit;
Ella in estasi inarcata per baciare
      Gli ardori segreti di Hadit.
Il globo alato, il blu stellato,
      Sono miei, o Ankh-af-na-Khonsu!

 
 

 
Questo passo è un chiaro riferimento alla Stélé della Rivelazione, tavoletta funebre di Ankh-af-na-Khonsu, sacerdote tebano di Amoun-Ra. In alto alla Stélé troviamo la dea Nuit, la Grande Madre Celeste dello spazio stellare infinito (l’azzurro ingemmato o blu stellato, lo splendore nudo di Nuit). La Dea è in estasi inarcata per baciare gli ardori segreti di Hadit, cioè per baciare il globo alato che simboleggia “il volo nero dell’Aquila”, il volo del Falco Horus nell’Amenta. Ella, rivolgendosi ad Ankh-af-na-Khonsu, afferma che Hadit (il globo alato) e il cielo stellato sono suoi.

 

 
 
15.
 

Ora tu saprai che il sacerdote eletto e apostolo dello spazio infinito è il sacerdote-principe la Bestia; e alla sua donna chiamata la Donna Scarlatta è dato tutto il potere. Essi raduneranno i miei figli dentro il loro ovile: essi porteranno la gloria delle stelle nei cuori degli uomini.

 
 

 
La dea Nuit si rivolge ad Aleister Crowley e gli comunica che il sacerdote prescelto e apostolo di Nuit è la Grande Bestia 666 (il sacerdote-principe la Bestia). E alla sua donna, chiamata la Donna Scarlatta (Babalon), viene dato tutto il potere. Essi raduneranno i figli di Nuit dentro il loro ovile: essi porteranno il Culto Stellare (la gloria delle stelle), nelle coscienze (cuori) degli iniziati.

 

 
 
16.
 

Poiché egli è sempre un sole, ed ella una luna. Ma per lui è l’alata fiamma segreta, e per lei l’arcuata luce delle stelle.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che la Bestia (To Mega Therion 666) è un sole eterno, cioè Horus; e la Donna Scarlatta (Babalon) una luna, cioè Maat. Ma per la Bestia è l’alata fiamma segreta, cioè il potere del Serpente Kundalini; e per la Donna Scarlatta l’arcuata luce delle stelle, cioè i kala provenienti dal suo corpo inarcato.

 

 
 
17.
 

Ma tu non sei così scelto.

 
 

 
La dea Nuit dice ad Aleister Crowley che lui non è scelto per quest’Opera.

 

 
 
18.
 

Brucia sopra le loro fronti, o serpente splendente!

 
 

 
La dea Nuit ordina al Serpente di Fuoco – Kundalini – di elevarsi fino al Sahasrara Chakra della Grande Bestia 666, della Donna Scarlatta e di tutti i loro seguaci.

 

 
 
19.
 

O donna dalle palpebre-azzurre, curvati sopra di loro!

 
 

 
La dea Nuit esorta la Donna Scarlatta a diffondere la legge dell’amore tra i seguaci della Grande Bestia 666.

 

 
 
20.
 

La chiave dei rituali è nella parola segreta che io ho dato a lui.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che la chiave dei rituali si trova nella parola segreta che ha dato a me, alla Grande Bestia 666. Questa parola è “Ixataar” e la chiave dei rituali che si trova in essa è AR (Luce), la nuova Legge, la Legge del Tre.

 

 
 
21.
 

Con il Dio e l’Adoratore io sono nulla: essi non mi vedono. Essi sono come sopra la terra; io sono il Cielo, e non c’è altro Dio che me, e il mio signore Hadit.

 
 

 
La dea Nuit afferma che con Horus (Dio, Ra-Hoor-Khuit) e Ankh-af-na-Khonsu (Adoratore, analogo al dio Hadit) lei è nulla. Essi, essendo come sopra la terra, non possono vederla nella sua totalità (Cielo), data da lei e Hadit. Pertanto, da questo punto di vista, non c’è altro Dio.

 

 
 
22.
 

Ora, pertanto, io sono conosciuta a te con il mio nome Nuit, e a lui con un nome segreto che io gli darò quando alla fine egli mi riconoscerà. Giacché io sono lo Spazio Infinito, e le Stelle Infinite di esso, fai tu altrettanto. Non legare niente! Non lasciare che sia fatta differenza fra voi tra una cosa e l’altra; poiché da ciò deriva il danno.

 
 

 
La Dea dello Spazio dice ad Aleister Crowley che a lui è conosciuta con il suo nome Nuit e a me (la Grande Bestia 666) con un nome segreto – Naton – che mi darà quando alla fine di un ciclo cosmico la riconoscerò (esperienza personale verificatasi il 4 maggio 1981 e.v.). La dea Nuit, essendo lo Spazio Infinito e le stelle in esso contenute, esorta Aleister Crowley a fare altrettanto, cioè ad essere fluido (non legare niente) e a non lasciare che tra gli iniziati vi siano concezioni diverse sulle conoscenze esoteriche, poiché da queste derivano i contrasti.

 

 
 
23.
 

Ma chi si serve di questo, lascia che sia il capo di tutto!

 
 


La dea Nuit esorta Aleister Crowley, nell’aspetto del dio Hadit, a fare in modo che il capo di tutto il mondo magico sia colui che non permetterà che vi siano, tra gli iniziati, delle diversità di concezione sulle conoscenze esoteriche.
Il mio lavoro di riunificazione di tutte le dottrine esoteriche mi ha permesso di riscoprire la Tradizione Primordiale, facendo in modo che tra gli iniziati non ci siano delle diversità sulla conoscenza magica. Per tale motivo Aleister Crowley, nell’aspetto del Dio Occulto (si veda AL, II, 66.), mi sta aiutando, affinché diventi “il capo di tutto”. E pertanto, nei due passi successivi, la dea Nuit si rivolge a me.

 

 
 
24.
 

Io sono Nuit, e la mia parola è sei e cinquanta.

 
 

 
La dea Nuit afferma che il numero della sua parola è 56, il valore cabalistico di Nu (Nuit).

 

 
 
25.
 

Dividi, addiziona, moltiplica, e comprendi.

 
 


6 : 50 = 0,12. Ciò rappresenta Daath e i 12 Sephiroth.
6 + 50 = 56. Ciò rappresenta Nu.
6 x 50 = 300. Questo numero è il valore numerico della lettera ebraica “Shin” che rappresenta il Fuoco spirituale. Il Fuoco spirituale di Nu che crea le Sephiroth.

 

 
 
26.
 

Allora disse il profeta e schiavo del bello: Chi sono io, e quale sarà il segno? Così ella gli rispose, chinandosi in basso, una lambente fiamma di blu, toccando tutto, penetrando tutto, le sue mani graziose sopra la terra nera e il suo corpo flessuoso inarcato per amore, e i suoi piedi delicati non danneggiano i piccoli fiori: Tu sai! E il segno sarà la mia estasi, la consapevolezza della continuità dell’esistenza, l’inframmentario fatto non-atomico della mia universalità (1’onnipresenza del mio corpo).

 
 

 
Il profeta Aleister Crowley (schiavo del bello) chiede alla dea Nuit chi è lui e quale sarà il segno. Ella, inarcandosi per amore (chinandosi in basso, una lambente fiamma di blu, toccando tutto, penetrando tutto, le sue mani graziose sopra la terra nera... e i suoi piedi delicati non danneggiano i piccoli fiori), gli fa capire che lui è analogo a Hadit e il segno sarà l’estasi che sperimenterà, cioè la consapevolezza della continuità dell’Essere Universale (Nuit).

 

 
 
27.
 

Allora il sacerdote rispose e disse verso la Regina dello Spazio, baciando le sue ciglia amabili, e la rugiada della luce di lei, bagnando tutto il corpo di lui in un profumo dal dolce odore di sudore: O Nuit, continuità unica del Cielo, lascia che sia sempre così; quegli uomini non parlino di Te come Una ma come Nessuna; e non lasciarli per niente parlare di te, giacché tu sei la continuità!

 
 

 
Il sacerdote Aleister Crowley rispose e disse verso Nuit, armonizzandosi con lei, e l’estasi (rugiada) della luce stellare, proveniente dal corpo – Spazio – inarcato di Nuit, bagna tutto il suo corpo in un profumo dal dolce odore di sudore: O Nuit, continuità universale, lascia che sia sempre così. Gli uomini non parlino di Te – Nuith – come una Unità definita ma come l’indefinito Nulla che è il Tutto. Non permettere che gli uomini parlino di te, poiché tu sei eterna.

 

 
 
28.
 

Nessuno, alitò la luce, flebile e fatata, delle stelle, e due.

 
 

 
La dea Nuit afferma che Hadit (nessuno) alitò la luce stellare (la luce flebile e fatata) proveniente dalle stelle, e la divisione (e due).

 

 
 
29.
 

Poiché io sono divisa per il piacere dell’amore, per la possibilità dell’unione.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che – come Nuith o Nulla – è divisa da Hadit per il piacere del loro amore e per la possibilità della loro unione.

 

 
 
30.
 

Questa è la creazione del mondo, che la pena della divisione è come nulla, e la gioia della dissoluzione tutto.

 
 

 
La dea Nuit afferma che l’unione tra lei e Hadit è la creazione dell’universo, mentre la pena della loro separazione è come niente, e la gioia della loro dissoluzione – Mahapralaya – tutto.

 

 
 
31.
 

Poiché questi pazzi di uomini e i loro dolori non ti badano per niente! Essi percepiscono poco; quello che è, è bilanciato da deboli gioie; ma voi siete i miei eletti.

 
 

 
La dea Nuit dice al sacerdote Aleister Crowley che quei pazzi di uomini e i loro dolori non lo badano per niente. Questi riescono a percepire poco e quindi le loro gioie sono minime; ma gli iniziati dell’Ordine della Stella d’Oro sono gli eletti di Nuit.

 

 
 
32.
 

Obbedisci al mio profeta! Porta a compimento le ordalie della mia conoscenza! Cerca solamente me! Allora le gioie del mio amore ti riscatteranno da ogni pena. Questo è così: io lo giuro sulla curva del mio corpo; sul mio sacro cuore e lingua; di tutto io posso dare, di tutto io desidero da tutto te.

 
 

 
La dea Nuit esorta l’iniziato ad obbedire al suo profeta Aleister Crowley. L’iniziato deve portare a compimento le ordalie della conoscenza di Nuit: il risveglio della Kundalini, la Comunione con il proprio Angelo-Demone Custode, la Prova dell’Abisso, l’Illuminazione divina. Egli deve cercare solamente la Dea e così facendo le gioie dell’estasi (amore) di Nuit lo riscatteranno da tutte le sofferenze – Prove – che ha dovuto subire durante l’iter iniziatico. La Dea afferma che così deve essere. Lei lo giura su se stessa, l’universo stellato infinito; lo giura sul suo pensiero (Hadit, cuore) e sulla sua parola (Hadit, lingua). Lei sicuramente può dare l’estasi e chiedere di tutto all’iniziato.

 

 
 
33.
 

Allora il sacerdote cadde in una profonda estasi o deliquio, e disse alla Regina del Cielo: Scrivi per noi le ordalie; scrivi per noi i rituali; scrivi per noi la legge!

 
 

 
Il sacerdote Aleister Crowley sprofondò nell’amore (estasi o deliquio) di Nuit e le disse di scrivere – per gli iniziati – le prove (ordalie), i riti (rituali) e le regole da seguire (legge).

 

 
 
34.
 

Ma ella disse: io non scrivo le ordalie: i rituali saranno metà conosciuti e metà celati: la Legge è per tutti.

 
 

 
Ma la dea Nuit risponde che non scrive nulla a riguardo delle prove (ordalie) che l’iniziato deve sostenere. I riti magici (rituali) che darà saranno per metà conosciuti e per metà celati. Il Liber Legis (Legge) è per tutti i Thelemiti.

 

 
 
35.
 

Questo che tu scrivi è il triplice libro della Legge.

 
 

 
La dea Nuit dice al sacerdote Aleister Crowley che ciò che sta scrivendo è il triplice libro della Legge (Liber L vel Legis, non ancora divenuto AL con la prefazione), il Libro della Legge composto da tre capitoli.

 

 
 
36.
 

Il mio scriba Ankh-af-na-Khonsu, il sacerdote dei principi, non cambierà questo libro in una lettera; ma per paura che ci sia follia, egli ne farà a riguardo un commento con la saggezza di Ra-Hoor-Khu-it.

 
 

 
La dea Nuit afferma che il suo scriba Aleister Crowley (Ankh-af-na-Khonsu), il sacerdote dei principi, non cambierà una particolare lettera contenuta nel Libro della Legge. Questa lettera è la lettera “u” della parola “abstruction” che non trova riscontro nella lingua inglese. Aleister Crowley per paura che in esso ci sia follia, a causa della parola incomprensibile, ne fece a riguardo un commento – si veda il commento sintetico del Liber Legis – con la saggezza emanata dal Sole guerriero (Ra-Hoor-Khu-it).

 

 
 
37.
 

Anche i mantra e gli incantesimi; 1’obeah e la wanga; il lavoro della bacchetta e il lavoro della spada; questi egli imparerà e insegnerà.

 
 

 
I mantra e gli incantesimi sono i mezzi con i quali è possibile operare con il Serpente Rosso e il Serpente Nero. Il Serpente Rosso è il Serpente Kundalini della tradizione indù, mentre il Serpente Nero è il Serpente in relazione all’oscura corrente obeah dei culti africani. L’obeah è l’arte di indurre gli Spiriti all’obbedienza e la wanga – un termine usato nel Vodoo – è qualsiasi cosa caricata negativamente, tramite la corrente obeah, contro una persona. Il lavoro della bacchetta è il lavoro del risveglio della Kundalini e il lavoro della spada è il lavoro tramite la forza obeah. L’uno è il lavoro della costruzione (bacchetta), l’altro è quello della distruzione (spada). La dea Nuit afferma che tutto ciò il suo scriba imparerà e insegnerà.

 

 
 
38.
 

Egli deve insegnare; ma egli può rendere severe le ordalie.

 
 

 
La dea Nuit afferma che il suo scriba deve insegnare agli uomini, affinché possano diventare degli iniziati, ma può rendere dure le Prove che devono essere sostenute: il risveglio della Kundalini, la Comunione con il proprio Angelo-Demone Custode, la Prova dell’Abisso, l’Illuminazione divina.

 

 
 
39.
 

La parola della Legge è Θελημα.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che la parola della Legge è Thelema. Si tratta di una parola greca che significa Volontà.

 

 
 
40.
 

Chi ci chiama Thelemiti non sbaglierà, se egli guarda ma chiuso dentro la parola. Poiché là ci sono Tre Gradi, l’Eremita, e l’Amante, e l’uomo della Terra. Fa’ ciò che vuoi, sarà tutta la Legge.

 
 

 
Chi chiama Thelemita, la dea Nuit, il suo sposo Hadit e il loro figlio Ra-Hoor-Khuit, non opererà alcun errore. Infatti, se io guardo nella parola Thelema – scritta in greco – trovo Tre Gradi: l’Eremita in rapporto a Hadit (Forza), l’Amante in rapporto a Nuit (Amore) e l’uomo della Terra in rapporto a Ra-Hoor-Khuit (Volontà). In pratica, la Volontà è la risultante del Padre-Forza (Hadit) e della Madre-Amore (Nuit), e pertanto il Figlio-Volontà (Ra-Hoor-Khuit) viene indicato con la “u” minuscola – uomo della Terra – per sottointendere che è un essere generato a differenza dei suoi genitori che sono Esseri non-generati. Poi la dea Nuit suggella il tutto con la frase: “Fa’ ciò che vuoi, sarà tutta la Legge”. Questa frase parte dal presupposto che la divinità – Dio – non si trova più all’esterno dell’uomo, come nel vecchio Eone di Osiride, bensì all’interno; pertanto il nucleo centrale dell’uomo è la vera Volontà. Colui che scopre la propria vera Volontà e la attua è un “Thelemita”, non ci potrà quindi essere altra Legge che: “Fa’ ciò che vuoi”. L’iniziato può fare, nell’ambito della sua traiettoria, ciò che vuole per raggiungere la completa ‘realizzazione’.

 

 
 
41.
 

La parola del Peccato è Restrizione. O uomo! Non rifiutare la tua sposa, se ella vuole! O amante, se tu vuoi, parti! Non c’è legame che può unire i separati tranne l’amore: tutto il resto è una maledizione. Maledetto! Maledetto sia per gli eoni! Inferno.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che la parola del Peccato è Restrizione, poiché ogni restrizione è una castrazione verso se stessi. Poi si rivolge all’uomo e gli spiega che non deve rifiutare la sua sposa se ella lo vuole. L’amante, se vuole, può partire, poiché soltanto l’amore unisce i separati. Tutto il resto non è altro che una maledizione e sia Maledetto per gli eoni. All’inferno.

 

 
 
42.
 

Lascia stare quella condizione di moltitudine legata e ripugnante. Così con tutto te stesso; tu non hai altro diritto che fare la tua volontà.

 
 

 
La dea Nuit si rivolge all’iniziato e lo esorta a non considerare la massa degli uomini volgari, i profani selvaggi, gli schiavi, poiché egli non ha altro diritto che fare la propria volontà.

 

 
 
43.
 

Fa’ ciò, e nessun altro ti dirà di no.

 
 

 
La dea Nuit si rivolge all’iniziato e gli dice di fare la propria volontà, poiché nessuno potrà ostacolarlo in ciò.

 

 
 
44.
 

Per pura volontà, implacata di proposito, liberata dalla brama di risultato, ogni via è perfetta.

 
 

 
La dea Nuit si rivolge all’iniziato e gli dice che ogni via è perfetta quando la pura volontà è implacabile e priva della bramosia del risultato.

 

 
 
45.
 

Il Perfetto e il Perfetto sono un Perfetto e non due; no, sono nessuno!

 
 


Questo passo va interpretato in rapporto a quello successivo. Vediamo come.
Il numero 80 è un numero del Nulla (o 0) perché 8 (il Perfetto) e 0 (il Perfetto), cioè 80, sono un Perfetto e non due (in quanto 8 = 0): anzi, essi (80) sono nessuno (0), cioè Hadit. Quindi Hadit (essendo Nulla, 0 o 8) è anche 80.

 

 
 
46.
 

Nulla è una chiave segreta di questa legge. Sessantauno la chiamano gli Ebrei; io la chiamo otto, ottanta, quattrocento e diciotto.

 
 

 
La dea Nuit afferma che LA (Nuith, Nulla) è una chiave segreta della legge di Nuith. Infatti, gli Ebrei la chiamano 61, in quanto è il valore cabalistico della parola Ain (Nulla). Nuit la chiama 8, in quanto Hadit è 8. E la chiama 80, in quanto Hadit (Forza) e Nuith (Nulla) sono 80. Infine la chiama 418, in quanto è un numero di Hadit (Tutto); infatti, il numero 418 è 13 (4 + 1 + 8 = 13), il numero della morte (si veda AL, II, 6.).

 

 
 
47.
 

Ma essi hanno la metà: unite dalla tua arte così che tutto scompare.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che gli Ebrei (essi), hanno la metà della chiave (Ain = Nulla o LA): unite dalla mia arte (Ain = Nulla o LA. Tutto = Nulla o AL = LA; unite formano: Nulla = Tutto = Nulla, LA-AL-LA, No-Dio-No) tutto scompare; infatti, nella Cabbala italiana, la Chiave LA-AL-LA rappresenta la formula: Nulla = Tutto = Nulla, 0 = 13 = 0.

 

 
 
48.
 

Il mio profeta è un folle con il suo uno, uno, uno; essi non sono il Bue, e nessuno dal Libro?

 
 

 
La dea Nuit afferma che il profeta Aleister Crowley è un folle con il suo uno, uno, uno (cioè 111); poiché essi non sono la Grande Bestia 666 (il Bue). Infatti, Aleister Crowley, tramite la sua Cabbala (si veda il Liber 777), attribuiva alla lettera ebraica Aleph, che significa Bue, l’Atu il Folle. Ciò è ovviamente una follia, la follia di attribuire l’Atu il Folle alla lettera ebraica Aleph e la follia di prendere in considerazione il valore numerico 111 della lettera Aleph pronunciata per intero (ALPh). Tramite la mia Cabbala (si veda il Liber 888) sappiamo che 1 è il numero del Sentiero che trasmette l’energia di Malkuth a Yesod. A questo primo Sentiero dell’Albero della Vita è attribuito l’Atu il Mago. Quindi possiamo affermare che la Grande Bestia 666 (il Bue) è l – il Mago Horus – e non 111, il valore cabalistico del nome segreto – Naton – della dea Nuit. Inoltre la dea Nuit si chiede: e il Folle (nessuno o 0) dal Libro di Thoth? Cioè l’Atu 0 risulta dal Libro? La risposta è no! Egli è l’Atu XXI.

 

 
 
49.
 

Sono abrogati tutti i rituali, tutte le ordalie, tutte le parole e i segni. Ra-Hoor-Khuit ha preso il suo posto nell’Est all’Equinozio degli Dei; e lascia Asar con Isa, che pure sono uno. Ma essi non sono di me. Lascia che Asar sia l’adoratore, Isa la sofferente; Hoor nel suo segreto nome e splendore è il Sovrano iniziatore.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che, rispetto al vecchio Eone di Osiride, sono abrogati tutti i rituali, tutte le ordalie, tutte le parole e i segni, poiché non sono più validi e pertanto sono inservibili. Ra-Hoor-Khuit, nel 1904, ha preso il suo posto nell’Est all’Equinozio degli Dei, alla nascita del nuovo Eone di Horus. Egli lascia da soli Osiride (Asar) e Iside (Isa), che pure sono uno (maschio e femmina uniti). Ma essi non sono della dea Nuit, poiché appartengono al vecchio Eone di Osiride. Infatti, Asar è l’uomo che adora un dio all’esterno e Isa la donna modesta che soffre; Hoor (guerriero) nel suo segreto nome – Eiton – e splendore è il Sovrano iniziatore, cioè il Figlio Incoronato, Vendicatore e Conquistatore.

 

 
 
50.
 

C’è una parola da dire per il compito Ierofantico. Guarda! Ci sono tre ordalie in una, e può essere data in tre modi. Il grossolano deve passare attraverso il fuoco; fa’ che il fine sia sperimentato nell’intelletto, e i sublimi eletti nel più alto. Così tu hai stella e stella, sistema e sistema; non lasciare che uno conosca bene l’altro!

 
 

 
La dea Nuit afferma che c’è qualche cosa da dire per il compito Ierofantico. Mi dice di guardare. Ci sono tre ordalie in una, poiché questa può essere data in tre modi diversi. È questa l’ordalia del risveglio del Serpente Kundalini. In pratica, l’uomo volgare – il profano-grossolano – può risvegliare il Serpente di Fuoco tramite tre tecniche che, essendo anche tre ordalie, sono una. Inoltre vengo esortato a fare in modo che l’uomo concepisca il concetto più sottile (fine) nell’intelletto, ma chi fa parte dei sublimi eletti deve concepirlo nel più alto, l’intuizione. Così si ha uomo (stella) e uomo (stella), metodo iniziatico (sistema) e metodo iniziatico (sistema); ma io non devo lasciare che un metodo (quello dell'intelletto) conosca bene l’altro (quello dell’intuizione), perché da questa profonda conoscenza ne deriverebbe l’annullamento, giacché la ragione (intelletto) può solo interpretare l’intuizione.

 

 
 
51.
 

Ci sono quattro porte per un palazzo; il pavimento di quel palazzo è d’argento e d’oro; lapislazzuli e diaspro sono là; e tutti i profumi rari; gelsomino e rosa, e gli emblemi della morte. Lascialo entrare in giro oppure ad una delle quattro entrate; lascialo stare sul pavimento del palazzo. Egli non sprofonderà? Amn. Ho! guerriero, se il tuo servo sprofonda? Ma ci sono modi e modi. Perciò sii attraente: vestiti tutto in elegante abbigliamento; mangia cibi prelibati e bevi vini dolci e vini che spumeggiano! Inoltre, riempiti a sazietà e volontà d’amore come tu vuoi, quando, dove e con chi vuoi tu! Ma sempre in me.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che ci sono quattro porte per un palazzo. Questo è il palazzo che si trova nell’Abisso di Daath, il cui Guardiano è Choronzon (il pavimento di quel palazzo è d’argento e d’oro; lapislazzuli e diaspro sono là; e tutti i profumi rari; gelsomino e rosa, e gli emblemi della morte). Quindi mi esorta a lasciare che il veggente Thar – il mio tramite in uno dei miei combattimenti contro Choronzon – entri nel palazzo, ruotando a spirale. Infatti, egli poteva entrare in questo modo oppure ad una delle quattro entrate. Poi lo lasciai stare sul pavimento del palazzo, poiché non vi era pericolo. Inoltre la dea Nuit, definendomi guerriero (Amn = 91, il nome del guerriero; Ho = 75, cioè 12, il numero del guerriero), mi chiede se egli non sprofonderà, ma se anche così fosse, ci sono modi e modi per cadere, perciò devo essere raffinato e godere la voluttà dei sensi con chi voglio, ma sempre nell’amore di Nuit.

 

 
 
52.
 

Se questo non fosse giusto; se tu confondi i punti-spaziali, dicendo: Essi sono uno; oppure dicendo, Essi sono molti; se il rituale non fosse sempre in me: allora aspettati i terribili giudizi di Ra-Hoor-Khuit!

 
 

 
La dea Nuit dichiara che se quello che mi ha appena detto non fosse giusto e se io confondo i punti spaziali – le otto direzioni dello Spazio: Est, Sud, Ovest, Nord, Sud-Est, Sud-Ovest, Nord-Est, Nord-Ovest – dicendo che sono uno oppure molti, e se il rituale che evoca l’energia dell’Eone di Horus non fosse rivolto a lei, allora devo aspettarmi i terribili giudizi di Ra-Hoor-Khuit.

 

 
 
53.
 

Questo rigenererà il mondo, il piccolo mondo mia sorella, mio cuore e mia lingua, al quale io invio questo bacio. Anche, o scriba e profeta, sebbene tu sia dei principi, esso non ti allevierà né ti assolve. Ma l’estasi e la gioia della terra siano tue: sempre Per me! Per me!

 
 

 
La dea Nuit afferma che se eseguirò correttamente ciò che ha appena detto, allora la Terra (sua sorella), suo cuore (pensiero) e sua lingua (parola), verrà rigenerata. Lei invia alla Terra questo Libro (bacio), tramite il suo scriba e profeta Aleister Crowley, il sacerdote dei principi. Ricevere tale Libro non lo allevierà nel suo compito né lo assolve dal dover morire fisicamente, ma la coscienza in eterna estasi e il piacere dei sensi (la gioia della terra) sono sue, sempre Rivolte alla dea Nuit.

 

 
 
54.
 

Non cambiare tanto lo stile di una lettera; poiché osserva! Tu, o profeta, non vedrai tutti questi misteri nascosti in ciò.

 
 

 
La dea Nuit esorta il suo profeta Aleister Crowley a non cambiare tanto lo stile di una lettera, affinché quella lettera non assuma le sembianze di un’altra, poiché lui non riuscirà a capire tutti i misteri celati nel Liber Legis. La lettera a cui si riferisce la Dea è la lettera “u” della parola “abstruction” che non ha alcun significato nella lingua inglese.

 

 
 
55.
 

Il figlio delle tue viscere, egli li osserverà.

 
 

 
La dea Nuit afferma che il figlio delle viscere del profeta Aleister Crowley osserverà tutti i misteri che sono celati nel Liber Legis. Lei mi definisce “figlio delle viscere” del profeta, perché le viscere sono in rapporto al Manipura Chakra, il cui centro macrocosmico si trova a Trieste (Italia), la città in cui sono nato.

 

 
 
56.
 

Non aspettarlo dall’Est, né dall’Ovest; poiché da nessuna casa supposta viene quel figlio. Aum! Tutte le parole sono sacre e tutti i profeti sono veri; salva solo essi che capiscono un poco; risolvi la prima metà dell’equazione, lascia la seconda inattaccata. Ma tu hai tutto nella luce chiara, e un po’, sebbene non tutto, nell’oscurità.

 
 


In questo passo del Liber Legis vengo esortato a dare la soluzione della prima metà dell’equazione.
La dea Nuit dice al profeta Aleister Crowley che da nessun luogo (nessuna casa supposta) viene il figlio delle sue viscere e pertanto non dovrà aspettarlo dall’Est e neanche dall’Ovest. Quindi, la Dea pronuncia la parola “Aum!” per intendere che ha finito, nella frase, di rivolgersi ad Aleister Crowley. Poi si rivolge a me e afferma: “Tutte le parole sono sacre e tutti i profeti sono veri; salva solo essi che capiscono un poco;”. Ma se andiamo ad analizzare la frase vediamo che il concetto così espresso è assurdo, poiché se tutti i profeti capiscono un poco, non possono essere veri e quindi quel che ha da essere salvato è quel poco che essi capiscono, quel poco che essi sanno. Così, come la dea Nuit esorta, viene ad essere risolta la prima metà dell’equazione, cioè sostituendo alla frase “salva solo essi che capiscono un poco” la frase “salva solo quel poco che essi capiscono”. La seconda parte dell’equazione la lascio inattaccata: io ho tutto nella luce chiara, e un po’, sebbene non tutto, nell’oscurità.

 

 
 
57.
 

Invocami sotto le mie stelle! Amore è la legge, amore sotto la volontà. E non lasciare che i pazzi fraintendano l’amore; poiché c’è amore e amore. C’è la colomba, e c’è il serpente. Scegli bene! Egli, il mio Profeta, ha scelto, conoscendo la legge della fortezza, e il grande mistero della Casa di Dio. Tutte queste vecchie lettere del mio Libro sono esatte; ma Tzaddi non è la Stella. Anche questo è segreto: il mio Profeta lo rivelerà al saggio.

 
 

 
La dea Nuit esorta il profeta Aleister Crowley ad invocarla sotto le sue stelle. E dice: “Amore è la legge, amore sotto la volontà”. Questa frase indica che l’amore deve essere diretto magicamente dalla volontà. Quindi dice ad Aleister Crowley di non lasciare che i pazzi fraintendano l’amore, poiché c’è l’amore osiridiano della colomba e l’amore thelemico del serpente. Lo esorta a scegliere bene! Poi si rivolge a me e dichiara che io, il suo Profeta, ho scelto l’amore thelemico del serpente, poiché conosco la legge che dice: “sii inaccessibile!” (la legge della fortezza). Inoltre io conosco il grande mistero della Sfera di Daath (Casa) e di Hoor-paar-Kraat (Dio), cioè il mistero della Sfera divisa in tre settori e del Dio con una testa e tre volti, il grande mistero della loro triplicità. Infine, la dea Nuit afferma che tutte le vecchie lettere ebraiche del Libro di Thoth (mio Libro), sono esatte nella loro sequenza semantica; ma la lettera ebraica Tzaddi non è la Stella, poiché bisogna applicare agli Arcani Maggiori, rispetto al sistema cabalistico di Aleister Crowley, una diversa sequenza matematica. Infatti, nella Cabbala italiana – si veda il Liber 888 in riferimento alle lettere ebraiche – questa lettera corrisponde all’Atu la Luna. Pertanto scopriamo, sempre tramite la Cabbala italiana, che la Stella, Atu il Sole, corrisponde alla lettera ebraica Vau. Ciò è anche segreto e io (il Profeta di Nuit) lo rivelo a tutti coloro in grado di comprendere la nuova Cabbala.

 

 
 
58.
 

Io do gioie inimmaginabili sulla terra: certezza, non fede, fintanto che in vita, sopra la morte; pace ineffabile, riposo, estasi; né io domando alcunché in sacrificio.

 
 

 
La dea Nuit sostiene che lei dà gioie inimmaginabili sulla terra: la certezza, non la credenza cieca (fede) dei cristiani storici, fintanto che un uomo è in vita, della continuità della consapevolezza; l’eterna estasi (pace ineffabile, riposo) di Nu. Inoltre lei non chiede nessuna cosa, in sacrificio, per ciò che dona.

 

 
 
59.
 

Il mio incenso è di legni e gomme resinose; e dentro non c’è sangue: a causa dei miei capelli gli alberi dell’Eternità.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che il suo incenso è fatto di legni e gomme resinose e in esso non c'è sangue a causa delle sue linee (capelli), le emanazioni (alberi) dell’Aquila (Eternità). Nell’incenso non c'è sangue, perché il sangue è il veicolo per la manifestazione delle entità, mentre l’incenso serve per Vedere le emanazioni dell’Aquila.

 

 
 
60.
 

Il mio numero è 11, come tutti i loro numeri che sono di noi. La Stella a Cinque Punte, con un Cerchio nel Mezzo, e il cerchio è Rosso. Il mio colore è nero per il cieco, ma il blu e l’oro sono visti dal vedente. Io ho anche una gloria segreta per coloro che mi amano.

 
 

 
La dea Nuit afferma che il suo numero è 11, quello della Sfera di Binah, l’undicesima Sephirah – a partire dalla Sfera di Malkuth – del vero Albero della Vita. Questo è il suo numero, come lo sono tutti i numeri degli iniziati – al grado di Magus – che sono di Nuit, Hadit e Ra-Hoor-Khuit. La Stella a Cinque Punte, con un Cerchio Rosso nel Mezzo (il Punto Hadit), è la Stella color Rubino di Therion, il simbolo dell’Eone di Horus. Ella afferma che il suo colore è nero per il cieco, intendendo con ciò un duplice concetto. Per “cieco” si intende sia Hoor-paar-Kraat – Horus nero o cieco, il Figlio oscuro di Nuith e Hadit – sia il profano che non vede la luce della verità. Ma lei continua e afferma che il blu e l’oro sono visti dal vedente. Il blu e l’oro sono i colori dello Spazio e del Sole celati in lei: il blu come Maat (Babalon), la Figlia; e l’oro come Ra-Hoor-Khuit (Horus rosso), il Figlio. Questi due colori sono visti dal vedente, cioè dal Magus. La dea Nuit ha anche una gloria segreta – felicità, gioia – per gli iniziati al grado di Magus che la amano.

 

 
 
61.
 

Ma amare me è meglio d’ogni cosa: se sotto le stelle-notturne nel deserto tu ora bruci davanti a me il mio incenso, invocandomi con un cuore puro, e in cui fiammeggia il Serpente, tu verrai a giacere un poco nel mio seno. Per un bacio allora tu sarai disposto a dare tutto; ma chi darà una particella di polvere perderà tutto in quell’ora. Tu radunerai beni e quantità di donne e di spezie; tu indosserai ricchi gioielli; tu supererai le nazioni della terra per splendore e orgoglio; ma sempre per amore di me, e così tu verrai alla mia gioia. Ti ingiungo di presentarti ardentemente davanti a me con un’unica veste, e coperto da una ricca acconciatura. Io ti amo! Io ti desidero! Pallido o purpureo, velato o voluttuoso, io che sono tutta piacere e porpora, ed ebbrezza del senso più intimo, ti desidero. Spiega le ali, e suscita dentro di te lo splendore ravvolto in spire: vieni a me!

 
 

 
La dea Nuit afferma che amarla è meglio di ogni altra cosa. Se sotto le stelle-notturne, in un luogo deserto, brucio l’incenso di Nuit – Aquila – potrò venirla a conoscere. Per fare ciò dovrò invocarla in uno stato di coscienza che si manifesta come un sentimento puro. Io sarò disposto a dare tutto me stesso pur di venirla a conoscere. Ma chi donerà all’Aquila una particella della propria consapevolezza perderà tutto se stesso e si dissolverà nell’Infinito. Io radunerò ricchezze, donne e spezie; io indosserò ricchi gioielli; io supererò le nazioni della terra per splendore e orgoglio; ma sempre per amore di Nuit, e così io andrò alla sua gioia. Ella mi ingiunge di presentarmi ardentemente davanti a lei con un’unica veste, e coperto da una ricca acconciatura. Lei mi ama! Lei mi desidera! Pallido o purpureo, velato o voluttuoso, lei che è tutta piacere e porpora, ed ebbrezza del senso più intimo, mi desidera. Infine mi esorta a spiegare le ali della mia percezione, sollecitando la mia consapevolezza: di andare verso lei.

 

 
 
62.
 

A tutti i miei incontri con te la sacerdotessa dirà – e i suoi occhi bruceranno con desiderio quando starà nuda e felice nel mio tempio segreto – A me! A me! evocando la fiamma dei cuori di tutti nel suo canto d’amore.

 
 

 
La dea Nuit dichiara che a tutti i suoi incontri con me – il gran sacerdote – la sacerdotessa entrerà in uno stato particolare (e i suoi occhi bruceranno con desiderio quando starà nuda e felice nel mio tempio segreto) e dirà: “A me! A me!”, evocando la passione (fiamma dei cuori) di tutti nel suo canto d’amore.

 

 
 
63.
 

Cantami l’estatica canzone d’amore! Bruciami profumi! Indossa gioielli per me! Bevi per me, poiché io ti amo! Io ti amo.

 
 

 
La dea Nuit mi dice di cantare per lei l’estatica canzone d’amore, di bruciare per lei profumi, di indossare per lei pietre preziose e di bere in suo onore, poiché ella mi ama.

 

 
 
64.
 

Io sono la figlia del Tramonto dalle palpebre blu; io sono il nudo splendore del voluttuoso cielo-notturno.

 
 

 
La dea Nuit si definisce la “figlia del Tramonto”, poiché il tramonto implica il Sole ad Ovest e l’occidente, nella religione egizia, ha relazione con il regno dei morti; infatti, la morte implica il concetto del Nulla e il Nulla è la dea Nuith. Pertanto Nuit è la figlia di Nuith, dalla non-manifestazione emerge la manifestazione. Questa manifestazione viene da lei descritta nel seguente modo: la figlia dalle palpebre blu – cielo blu – e il nudo splendore – stelle – del voluttuoso cielo-notturno.

 

 
 
65.
 

A me! A me!

 
 

 
La dea Nuit dichiara: “tutto affluisca a me, tutto affluisca a me”.

 

 
 
66.
 

La Manifestazione di Nuit è ad una fine.

 
 

 
L’espressione manifesta di Nuit è alla fine di un ciclo.


 
       
       
       
       
    Copyright    by Orion    
       
 
   
   Torna su